FilosofiAda Lovelace

Ada Lovelace

Descrisse la macchina analitica di Babbage, comprese che poteva trattare qualcosa di più dei numeri e fissò il limite che essa non supera: non dà origine a nulla.

Filosofia analitica1815 · 1852 Regno UnitoLondra

La sua vita

Ada Lovelace (1815-1852), matematica britannica e figlia del poeta Lord Byron, lavorò con Charles Babbage alla sua macchina analitica. Nel 1843 tradusse un articolo di Menabrea e vi aggiunse note più lunghe del testo, tra cui un metodo per calcolare i numeri di Bernoulli, spesso considerato uno dei primi programmi informatici. Vide che la macchina poteva trattare qualcosa di più dei numeri, ma che da sola non dà origine a nulla.

Le sue opere

1843
Note allo Schizzo della macchina analitica di Menabrea

Descrive la macchina analitica, il suo programma per i numeri di Bernoulli e il limite della macchina: non dà origine a nulla.

Cosa ha scritto

« La macchina analitica non ha alcuna pretesa di dare origine a qualcosa. Può fare tutto ciò che sappiamo ordinarle di eseguire. »
Notes (1843), note G
« Possiamo dire con grande proprietà che la macchina analitica tesse disegni algebrici proprio come il telaio Jacquard tesse fiori e foglie. »
Notes (1843), note A