Un esperimento non condanna mai un'ipotesi da sola: l'olismo di Duhem
La tesi di Duhem (o tesi di Duhem-Quine): l'olismo della conferma
Dunque un esperimento di fisica non può mai condannare un'ipotesi isolata, ma solo un intero insieme; non esiste esperimento cruciale; e la scelta dell'ipotesi da abbandonare spetta al buon senso del fisico.
Una previsione poggia su un intero insieme di ipotesi: se fallisce, la logica non dice quale sia sbagliata.
«Un esperimento non condanna mai un'ipotesi da sola: l'olismo di Duhem» è un argomento di Pierre Duhem (La teoria fisica, il suo oggetto, la sua struttura (La Théorie physique), 1906, parte II, cap. VI, 1906) sulla domanda «La scienza può spiegare tutto?» (risposta: una costruzione umana). La sua tesi: Dunque un esperimento di fisica non può mai condannare un'ipotesi isolata, ma solo un intero insieme; non esiste esperimento cruciale; e la scelta dell'ipotesi da abbandonare spetta al buon senso del fisico. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 5 premesse. AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Si immagina spesso che un esperimento «metta alla prova» un'idea come si mette alla prova un pezzo meccanico: se si rompe, l'idea è falsa. Pierre Duhem, fisico francese, mostra all'inizio del Novecento che le cose non sono così semplici. Per prevedere ciò che un esperimento deve dare, il fisico non usa soltanto l'ipotesi che vuole controllare: si serve anche della teoria dei suoi strumenti, dell'ottica, dei calcoli, ecc. Quando il risultato è diverso dalla previsione, qualcosa nell'insieme è dunque falso, ma l'esperimento non dice che cosa. Duhem ne trae tre conseguenze: nessun esperimento condanna da solo un'ipotesi; non esiste alcun «esperimento cruciale» che decida tra due ipotesi rivali; e la scelta di ciò che bisogna cambiare dipende dal «buon senso» del fisico, che non è una regola di logica. Classifichiamo questo argomento sotto «Una costruzione umana» perché mostra che scelte umane intervengono nella decisione, anche in fisica. Duhem pensa che verrà un giorno in cui il buon senso distinguerà chiaramente tra le teorie (§ X). Egli parla della fisica, non di tutta la scienza.
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Senza la premessa implicita: Senza P3, si potrebbero accettare P1 e P2 e dire che un esperimento ben concepito isola comunque l'ipotesi controllata, perché le altre ipotesi sono così solide da poter essere considerate certe. Duhem riconosce che è ciò che fa il fisico, ma afferma che questa fiducia «non si impone per necessità logica».
Obiezioni
2Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Karl Popper 1963 · attacca la premessa 2Popper risponde che l'argomento «olista» va troppo oltre. In un buon numero di casi è possibile trovare quale ipotesi è responsabile della confutazione.
un difensore risponde
Popper risponde che l'argomento «olista» va troppo oltre. In un buon numero di casi è possibile trovare quale ipotesi è responsabile della confutazione.
AAdolf Grünbaum 1960 · attacca la premessa 3Grünbaum contesta che la logica dimostri ciò che Duhem ne ricava. Che si possa sempre salvare un'ipotesi modificando le altre non è dimostrato: bisogna ancora trovare ipotesi alternative che si accordino con tutti i risultati già acquisiti, e nulla garantisce che esistano. È una questione di fatto, da esaminare caso per caso, e non una conseguenza della logica.
senza risposta
Grünbaum contesta che la logica dimostri ciò che Duhem ne ricava. Che si possa sempre salvare un'ipotesi modificando le altre non è dimostrato: bisogna ancora trovare ipotesi alternative che si accordino con tutti i risultati già acquisiti, e nulla garantisce che esistano. È una questione di fatto, da esaminare caso per caso, e non una conseguenza della logica.