DomandeLa scienza può spiegare tutto?Una teoria è scientifica se può essere confutata
La scienza può spiegare tutto?Vera, ma non tutto

Una teoria è scientifica se può essere confutata

La falsificabilità

Karl Popper 1902 · 1994Una teoria è scientifica se può essere confutata dall'esperienza.
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Che cosa sostiene

Dunque una teoria è scientifica solo se un'osservazione possibile può confutarla, e la scienza avanza per congetture e confutazioni, non accumulando conferme.

Perché

Mille cigni bianchi non provano che tutti i cigni sono bianchi, ma un solo cigno nero lo confuta: solo la confutazione possibile è decisiva.

La stessa idea attraverso la storia
David Hume1748Hume mostra che nessun ragionamento giustifica il passaggio da casi osservati a una legge universale. Popper non cerca di aggirare questo risultato: lo accetta e ne ricava un'altra immagine della scienza, che non ha più bisogno dell'induzione.
Karl Popper1934In Logik der Forschung (1934) propone la confutabilità come criterio che separa la scienza da ciò che scienza non è. Nel 1963, in Conjectures and Refutations, racconta come gli è venuta l'idea nel 1919, confrontando Einstein, Freud, Adler e Marx.
In breve

«Una teoria è scientifica se può essere confutata» è un argomento di Karl Popper (Logik der Forschung, 1934; Conjectures and Refutations, 1963, 1934) sulla domanda «La scienza può spiegare tutto?» (risposta: vera, ma non tutto). La sua tesi: Dunque una teoria è scientifica solo se un'osservazione possibile può confutarla, e la scienza avanza per congetture e confutazioni, non accumulando conferme. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Logik der Forschung, 1934; Conjectures and Refutations, 1963
Valido con una premessa implicita

Come distinguere una teoria scientifica da una che ne ha soltanto l'apparenza? A Vienna, nel 1919, il giovane Popper è colpito da un fatto. Marx, Freud e Adler spiegano tutto: qualunque cosa accada, i loro seguaci vi vedono una conferma. Einstein, invece, corre un rischio: annuncia che la luce delle stelle sarà deviata vicino al Sole, e se l'eclissi non lo mostra, la sua teoria è falsa. Popper ne ricava questa idea. Nessun numero di osservazioni può provare una legge universale, ma una sola osservazione contraria può confutarla. Una teoria è dunque scientifica quando vieta qualcosa, cioè quando un'osservazione possibile potrebbe contraddirla. E la scienza avanza proponendo congetture audaci e cercando poi di confutarle.

P1Nessun numero di osservazioni particolari giustifica logicamente una legge universale: anche dopo aver visto migliaia di cigni bianchi, non si può concludere che tutti i cigni siano bianchi.
P2Una sola osservazione contraria basta a contraddire logicamente una legge universale: un solo cigno nero contraddice «tutti i cigni sono bianchi».
P3Una teoria è scientifica solo se l'esperienza può decidere della sua sorte. È la tesi di base dell'empirismo: solo l'esperienza decide della verità o della falsità degli enunciati scientifici.
P4 · premessa implicitaPer una teoria universale, l'esperienza può decidere della sua sorte in due soli modi: verificandola, oppure confutandola con un'osservazione contraria.
P5Mettere seriamente alla prova una teoria significa cercare di confutarla. Le conferme sono facili da trovare per quasi qualsiasi teoria: contano solo se provengono da una previsione rischiosa, che avrebbe potuto fallire.
Dunque una teoria è scientifica solo se un'osservazione possibile può confutarla, e la scienza avanza per congetture e confutazioni, non accumulando conferme.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui la verifica è impossibile, la teoria è scientifica, e tuttavia non è confutabile: l'esperienza la deciderebbe allora in un modo che né la verifica né la confutazione descrivono. P4 esclude questa terza via.
Con P4 la conclusione segue: poiché la verifica è impossibile (P1), l'unico modo in cui l'esperienza può decidere è la confutazione (P4), dunque una teoria scientifica deve poter essere confutata (P3). Senza P4, il computer trova un caso in cui l'esperienza deciderebbe per una terza via. Un punto da notare: l'argomento stabilisce che la confutabilità è una condizione necessaria della scienza. Popper va oltre quando chiama la confutabilità «il criterio dello statuto scientifico» di una teoria, ma una teoria confutabile può essere falsa, e una teoria può essere confutabile senza essere buona.
Analogia. Un indovino annuncia: «Incontrerai una persona importante.» Qualunque cosa accada, avrà ragione. Un meteorologo annuncia: «Domani a mezzogiorno pioverà a Parigi.» Può sbagliarsi, ed è ciò che rende seria la sua previsione. Per Popper, la scienza somiglia al meteorologo, non all'indovino.

Obiezioni

4

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Pierre Duhem 1906 · attacca la premessa 2

Il fisico non può mai sottoporre all'esperimento un'ipotesi isolata, ma soltanto un intero insieme di ipotesi. Quando l'esperimento contraddice la previsione, gli insegna che almeno una delle ipotesi è inaccettabile, ma non gli dice quale. Un'osservazione contraria non confuta dunque mai una legge da sola.

Popper risponde
Popper 1963 · Risposta di Popper
Ammette che spesso si può mettere alla prova solo una grossa porzione di un sistema teorico, talvolta l'intero sistema, e che in tal caso stabilire quale elemento sia responsabile della confutazione è pura congettura. Dice di averlo sottolineato da tempo, richiamandosi anche lui a Duhem.
I
Imre Lakatos 1970 · Controrisposta di Lakatos
Nella versione ingenua della falsificabilità, una sola osservazione contraria basta per respingere una teoria. Lakatos la ritiene insostenibile. Nella versione più raffinata che attribuisce a Popper, nessun esperimento da solo può condurre alla falsificazione: non c'è falsificazione prima che emerga una teoria migliore.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il disaccordo è minore di quanto sembri. Duhem e Popper ammettono entrambi che la logica da sola non dice quale ipotesi abbandonare. Popper ne conclude che ciò va deciso con regole metodologiche, e che la scienza è un gioco di congetture. Lakatos ne conclude che la confutabilità di una singola teoria non basta: occorre giudicare serie di teorie (vedi l'ultima obiezione).
Willard Van Orman Quine 1951 · attacca la premessa 2

I nostri enunciati sul mondo esterno non si presentano uno per uno davanti al tribunale dell'esperienza sensibile: vi si presentano insieme, come un corpo collettivo. Quine estende così la tesi di Duhem, che cita, all'insieme delle nostre conoscenze.

Popper risponde
Popper 1963 · Risposta di Popper
Risponde che l'argomento olistico va molto troppo lontano. In parecchi casi si può trovare quale ipotesi sia responsabile della confutazione, cioè quale parte del sistema era necessaria per derivare la previsione confutata.
Thomas Kuhn 1962 · attacca la premessa 5

Gli scienziati non rigettano una teoria alla prima osservazione che la contraddice. Nella «scienza normale» trattano tali anomalie come problemi da risolvere all'interno del paradigma, e cambiano paradigma solo nei periodi di crisi. Cercare di confutare la propria teoria non è dunque ciò che il ricercatore fa abitualmente (vedi l'argomento di Kuhn sui paradigmi, in preparazione).

Popper risponde
Popper 1970 · Risposta di Popper
Scrive che la scienza «normale» nel senso di Kuhn esiste, e che gli è debitore per averla segnalata. Ma la considera un pericolo per la scienza, mentre Kuhn a quanto pare non la considera tale.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Popper e Kuhn concordano sui fatti (la scienza normale esiste) e divergono sul suo valore: per Popper è un pericolo, per Kuhn la condizione normale del progresso. La questione di che cosa gli scienziati facciano realmente, e di che cosa dovrebbero fare, resta aperta.
I
Imre Lakatos 1970 · attacca la conclusione

In Popper vanno distinte due posizioni. Il falsificazionismo «ingenuo» (basta una sola osservazione contraria per respingere) è insostenibile, e Kuhn ha ragione a criticarlo. Una posizione più raffinata è difendibile: non si giudica una teoria isolata, ma una serie di teorie, che deve produrre fatti nuovi. C'è falsificazione solo se esiste una teoria migliore.

senza risposta
Popper ha risposto, ma quel testo non è ancora presente nel nostro corpus.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Lakatos presenta la sua versione come una difesa di Popper contro Kuhn. Resta da stabilire se questa versione sia quella di Popper o la sua. E in questa versione non si può più dire, come nell'argomento, che una sola osservazione basti nella pratica scientifica: basta soltanto per la logica.