Si può essere certi di qualcosa?Dobbiamo dubitare

Il problema dell'induzione

David Hume 1711 · 1776Né la causalità né l'induzione si possono dimostrare: ci guida l'abitudine.
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Che cosa sostiene

Dunque le nostre inferenze sul futuro poggiano non sulla ragione, ma sull'abitudine.

Perché

Prevedere il futuro suppone che assomiglierà al passato, cosa che non si può dimostrare né con la logica né con l'esperienza senza girare in tondo.

In breve

«Il problema dell'induzione» è un argomento di David Hume (Ricerca, sezione 4) sulla domanda «Si può essere certi di qualcosa?» (risposta: dobbiamo dubitare). La sua tesi: Dunque le nostre inferenze sul futuro poggiano non sulla ragione, ma sull'abitudine. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 4 premesse. AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Ricerca, sezione 4
Valido

Il sole è sempre sorto: siamo sicuri che sorgerà domani. Ma su che cosa poggia questa certezza? Hume mostra che nessun ragionamento la giustifica.

P1Ogni inferenza tratta dall'esperienza suppone che il futuro assomiglierà al passato.
P2Esistono solo due tipi di ragionamento: la dimostrazione (come in matematica) e il ragionamento tratto dall'esperienza.
P3Non si può dimostrare che il futuro assomiglierà al passato: che cambi non comporta alcuna contraddizione.
P4Non si può nemmeno provarlo con l'esperienza: sarebbe un circolo, perché ogni prova tratta dall'esperienza già lo suppone.
Dunque le nostre inferenze sul futuro poggiano non sulla ragione, ma sull'abitudine.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
L'argomento è valido così come lo scrive Hume: non è necessaria alcuna premessa nascosta, e ciascuna è indispensabile. Per questo il dibattito si concentra da quasi tre secoli sulle premesse, soprattutto su P2 (esistono davvero solo due tipi di ragionamento?).
Analogia. Un pollo è nutrito ogni giorno della sua vita dallo stesso uomo; ogni giorno conferma che lo sarà anche domani. Un giorno, l'uomo gli tira il collo. L'immagine è di Bertrand Russell (I problemi della filosofia, 1912), non di Hume.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Obiezione prevista da Hume attacca la premessa 4

Ma ho sempre constatato, in tutti i casi passati, che queste qualità vanno insieme a questi effetti: l'esperienza basta a provarlo.

Hume risponde
Hume
Questo prova che era vero nel passato, non che lo sarà domani. Ogni prova tratta dall'esperienza presuppone proprio la somiglianza del futuro con il passato.
Kant 1781 · attacca la premessa 2

Esiste un terzo tipo di conoscenza: principi che non derivano dall'esperienza ma la rendono possibile, come la causalità. Sono conosciuti a priori, senza essere semplici definizioni.

senza risposta
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1781, dopo la morte dell'autore (1776).
Peter Strawson 1952 · attacca la premessa 1

Chiedere una giustificazione dell'induzione mediante qualcosa di diverso da essa stessa non ha senso: affidarsi all'esperienza è proprio ciò che «essere ragionevoli» significa riguardo ai fatti.

senza risposta
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1952, dopo la morte dell'autore (1776).