Karl Marx
La storia è la storia delle lotte di classe.
Idee sbagliate comuni
Per Marx la religione non è altro che un veleno che addormenta il popolo.
Nello stesso paragrafo la religione è anche «il sospiro della creatura oppressa», «il cuore di un mondo senza cuore» e «una protesta contro la reale miseria». Nel 1844 l'oppio era innanzitutto un analgesico. Il testo prende di mira non tanto i credenti quanto il mondo che ha bisogno di questa consolazione, anche se Marx vuole davvero la fine della religione.
Marx scrisse: «I filosofi hanno soltanto interpretato il mondo; si tratta, invece, di trasformarlo.»
Nel suo taccuino (1845) Marx scrive soltanto: «ciò che importa è trasformarlo». L'«invece» (aber) fu aggiunto da Engels nel 1888, cinque anni dopo la morte di Marx. Il senso è simile, ma il tono di contrapposizione viene da Engels.
Marx scrisse da solo il Manifesto del Partito Comunista.
Il Manifesto è opera di Marx ed Engels. Marx redasse il testo finale a partire dalle bozze di Engels (i Princìpi del comunismo), e il libro uscì senza il nome dell'autore nel 1848. Non sempre sappiamo chi abbia scritto quale frase.
Marx voleva sacrificare l'individuo al collettivo.
I suoi testi indicano come scopo «il libero sviluppo di ciascuno» e immaginano «un'associazione di individui liberi». Il dibattito riguarda i mezzi (abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione) e ciò che ne hanno fatto, dopo la sua morte, i regimi che si sono richiamati a lui.