Calcolare tutti gli universi possibili costa meno che calcolarne uno solo
Il Grande Programmatore; la fisica digitale; l'universo è calcolato (Zuse, Schmidhuber)
Dunque è ragionevole pensare che il nostro universo sia calcolato da un programma breve, tra tutti gli universi computabili: siamo, in questo senso, in una simulazione.
Un piccolo programma che esegue ogni universo possibile richiede meno informazione che descriverne uno solo: è più semplice.
«Calcolare tutti gli universi possibili costa meno che calcolarne uno solo» è un argomento di Jürgen Schmidhuber (Schmidhuber, 1997 e 2000, 1997) sulla domanda «Il mondo esiste davvero?» (risposta: probabilmente una simulazione). La sua tesi: Dunque è ragionevole pensare che il nostro universo sia calcolato da un programma breve, tra tutti gli universi computabili: siamo, in questo senso, in una simulazione. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nel 1997 l'informatico Jürgen Schmidhuber immagina un «Grande Programmatore» che, molto tempo fa, ha scritto un programma che fa girare sul suo grande computer tutti gli universi possibili, cioè tutti quelli calcolabili. Il nostro sarebbe uno di questi. Il suo è un argomento di semplicità. La maggior parte degli universi possibili è puro disordine, e servirebbe un programma lunghissimo per descriverne anche uno solo. Ma il programma che li esegue tutti, uno dopo l'altro, è cortissimo. Nel 2000 aggiunge il tassello mancante: nulla di ciò che sappiamo ci obbliga a pensare che l'universo sia non calcolabile, e una teoria in cui esso è calcolato è la più semplice di tutte. Quindi si può crederci finché nessuna prova la contraddice. Una precisazione: il Grande Programmatore è un'immagine; l'argomento riguarda la lunghezza dei programmi, non l'identità di chi li farebbe girare. Questo è «probabilmente una simulazione» nel senso di «un mondo calcolato», non nel senso di Bostrom (discendenti che ci simulano).
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Senza la premessa implicita: Senza P4, nulla impedisce che la spiegazione più semplice dell'universo sia un programma senza che ciò faccia di noi degli esseri «simulati»: un programma può limitarsi a descrivere le leggi, senza che nessuno lo esegua.
Obiezioni
2Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Roger Penrose 1989 · attacca la premessa 1Penrose sostiene che il pensiero cosciente non si riduce a un calcolo e che servirà una fisica nuova, non computabile, per comprenderlo. Se è vero, l'universo non è il risultato di un programma, e P1 cade.
Schmidhuber risponde
Penrose sostiene che il pensiero cosciente non si riduce a un calcolo e che servirà una fisica nuova, non computabile, per comprenderlo. Se è vero, l'universo non è il risultato di un programma, e P1 cade.
SSabine Hossenfelder 2021 · attacca la premessa 1Hossenfelder ammette che «il nostro universo calcola le sue leggi» non ha nulla di scandaloso, ma osserva che oggi nessuno sa ritrovare la relatività generale e il modello standard con un algoritmo passo dopo passo. I tentativi sono in genere incompatibili con le simmetrie di Einstein.
senza risposta
Hossenfelder ammette che «il nostro universo calcola le sue leggi» non ha nulla di scandaloso, ma osserva che oggi nessuno sa ritrovare la relatività generale e il modello standard con un algoritmo passo dopo passo. I tentativi sono in genere incompatibili con le simmetrie di Einstein.