DomandeIl mondo esiste davvero?Un computer non fa esistere un mondo, lo descrive
Il mondo esiste davvero?Anche il virtuale è reale

Un computer non fa esistere un mondo, lo descrive

L'ipotesi dell'universo matematico e la simulazione (Tegmark)

Max Tegmark nato nel 1967Cosmologo: il nostro mondo è una struttura matematica, e un computer che lo simula si limita a descriverlo, non lo fa esistere.
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Che cosa sostiene

Dunque un universo simulato esiste realmente quanto il nostro: «simulato» non significa «meno reale», ma solo «specificato da un computer».

Perché

Far girare il computer non cambia il fatto che il mondo descritto esista: simulato o no, esiste allo stesso modo.

La stessa idea attraverso la storia
In breve

«Un computer non fa esistere un mondo, lo descrive» è un argomento di Max Tegmark (Tegmark, «The Mathematical Universe», 2008, 2008) sulla domanda «Il mondo esiste davvero?» (risposta: anche il virtuale è reale). La sua tesi: Dunque un universo simulato esiste realmente quanto il nostro: «simulato» non significa «meno reale», ma solo «specificato da un computer». Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 0 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Tegmark, «The Mathematical Universe», 2008
Valido con una premessa implicita

Il cosmologo Max Tegmark difende un'idea audace: il nostro mondo fisico non è descritto dalla matematica, è una struttura matematica, cioè oggetti astratti e le relazioni fra di essi. Ne trae una conseguenza sulle simulazioni. Se si simulasse un universo su un computer, quell'universo sarebbe anch'esso una struttura matematica, ed esisterebbe già, prima ancora che qualcuno lo calcoli. Il ruolo del computer non sarebbe quello di calcolare la storia dell'universo, ma di specificarla. Che il computer giri o no, ciò non cambia il fatto che quell'universo esista. Attenzione: tutto poggia sull'ipotesi dell'universo matematico, che Tegmark presenta come una conseguenza dell'esistenza di una realtà esterna a noi, e che è molto discussa.

P1Il nostro mondo fisico è una struttura matematica: entità astratte e le relazioni fra di esse (ipotesi dell'universo matematico).
P2Ogni simulazione di un universo corrisponde a sua volta a una struttura matematica, che dunque esiste già come tale.
P3Il ruolo del computer che simula non è calcolare la storia dell'universo, ma specificarla: farlo girare o no non cambia nulla all'esistenza della struttura.
P4 · premessa implicitaCiò che esiste come struttura, che la si faccia girare o no, esiste altrettanto realmente del nostro mondo, se anche il nostro mondo è una struttura.
Dunque un universo simulato esiste realmente quanto il nostro: «simulato» non significa «meno reale», ma solo «specificato da un computer».

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Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4 si può immaginare che le strutture matematiche esistano «in generale» senza che ciò basti a fare un mondo in cui si vive: un'equazione esiste, ma nessuno la abita. Il calcolo da solo non direbbe che il mondo descritto è reale.
P1: il nostro mondo è una struttura. P2: lo è anche un universo simulato. P3: il computer si limita a specificarla, quindi farla girare non cambia nulla alla sua esistenza. P4, implicita, dice che ciò che esiste come struttura esiste realmente quanto noi. Dunque il mondo simulato è reale quanto il nostro. Ciò che è discusso: P1 (l'ipotesi matematica) e P4 (esistere come struttura basta per essere reale?).
Analogia. Il progetto completo di un architetto non ha bisogno di essere costruito per descrivere una casa: se il progetto descrive tutto, la casa «esiste» nel progetto, che qualcuno lo disegni o no. Tegmark dice che il calcolo serve solo a scrivere il progetto dell'universo. (Immagine nostra.)

Obiezioni

2

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

S
Sabine Hossenfelder 2007 · attacca la premessa 1

Hossenfelder, fisica, dice che la matematica descrive la realtà ma non è la realtà. Si può pensare e descrivere la funzione d'onda di un elettrone anche se l'elettrone non esiste, e questo non lo rende reale. Vi vede una differenza che l'ipotesi di Tegmark cancella.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Tegmark nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Hossenfelder scrive nell'ottobre 2007, a proposito della versione dell'aprile 2007 dell'articolo di Tegmark. Non abbiamo trovato alcuna risposta di Tegmark a quel post (nostra sintesi).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Disaccordo di fondo: la matematica descrive il mondo, o è il mondo? Punto aperto: nessuna posizione è largamente accettata (nostra sintesi).
G
Gordon McCabe 2005 · attacca la premessa 2

McCabe sostiene che una simulazione digitale non ha alcun legame oggettivo con il sistema che simula: esiste solo come processo fisico nelle componenti del computer. Nessuno può dunque vivere «dentro» una simulazione digitale, e non esiste alcun mondo simulato di cui si possa dire che sia reale.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Tegmark nei suoi testi.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Punto aperto: per McCabe una simulazione è soltanto un processo in una macchina; per Tegmark corrisponde a una struttura matematica che esiste già. Tegmark cita McCabe come posizione avversa, senza rispondergli nell'articolo (nostra sintesi).