Amare ciò che merita di essere amato
Il senso come incontro tra il soggettivo e l'oggettivo; l'attrazione soggettiva incontra l'attrattiva oggettiva
Dunque il senso nasce quando l'attrazione soggettiva incontra l'attrattiva oggettiva: una vita ha senso se, e solo se, ama ciò che merita di essere amato e vi si impegna attivamente.
Una vita ha senso quando ci si impegna attivamente verso qualcosa che merita davvero di essere amato.
«Amare ciò che merita di essere amato» è un argomento di Susan Wolf (Meaning in Life and Why It Matters, 2010, 1997) sulla domanda «La vita ha un senso?» (risposta: un senso dato). La sua tesi: Dunque il senso nasce quando l'attrazione soggettiva incontra l'attrattiva oggettiva: una vita ha senso se, e solo se, ama ciò che merita di essere amato e vi si impegna attivamente. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Basta sentire che la propria vita abbia un senso perché ne abbia davvero uno? Per la filosofa americana Susan Wolf, no. Immagina qualcuno che passa le giornate a fumare o a fare le parole crociate e lo adora: è appagato, ma la sua vita non è piena di senso. Al contrario, anche chi compie cose di grande valore senza mai curarsene, per semplice routine, manca il bersaglio. Wolf propone dunque di combinare le due esigenze: bisogna amare qualcosa, e quel qualcosa deve meritare di essere amato. Un senso non viene quindi da noi soltanto: presuppone un valore che esiste fuori di noi. Infine, bisogna impegnarsi attivamente in esso: crearlo, proteggerlo, onorarlo.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui una persona ama un oggetto di valore e vi si impegna attivamente, ma la sua vita non ha comunque senso: per esempio un progetto di valore che fallisce completamente e non lascia nulla dietro di sé.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Richard Taylor, Good and Evil, cap. 18 1970 · attacca la premessa 2Taylor immagina che gli dèi diano a Sisifo, condannato a far rotolare invano un masso, un desiderio: «His one desire in life is to roll stones, and he is absolutely guaranteed its endless fulfillment.» La sua vita è allora piena di senso per lui. Taylor ammette che questo senso sarebbe irrazionale, dato che il desiderio proviene solo dalla droga, ma conclude: «a meaning nevertheless». Per lui il senso viene dall'interno («from within us»), e non è richiesto alcun valore esterno.
Wolf risponde
Taylor immagina che gli dèi diano a Sisifo, condannato a far rotolare invano un masso, un desiderio: «His one desire in life is to roll stones, and he is absolutely guaranteed its endless fulfillment.» La sua vita è allora piena di senso per lui. Taylor ammette che questo senso sarebbe irrazionale, dato che il desiderio proviene solo dalla droga, ma conclude: «a meaning nevertheless». Per lui il senso viene dall'interno («from within us»), e non è richiesto alcun valore esterno.
Un'obiezione che Wolf formula da sé: «chi decide?» 2007 · attacca la premessa 2Se il senso esige un oggetto che abbia un valore reale, chi decide che cosa ce l'ha? Wolf si pone da sé la domanda: «who is to decide which projects have positive value, or even to guarantee that there is such a thing?» Senza un giudice, l'esigenza di un valore oggettivo non protegge da nulla: ciascuno potrebbe dire che il proprio oggetto è degno, o che non lo è. E se un giudice esiste, chi lo ha designato?
Wolf risponde
Se il senso esige un oggetto che abbia un valore reale, chi decide che cosa ce l'ha? Wolf si pone da sé la domanda: «who is to decide which projects have positive value, or even to guarantee that there is such a thing?» Senza un giudice, l'esigenza di un valore oggettivo non protegge da nulla: ciascuno potrebbe dire che il proprio oggetto è degno, o che non lo è. E se un giudice esiste, chi lo ha designato?
Un'obiezione che Wolf esamina lei stessa: gli interessi «borghesi» 2010 · attacca la conclusioneWolf scrive che si potrebbe sospettare che gli interessi da lei descritti siano «bourgeois interests, commonly of concern only to persons from a certain place, time, and social class». Cercare un senso degno di questo nome sarebbe un lusso di chi ha il tempo di porsi la domanda. E misurare le vite sulla base di un valore oggettivo equivarrebbe a imporre la gerarchia dei più colti.
Wolf risponde
Wolf scrive che si potrebbe sospettare che gli interessi da lei descritti siano «bourgeois interests, commonly of concern only to persons from a certain place, time, and social class». Cercare un senso degno di questo nome sarebbe un lusso di chi ha il tempo di porsi la domanda. E misurare le vite sulla base di un valore oggettivo equivarrebbe a imporre la gerarchia dei più colti.