FilosofiSimone de Beauvoir

Simone de Beauvoir

Donne non si nasce, si diventa.

Esistenzialismo · Filosofia femminista1908 · 1986 FranciaFilosofa esistenzialistaTeorica del femminismoFilosofa moraleIntellettuale impegnata
In breve

Simone de Beauvoir (1908 · 1986, Francia): esistenzialismo e filosofia femminista. Per Beauvoir, una donna non è il prodotto di un destino biologico, psichico o economico: è la civiltà nel suo insieme a fabbricare la figura della «donna», e ogni bambina lo diventa. Ne Il secondo sesso (1949) mostra come l'uomo si ponga come il Soggetto e l'Assoluto, e faccia della donna l'Altro, l'inessenziale. Su AskPhilosophy: 5 argomenti ricostruiti, 4 citazioni verificate parola per parola sui testi originali, e 3 convinzioni comuni esaminate; ogni testo reca un badge di autenticità (scritto dall'autore, postumo, appunti di allievi, tramandato, apocrifo).

In 30 secondiPer Beauvoir, una donna non è il prodotto di un destino biologico, psichico o economico: è la civiltà nel suo insieme a fabbricare la figura della «donna», e ogni bambina lo diventa. Ne Il secondo sesso (1949) mostra come l'uomo si ponga come il Soggetto e l'Assoluto, e faccia della donna l'Altro, l'inessenziale. Il suo punto di vista è quello dell'etica esistenzialista: ogni essere umano è una libertà, e una società si giudica dalla libertà concreta che una situazione lascia. Due anni prima, Per una morale dell'ambiguità (1947) aveva posto le basi di quest'etica: chi vuole giustificare la propria vita deve volere la libertà stessa, e la libertà si vuole universalmente.
Perché è importante

Il secondo sesso è uno dei libri che hanno più cambiato il modo di pensare la condizione delle donne. Beauvoir non rivendica soltanto dei diritti: si chiede come una situazione fabbrichi degli esseri, e che cosa significhi essere liberi in una situazione che ti assegna un posto. La sua distinzione tra ciò che il corpo dà (la «femmina umana») e ciò che la società ne fa (la «donna») resta al centro dei dibattiti sul genere. E i suoi testi di morale pongono una domanda che l'esistenzialismo non poteva eludere: come può una libertà volere quella degli altri?

La sua epoca

Pubblica Per una morale dell'ambiguità nel 1947 e Il secondo sesso nel 1949, in due volumi, nella Parigi del dopoguerra in cui l'esistenzialismo è di moda. Appartiene allo stesso ambiente intellettuale di Sartre, di cui usa il vocabolario (il «per sé», l'«in sé», la trascendenza, la malafede). Ma lo applica a un tema che L'essere e il nulla non trattava: la situazione delle donne. Muore a Parigi nel 1986.

Attenzione a ciò che si cita

Il testo francese del Secondo sesso proviene da una scansione (OCR) non riletta: abbiamo conservato solo frasi pulite, ma resta da fare la verifica sull'edizione cartacea. L'inglese è la traduzione integrale di Constance Borde e Sheila Malovany-Chevallier (2009), più fedele; quella di H. M. Parshley (1953), per lungo tempo l'unica, taglia una parte consistente del libro (spesso stimata tra il 10 e il 15 %) e traduce male alcuni termini filosofici: lo segnaliamo quando la citiamo. Per Per una morale dell'ambiguità abbiamo solo il capitolo I, in inglese (Frechtman, 1948): l'originale francese non è nel nostro corpus e la resa francese delle nostre citazioni è nostra. I paragrafi sono numerati da noi, non dall'editore. Infine, nel Secondo sesso cita e discute molti altri autori (Aristotele, san Tommaso d'Aquino, Michelet, Benda, Poulain de la Barre…): verificate chi sta parlando.

Le sue posizioni

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Dio esiste?Dio
AteismoTeismo
Interpretazione prevalente

Vede nell'idea di Dio una proiezione dell'uomo, che sogna una sintesi impossibile del «per sé» e dell'«in sé». E scrive che l'assenza di Dio, lungi dal permettere tutto, rende definitivi gli atti dell'uomo. Nel nostro capitolo non dimostra l'ateismo: lo assume come punto di partenza.

Da dove viene ciò che sappiamo?Fonte della conoscenza
Empirismo (dall'esperienza)Non ha preso posizioneRazionalismo (dalla ragione)
Dibattuto tra gli studiosi

Nei testi del nostro corpus non affronta la questione dell'origine della conoscenza.

Possiamo raggiungere verità certe?Certezza
ScetticismoCertezza possibile
Dibattuto tra gli studiosi

Ritiene che l'essere un soggetto sia un fatto universale, e il cogito l'espressione della «verità più oggettiva». Ma scrive anche che nessuna descrizione «oggettiva» si staglia se non su uno sfondo etico: meglio enunciare i propri princìpi che nasconderli.

La mente è qualcosa di diverso dalla materia?Mente e corpo
MaterialismoDualismo
Dibattuto tra gli studiosi

Rimprovera al dualismo di stabilire una gerarchia tra corpo e anima, che permette di considerare trascurabile una parte di sé. Il corpo è anzitutto, dice, «l'irradiazione di una soggettività», lo strumento con cui comprendiamo il mondo. Nei nostri testi non difende per questo una tesi materialista (anzi, contrappone l'ontologia esistenzialista al materialismo dialettico, ma sul senso delle situazioni, non sulla mente). Questa classificazione è provvisoria.

Siamo davvero liberi?Libertà
Determinismo (nessun libero arbitrio)Libero arbitrio
Affermato esplicitamente

«Noi crediamo nella libertà.» Ogni uomo è originariamente libero, nel senso che si getta spontaneamente nel mondo. Ma questa libertà è «situata»: una situazione può lasciarle poca presa, e deve anche essere voluta per diventare morale.

Il bene e il male esistono oggettivamente?Statuto della morale
Antirealismo (la morale è un prodotto umano)Realismo morale (verità morali oggettive)
Affermato esplicitamente

Rifiuta di credere a valori incondizionati che si imporrebbero alla libertà «come cose»: è l'esistenza umana a far scaturire i valori nel mondo. Per lei, tuttavia, la libertà è ciò che li fonda tutti, e pretende di volersi universalmente.

La ragione può giudicare tutto, fede compresa?Fede e ragione
Primato della fede / del cuoreNon ha preso posizioneSolo la ragione giudica
Dibattuto tra gli studiosi

Non tratta la questione in quanto tale. Respinge ogni «assoluto estraneo» all'uomo, e rimprovera ai credenti di servirsi della formula «se Dio non esiste, tutto è permesso». Ma non discute che cosa la ragione possa o non possa giudicare della fede.

La vita ha un senso dato?Senso della vita
Nessun senso dato (assurdo, da creare)Senso oggettivo (natura, Dio, Bene)
Affermato esplicitamente

Prima dell'esistenza non c'è più ragione di esistere che di non esistere. Non si può dire in anticipo che il nostro destino terreno abbia o non abbia importanza: dipende da noi dargliene una. Scarta tanto il pessimismo quanto l'ottimismo.

Gli esseri umani sono naturalmente buoni?Natura umana
Fondamentalmente debole o corrottaFondamentalmente buona o perfettibile
Interpretazione prevalente

Non c'è morale per un essere definito come una natura, come un dato. L'uomo è anzitutto, dice, una «negatività», a distanza da sé, il che rende possibile una volontà cattiva: non è né buono né cattivo per natura. Quanto alla donna, scrive che i tratti detti femminili sono imposti dall'educazione e dalla società, non dati dalla biologia.

Chi viene prima: l'individuo o la comunità?Individuo e società
Comunità, ordine, tradizioneLibertà individuale
Interpretazione prevalente

Giudica le istituzioni «dal punto di vista delle possibilità concrete che offrono agli individui» e non riconosce altro bene pubblico se non quello che assicura il bene privato dei cittadini. Ma pensa anche in termini di classi, di caste e di «noi» collettivi che fanno le rivoluzioni. I suoi capitoli economici e politici non sono nel nostro corpus: collocazione provvisoria.

Che cosa rende buona un'azione?Fondamento della morale
Il dovere (deontologia)Le conseguenze (conseguenzialismo)Il carattere (etica delle virtù)Altro (legge divina, relazioni, creazione di valori…)
Dibattuto tra gli studiosi

Né calcolo delle conseguenze, né regola del dovere, né virtù: la libertà è la fonte di tutti i valori, e deve volere se stessa. Si colloca nella linea di Kant e di Hegel nel dire che la fonte dei valori è nel soggetto, ma rifiuta un uomo universale e impersonale: le fonti sono uomini concreti, particolari. Alcuni lettori vi vedono un'etica della libertà, altri un'etica vicina a Kant.