Albert Camus
Il mondo tace: vivere con lucidità, nella rivolta.
Mi rivolto, dunque noi siamo
Dunque la rivolta fonda su tutti gli uomini il primo valore: mi rivolto, dunque noi siamo.
Ogni atto di rivolta invoca un valore che non è soltanto il proprio, ma quello di tutti: la rivolta fonda la solidarietà.
Nel Mito di Sisifo l'assurdo non dà alcun valore: non dice se si possa uccidere. Nove anni dopo, Camus cerca un punto d'appoggio in un'altra evidenza, la rivolta. Lo schiavo che rifiuta un ordine dice no, ma dice anche sì a qualcosa in sé che vuole difendere. Camus ne ricava un valore comune a tutti gli uomini, e un limite: una rivolta che distrugge gli altri uomini distrugge ciò che la fonda e smette di essere una rivolta. Il nostro testo è una digitalizzazione OCR dell'edizione del 1951, corretta in parte. Camus vi sospetta una «natura umana»; collochiamo dunque l'argomento nel campo «natura» della questione morale, con questa riserva: egli dice anche che questi princìpi non sono provati come eterni.
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Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui mi rivolto, la mia rivolta invoca un valore, questo valore è comune a tutti, ma nulla stabilisce che esista una comunità: «noi siamo» resta falso.
Obiezioni
4Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Max Scheler, L'uomo del risentimento (come lo riporta Camus) 1912 · attacca la premessa 1Dietro il valore proclamato c'è spesso del risentimento: un'impotenza prolungata che si avvelena da sé e si traveste da difesa dell'umanità. Ciò che il ribelle dice di difendere potrebbe essere soltanto la sua invidia. Camus riferisce che Scheler identifica lo spirito di rivolta con il risentimento.
Camus risponde
Dietro il valore proclamato c'è spesso del risentimento: un'impotenza prolungata che si avvelena da sé e si traveste da difesa dell'umanità. Ciò che il ribelle dice di difendere potrebbe essere soltanto la sua invidia. Camus riferisce che Scheler identifica lo spirito di rivolta con il risentimento.
Karl Marx 1848 · attacca la premessa 2I valori non sono comuni a tutti gli uomini: le idee dominanti di un'epoca sono quelle della classe dominante. Ciò che uno schiavo o un operaio invoca nella sua rivolta non è un valore dell'uomo in generale, ma il prodotto della sua situazione di classe e della sua epoca.
Camus risponde
I valori non sono comuni a tutti gli uomini: le idee dominanti di un'epoca sono quelle della classe dominante. Ciò che uno schiavo o un operaio invoca nella sua rivolta non è un valore dell'uomo in generale, ma il prodotto della sua situazione di classe e della sua epoca.
Obiezione che Camus rivolge a se stesso 1951 · attacca la premessa 2La rivolta e il suo valore non sono forse relativi? Un paria indù o un guerriero inca non avevano la stessa idea della rivolta. Camus stesso osserva che il problema della rivolta sembra assumere un significato preciso solo all'interno del pensiero occidentale.
Camus risponde
La rivolta e il suo valore non sono forse relativi? Un paria indù o un guerriero inca non avevano la stessa idea della rivolta. Camus stesso osserva che il problema della rivolta sembra assumere un significato preciso solo all'interno del pensiero occidentale.
Francis Jeanson e Jean-Paul Sartre, Les Temps modernes 1952 · attacca la conclusioneNel 1952 Les Temps modernes, la rivista diretta da Sartre, pubblica una severa critica de L'uomo in rivolta di Francis Jeanson e, qualche mese dopo, una risposta di Sartre stesso a Camus. L'accusa, nel suo insieme: giudicando la storia in nome di una rivolta e di limiti posti prima di essa, Camus condanna le rivoluzioni reali senza dire come lottare contro l'ingiustizia presente, e resta, in pratica, fuori dalla storia, il che va a vantaggio dell'ordine costituito. Nostra sintesi è generale: questi testi non fanno parte del nostro corpus.
senza risposta
Nel 1952 Les Temps modernes, la rivista diretta da Sartre, pubblica una severa critica de L'uomo in rivolta di Francis Jeanson e, qualche mese dopo, una risposta di Sartre stesso a Camus. L'accusa, nel suo insieme: giudicando la storia in nome di una rivolta e di limiti posti prima di essa, Camus condanna le rivoluzioni reali senza dire come lottare contro l'ingiustizia presente, e resta, in pratica, fuori dalla storia, il che va a vantaggio dell'ordine costituito. Nostra sintesi è generale: questi testi non fanno parte del nostro corpus.