FilosofiAlbert Camus

Albert Camus

Il mondo tace: vivere con lucidità, nella rivolta.

Filosofia dell'assurdo1913 · 1960 FranciaFilosofo dell'assurdoScrittore e saggistaPensatore della rivoltaGiornalista impegnato
Il n’y a qu’un problème philosophique vraiment sérieux: c’est le suicide.
Non c'è che un problema filosofico veramente serio: il suicidio. Il mito di Sisifo, prima frase.
Verificata parola per parola
Il faut imaginer Sisyphe heureux.
Bisogna immaginare Sisifo felice. Il mito di Sisifo, ultima frase.
Verificata parola per parola
Je me révolte, donc nous sommes.
Mi rivolto, dunque siamo. L'uomo in rivolta, capitolo I. Camus paragona la rivolta al cogito di Cartesio.
Verificata parola per parola
Nous choisirons Ithaque, la terre fidèle, la pensée audacieuse et frugale, l’action lucide
Sceglieremo Itaca, la terra fedele, il pensiero audace e frugale, l'azione lucida. L'uomo in rivolta, capitolo V (Il pensiero meridiano).
Verificata parola per parola

Idee sbagliate comuni

Falso
Camus era un filosofo esistenzialista, come Sartre.

Rifiutò questa etichetta. Ne Il mito di Sisifo scrive che le filosofie esistenziali propongono tutte, senza eccezione, l'evasione, e definisce il loro salto verso Dio un «suicidio filosofico». Nella prefazione dice di occuparsi di una sensibilità assurda, non di una filosofia. In interviste degli anni Quaranta rifiutò anche il termine (quelle interviste non sono nel nostro corpus). Ma condivide con gli esistenzialisti alcuni temi: la scelta, la libertà, l'angoscia.

Da sfumare
Per Camus, Sisifo è felice del suo destino.

La frase è un imperativo: «Bisogna immaginare Sisifo felice». Camus non dice che la punizione diventi piacevole. Scrive che il mito è tragico perché l'eroe è cosciente, e che non esiste destino che non si possa superare con il disprezzo. La felicità non nasce necessariamente dalla scoperta dell'assurdo: ciò che Sisifo guadagna è che il suo destino gli appartiene e che la sua roccia è cosa sua.

Da sfumare
Per Camus, il mondo è assurdo.

Dice il contrario: l'assurdo non è né nell'uomo né nel mondo, ma nella loro presenza comune. Non può esserci assurdo fuori da uno spirito umano, né fuori da questo mondo. Il mondo è silenzioso, irragionevole; ciò che è assurdo è il confronto con lo spirito che chiede senso.

Falso
Se la vita è assurda, secondo Camus, tutto è permesso.

Ne Il mito di Sisifo scrive in effetti che i giudizi di valore vengono scartati a favore dei giudizi di fatto, e questo ha alimentato il luogo comune. Ma nove anni dopo, ne L'uomo in rivolta, lo rifiuta: «non si è nichilisti a metà», e la prima cosa che non si può negare è la vita altrui. Per lui, l'assurdo non giustifica l'omicidio.