Democrito
Non esiste nulla se non atomi e vuoto.
La serenità attraverso la misura (euthymia)
Dunque la felicità è la serenità dell'anima, e vi si giunge attraverso la misura (pochi affari, piaceri moderati) piuttosto che attraverso la ricerca del piacere o dell'agitazione.
La felicità è uno stato d'animo calmo che la mancanza e l'eccesso sconvolgono: vi si arriva con pochi affari e piaceri moderati.
Per Democrito, il fine della vita è l'euthymia: un'anima calma e salda, che né la paura, né la superstizione, né le passioni turbano. Diogene Laerzio precisa che non è la stessa cosa del piacere. Il suo libro sull'argomento è perduto; Seneca ne dà in latino quella che ritiene essere la prima frase. Ricostruiamo l'argomento a partire da Diogene Laerzio, da Seneca e da un frammento in inglese. Classificazione: il campo «Virtù e saggezza» (vivere bene, dominare i propri giudizi) è il meno peggiore, poiché Democrito rifiuta di identificare il fine con il piacere. Cautela: il frammento B 191 è tramandato da Stobeo (V sec. d.C.), quasi nove secoli dopo Democrito, e non ne possediamo il greco.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui il fine della vita è la tranquillità, in cui la misura vi conduce, e in cui tuttavia la felicità è qualcosa di diverso da questo fine (per esempio il piacere, o la virtù). La conclusione sulla felicità cade.
Obiezioni
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Seneca (La tranquillità dell'animo, 13) 62 · attacca la premessa 2Seneca cita la frase di Democrito: chi vuole vivere tranquillo non deve occuparsi di molte faccende, private o pubbliche. Ma subito la limita: vale solo per le faccende superflue. Alle faccende necessarie, private o pubbliche, bisogna dedicarsi, per quanto numerose, per quanto infinite. Senza questo limite, il consiglio diventerebbe un incoraggiamento al ritiro.
senza risposta
Seneca cita la frase di Democrito: chi vuole vivere tranquillo non deve occuparsi di molte faccende, private o pubbliche. Ma subito la limita: vale solo per le faccende superflue. Alle faccende necessarie, private o pubbliche, bisogna dedicarsi, per quanto numerose, per quanto infinite. Senza questo limite, il consiglio diventerebbe un incoraggiamento al ritiro.
Pascal (Pensieri, «Divertimento») 1670 · attacca la conclusionePascal sostiene che è ingenuo dire a un uomo di vivere in pace: consigliargli di vivere in pace significa consigliargli di avere una condizione perfettamente felice, cosa che egli non ha. Gli uomini fuggono la quiete perché li mette di fronte alla loro miseria. Letta così, la serenità attraverso la moderazione non è alla portata della maggior parte delle persone, e l'agitazione serve a fuggire da qualcosa.
senza risposta
Pascal sostiene che è ingenuo dire a un uomo di vivere in pace: consigliargli di vivere in pace significa consigliargli di avere una condizione perfettamente felice, cosa che egli non ha. Gli uomini fuggono la quiete perché li mette di fronte alla loro miseria. Letta così, la serenità attraverso la moderazione non è alla portata della maggior parte delle persone, e l'agitazione serve a fuggire da qualcosa.