Erasmo
Elogio della follia: il sapere contro il fanatismo.
Un po' di follia per essere felici
Dunque non c'è vita felice senza un po' di follia: «è una sventura essere ingannati? Una sventura ben più grande è non esserlo!»
Senza un po' di illusione non dura né un'amicizia né un matrimonio: la verità nuda rovina spesso il piacere di vivere.
Attenzione: in questo libro non è Erasmo a parlare, ma la Follia in persona, che fa il proprio elogio davanti al pubblico. Sostiene che senza di lei la vita sarebbe triste e invivibile: niente amicizia, niente matrimonio, niente piacere, niente felicità. Erasmo scherza e si prende gioco, ma ci fa anche riflettere. Avverte lui stesso di aver dovuto rispettare la natura del suo personaggio: non si può quindi dire semplicemente «Erasmo pensa che...». Lo collochiamo dalla parte del piacere, perché per la Follia la felicità è una vita gradevole fatta di dolci illusioni; ma nessuna delle posizioni proposte le corrisponde esattamente, e questa è la posizione della Follia, non necessariamente quella di Erasmo. Del resto, alla fine del libro la Follia pone la felicità più alta in una «follia» cristiana, l'unione con Dio: è lì che la maggior parte dei lettori sente la voce di Erasmo stesso.
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Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui si vive senza illusione, dunque senza legami né piacere, e tuttavia si è felici: nulla in P1 e P2 lo esclude.
Obiezioni
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Robert Nozick (la macchina delle esperienze) 1974 · attacca la premessa 2Immagina una macchina che ti farebbe vivere, per tutta la vita, le esperienze più piacevoli possibili, facendoti credere che siano reali. Se la felicità dipendesse solo dall'opinione, dovremmo collegarci senza esitare. Eppure la maggior parte di noi rifiuta: vogliamo davvero fare le cose ed essere in contatto con la realtà, non soltanto averne l'impressione. La felicità non dipende dunque soltanto da ciò che crediamo.
Erasmo risponde
Immagina una macchina che ti farebbe vivere, per tutta la vita, le esperienze più piacevoli possibili, facendoti credere che siano reali. Se la felicità dipendesse solo dall'opinione, dovremmo collegarci senza esitare. Eppure la maggior parte di noi rifiuta: vogliamo davvero fare le cose ed essere in contatto con la realtà, non soltanto averne l'impressione. La felicità non dipende dunque soltanto da ciò che crediamo.
MMaarten van Dorp, teologo di Lovanio 1514 · attacca la conclusioneFare l'elogio della follia non si addice a un teologo: il libro mette in ridicolo i teologi, i monaci e persino la pietà cristiana, e offende molti lettori. Dorp invita Erasmo a scrivere, a titolo di riparazione, un «Elogio della Sapienza».
Erasmo risponde
Fare l'elogio della follia non si addice a un teologo: il libro mette in ridicolo i teologi, i monaci e persino la pietà cristiana, e offende molti lettori. Dorp invita Erasmo a scrivere, a titolo di riparazione, un «Elogio della Sapienza».