Erasmo
Elogio della follia: il sapere contro il fanatismo.
Idee sbagliate comuni
Con l'Elogio della follia, Erasmo deride la religione.
La Follia si fa beffe dei monaci, dei teologi e delle superstizioni, non della fede. Il libro si conclude con l'elogio di una «follia» cristiana, più alta della sapienza del mondo. Nella lettera a Tommaso Moro, Erasmo dice di volere che le bagatelle conducano a cose serie. Alcuni teologi, tuttavia, lo giudicarono irriverente già nel 1514.
Erasmo stava dalla parte di Lutero.
Condivideva la critica di Lutero agli abusi della Chiesa e fu accusato di aver preparato la Riforma. Ma rimase cattolico e, nel 1524, attaccò Lutero su un punto centrale: per lui, Lutero aveva finito per «sgozzare» il libero arbitrio.
Erasmo era un pacifista assoluto.
Condanna quasi tutte le guerre, soprattutto tra cristiani. Ma la Pace stessa ammette che, se la guerra non si può evitare, va condotta in modo che il danno ricada su coloro che l'hanno causata. La sua formula è «quasi» nessuna pace, non «nessuna» pace.