Tra l'uomo e l'animale, una differenza di grado e non di natura
La continuità tra la mente umana e quella animale; l'umanità verso gli animali
Dunque l'umanità verso gli animali è una virtù e un dovere di simpatia: l'estensione della simpatia fino a loro è un progresso morale.
Gli animali provano piacere, dolore, amore e memoria come noi, in misura minore: la nostra simpatia, che si allarga, deve dunque estendersi fino a loro.
«Tra l'uomo e l'animale, una differenza di grado e non di natura» è un argomento di Charles Darwin (Darwin, L'origine dell'uomo, 1871, cap. II-III (III-IV nella 2ª ed., 1874)) sulla domanda «Gli animali contano quanto noi?» (risposta: un dovere di compassione). La sua tesi: Dunque l'umanità verso gli animali è una virtù e un dovere di simpatia: l'estensione della simpatia fino a loro è un progresso morale. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4, P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Molti pensano che un muro separi gli esseri umani dagli animali: la ragione, il linguaggio, la morale. Darwin sostiene il contrario. Nell'Origine dell'uomo vuole mostrare che non esiste alcuna differenza fondamentale tra l'uomo e i mammiferi superiori nelle loro facoltà mentali. Gli animali provano piacere e dolore, felicità e infelicità; in loro ritroviamo, in misura minore, l'amore, la memoria, l'attenzione, la curiosità. La differenza è grande, ma di grado, non di natura. Aggiunge un'idea morale: la simpatia umana si allarga a poco a poco, prima alla famiglia, poi alla nazione, poi a tutti gli uomini, poi a tutti gli esseri che sentono. L'umanità verso gli animali è una delle ultime virtù acquisite, e una delle più nobili.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui gli animali sentono come noi ma noi non dobbiamo loro nulla: per esempio se solo gli esseri capaci di ragione hanno diritti nei nostri confronti.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
René Descartes (il linguaggio, confine tra l'uomo e l'animale) 1637 · attacca la premessa 2Anche gli uomini più ottusi, senza eccettuare gli sciocchi, sanno mettere insieme parole per far comprendere i loro pensieri, e nessun altro animale, per quanto perfetto, fa lo stesso. Per Cartesio, questo è il segno di una differenza di natura, non di grado.
un difensore risponde
Anche gli uomini più ottusi, senza eccettuare gli sciocchi, sanno mettere insieme parole per far comprendere i loro pensieri, e nessun altro animale, per quanto perfetto, fa lo stesso. Per Cartesio, questo è il segno di una differenza di natura, non di grado.
Immanuel Kant (doveri indiretti verso gli animali) 1797 · attacca la premessa 4Per Kant, la crudeltà verso gli animali è contraria al dovere dell'uomo verso se stesso, perché smorza la compassione e indebolisce una disposizione favorevole alla moralità. Gli animali possono essere uccisi rapidamente, senza dolore, e fatti lavorare entro i limiti delle loro forze. La riconoscenza verso un vecchio cavallo o un vecchio cane è un dovere indiretto: è dovuta a se stessi, non all'animale.
senza risposta
Per Kant, la crudeltà verso gli animali è contraria al dovere dell'uomo verso se stesso, perché smorza la compassione e indebolisce una disposizione favorevole alla moralità. Gli animali possono essere uccisi rapidamente, senza dolore, e fatti lavorare entro i limiti delle loro forze. La riconoscenza verso un vecchio cavallo o un vecchio cane è un dovere indiretto: è dovuta a se stessi, non all'animale.
AAlfred Russel Wallace (facoltà che la selezione non spiega) 1870 · attacca la premessa 2Wallace, che scoprì la selezione naturale contemporaneamente a Darwin, rifiuta di applicarla per intero alla mente umana. I popoli che chiama «selvaggi» hanno, dice, un cervello quasi pari a quello di un filosofo, con capacità (ragionamento astratto, idee) di cui la loro vita non ha bisogno. La selezione avrebbe potuto dar loro soltanto un cervello un po' superiore a quello di una scimmia: un'intelligenza superiore ha dunque guidato lo sviluppo dell'uomo. Il divario non si spiega con un semplice pendio.
senza risposta
Wallace, che scoprì la selezione naturale contemporaneamente a Darwin, rifiuta di applicarla per intero alla mente umana. I popoli che chiama «selvaggi» hanno, dice, un cervello quasi pari a quello di un filosofo, con capacità (ragionamento astratto, idee) di cui la loro vita non ha bisogno. La selezione avrebbe potuto dar loro soltanto un cervello un po' superiore a quello di una scimmia: un'intelligenza superiore ha dunque guidato lo sviluppo dell'uomo. Il divario non si spiega con un semplice pendio.