Agape: amare perfino il proprio nemico
Agape; amare i propri nemici
Dunque amare è volere il bene di ciascuno per se stesso, amico o nemico: l'amore è prima di tutto un atto di buona volontà, non un sentimento di affetto.
Amare non significa provare affetto: significa volere il bene di tutti, anche di chi ci fa del male, perché l'odio distrugge anche chi odia.
«Agape: amare perfino il proprio nemico» è un argomento di Martin Luther King Jr. («Loving Your Enemies» (sermone, Montgomery, 17 novembre 1957); Strength to Love (1963), 1957) sulla domanda «Che cos'è l'amore?» (risposta: volere il bene dell'altro). La sua tesi: Dunque amare è volere il bene di ciascuno per se stesso, amico o nemico: l'amore è prima di tutto un atto di buona volontà, non un sentimento di affetto. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Che cosa significa amare? Per King, pastore battista, il greco distingue tre amori: eros (desiderio), philia (amicizia) e agape. L'agape non è un sentimento di affetto: è una benevolenza comprensiva verso tutti, compresi coloro che ci fanno del male, senza aspettarsi nulla in cambio. Gesù non dice «amate i vostri nemici» nel senso di «apprezzateli»: si può non amare ciò che fanno e amarli ugualmente. Da qui King ricava una regola per le lotte: si combatte l'ingiustizia, ma non si cerca di schiacciare la persona.
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Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Friedrich Nietzsche 1887 · attacca la premessa 3Nella Genealogia della morale, Nietzsche sostiene che la morale cristiana dell'amore del prossimo e del perdono sia nata dal risentimento dei deboli: fa di un'impotenza una virtù. Amare i propri nemici sarebbe allora un travestimento della vendetta impossibile.
senza risposta
Nella Genealogia della morale, Nietzsche sostiene che la morale cristiana dell'amore del prossimo e del perdono sia nata dal risentimento dei deboli: fa di un'impotenza una virtù. Amare i propri nemici sarebbe allora un travestimento della vendetta impossibile.
RReinhold Niebuhr 1932 · attacca la premessa 3Niebuhr sostiene in Moral Man and Immoral Society che l'amore e la persuasione morale funzionano tra individui, ma non tra gruppi: i gruppi dominanti cedono solo sotto costrizione. L'amore da solo, dunque, non trasforma un sistema ingiusto.
un difensore risponde
Niebuhr sostiene in Moral Man and Immoral Society che l'amore e la persuasione morale funzionano tra individui, ma non tra gruppi: i gruppi dominanti cedono solo sotto costrizione. L'amore da solo, dunque, non trasforma un sistema ingiusto.
JJeffrie Murphy 1982 · attacca la conclusioneIn «Forgiveness and Resentment», Murphy sostiene che il risentimento di fronte a un'ingiustizia subita esprime rispetto di sé: perdonare troppo in fretta, o non provare nulla, può essere il segno che non ci si rispetta. Applicato a King (nostra ricostruzione, Murphy non lo prende di mira), chiedere alla vittima di amare il proprio aggressore rischia di chiederle di rinunciare a quel rispetto.
senza risposta
In «Forgiveness and Resentment», Murphy sostiene che il risentimento di fronte a un'ingiustizia subita esprime rispetto di sé: perdonare troppo in fretta, o non provare nulla, può essere il segno che non ci si rispetta. Applicato a King (nostra ricostruzione, Murphy non lo prende di mira), chiedere alla vittima di amare il proprio aggressore rischia di chiederle di rinunciare a quel rispetto.