L'assurdo nasce dal prendere distanza, non dalla brevità della vita
L'assurdo secondo Nagel (l'ironia piuttosto che l'eroismo)
Dunque la vita è assurda perché questi due punti di vista inevitabili si scontrano in noi, e non perché sia breve o piccola. La risposta giusta è affrontare questa assurdità con ironia, piuttosto che con eroismo o disperazione.
L'assurdo nasce dallo scontro tra la nostra inevitabile serietà e un punto di vista esterno da cui essa appare gratuita.
«L'assurdo nasce dal prendere distanza, non dalla brevità della vita» è un argomento di Thomas Nagel (Thomas Nagel, «The Absurd», Journal of Philosophy, 1971) sulla domanda «La vita ha un senso?» (risposta: l'assurdo). La sua tesi: Dunque la vita è assurda perché questi due punti di vista inevitabili si scontrano in noi, e non perché sia breve o piccola. La risposta giusta è affrontare questa assurdità con ironia, piuttosto che con eroismo o disperazione. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Quando diciamo che la vita è assurda, di solito diamo due ragioni: siamo minuscoli nell'universo e viviamo pochissimo tempo. Nagel pensa che queste ragioni non reggano: se vivessimo in eterno, o se fossimo immensi, la vita non sarebbe meno assurda. Per lui l'assurdo nasce da un conflitto dentro di noi. Da un lato prendiamo la nostra vita molto sul serio, perché non si può vivere senza fare scelte. Dall'altro possiamo sempre prendere le distanze e vedere tutto questo come arbitrario. I due punti di vista sono inevitabili e si scontrano. La sua conclusione sorprende: non è un dramma. La risposta giusta non è né la disperazione né l'eroismo (come in Camus), ma l'ironia.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui siamo seri, in cui possiamo prendere le distanze, e in cui tuttavia la vita non è assurda: per esempio se la presa di distanza mostrasse soltanto differenze di punto di vista, senza alcuna pretesa smentita.
Obiezioni
2Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Camus, Il mito di Sisifo (prima di Nagel, che lo critica) 1942 · attacca la conclusioneSisifo, l'eroe assurdo, conosce tutta l'estensione della sua miserabile condizione, e proprio questa lucidità corona la sua vittoria: «Non c'è destino che non si possa superare con il disprezzo.» L'atteggiamento giusto non è dunque l'ironia tranquilla, ma la rivolta lucida.
Nagel risponde
Sisifo, l'eroe assurdo, conosce tutta l'estensione della sua miserabile condizione, e proprio questa lucidità corona la sua vittoria: «Non c'è destino che non si possa superare con il disprezzo.» L'atteggiamento giusto non è dunque l'ironia tranquilla, ma la rivolta lucida.
OObiezione del credente: un senso dato da Dio attacca la premessa 3Il passo indietro di Nagel presuppone che si possa dubitare di qualsiasi scopo più grande. Ma se Dio esiste, il mio ruolo nel suo piano non è un senso che io inventi: mi è dato dall'esterno e pone fine al dubbio. Il credente sfuggirebbe dunque all'assurdo, come le persone che si mettono al servizio di qualcosa di più grande di loro.
Nagel risponde
Il passo indietro di Nagel presuppone che si possa dubitare di qualsiasi scopo più grande. Ma se Dio esiste, il mio ruolo nel suo piano non è un senso che io inventi: mi è dato dall'esterno e pone fine al dubbio. Il credente sfuggirebbe dunque all'assurdo, come le persone che si mettono al servizio di qualcosa di più grande di loro.