L'ira non è mai utile
Dunque l'ira non è mai utile: non bisogna moderarla, bisogna liberarsene.
L'ira non obbedisce alla ragione e danneggia; tutto ciò che potrebbe apportare, la ragione lo ottiene da sola.
«L'ira non è mai utile» è un argomento di Seneca (Sull'ira, I, 1; I, 9-12) sulla domanda «Che cosa rende giusta un'azione?» (risposta: la virtù). La sua tesi: Dunque l'ira non è mai utile: non bisogna moderarla, bisogna liberarsene. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 4 premesse. AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Un'ira giusta può essere buona? Aristotele lo pensava: bisogna saper adirarsi quando si deve, con chi si deve, quanto si deve. Seneca risponde di no. L'ira è una «breve follia»: o obbedisce alla ragione, e allora non è più ira; o non obbedisce, e allora è pericolosa. Tutto il bene che pretende di fare (combattere, difendere i propri cari, punire), la ragione lo fa meglio, senza di essa.
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Obiezioni
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Aristotele (secondo Seneca) 330 a.C. · attacca la premessa 1L'ira è necessaria: nessuna battaglia si vince se essa non riempie l'animo e non accende il coraggio. Bisogna soltanto servirsene non come di un generale, ma come di un soldato. Ben regolata, obbedisce.
Seneca risponde
L'ira è necessaria: nessuna battaglia si vince se essa non riempie l'animo e non accende il coraggio. Bisogna soltanto servirsene non come di un generale, ma come di un soldato. Ben regolata, obbedisce.
Aristotele (Etica Nicomachea) e il suo allievo Teofrasto 330 a.C. · attacca la premessa 3Chi non si adira mai passa per sciocco, incapace di difendersi. Sopportare di essere insultato, e lasciare che si insultino i propri cari, è da schiavi. Le persone buone si indignano per i torti fatti ai loro cari, e hanno ragione.
Seneca risponde
Chi non si adira mai passa per sciocco, incapace di difendersi. Sopportare di essere insultato, e lasciare che si insultino i propri cari, è da schiavi. Le persone buone si indignano per i torti fatti ai loro cari, e hanno ragione.
AAmia Srinivasan («The Aptness of Anger», 2018) 2018 · attacca la premessa 4Giudicare l'ira solo in base alla sua utilità significa dimenticare che essa può essere appropriata: riconosce che è avvenuta un'ingiustizia, anche quando non serve a nulla. Chiedere alle vittime di un'ingiustizia di restare calme per essere efficaci significa imporre loro un secondo torto: rinunciare a sentire ciò che è vero.
senza risposta
Giudicare l'ira solo in base alla sua utilità significa dimenticare che essa può essere appropriata: riconosce che è avvenuta un'ingiustizia, anche quando non serve a nulla. Chiedere alle vittime di un'ingiustizia di restare calme per essere efficaci significa imporre loro un secondo torto: rinunciare a sentire ciò che è vero.