Che cosa rende giusta un'azione? I filosofi danno 6 risposte principali: il dovere, le conseguenze, la virtù, la natura o la coscienza, la volontà di dio e la morale in questione. AskPhilosophy presenta 50 argomenti, da Confucio a Jürgen Habermas, ricostruiti passo per passo, controllati dalla logica e verificati parola per parola sui testi originali.
Le 6 risposte possibili
Ogni colonna è un modo di rispondere alla domanda: ciò che sostiene e i filosofi che la difendono. Clicca su una colonna per vedere solo i suoi argomenti.
Un'azione è giusta se rispetta una regola valida per tutti, quali che siano le conseguenze.
Immanuel Kant, Tommaso d'Aquino, Jürgen Habermas, W. D. Ross
Un'azione è giusta se produce il massimo bene, o il minor male, per tutti.
Niccolò Machiavelli, Francesco Bacone, Antonio Gramsci, Jeremy Bentham…
Ciò che conta è il carattere: agire come farebbe una persona giusta e benevola.
Confucio, Aristotele, Socrate, Cicerone…
Il bene è iscritto nella natura umana o nella ragione, non in un comando esterno.
Platone, Tommaso d'Aquino, Jean-Jacques Rousseau, Albert Camus…
Il bene viene da Dio: i suoi comandamenti, o la fede, vengono prima di tutto.
Søren Kierkegaard, Guillaume d'Ockham, Fiodor Dostoïevski, Robert Merrihew Adams…
I nostri valori hanno una storia, oppure non si possono esprimere: bisogna metterli in discussione.
Platone, Friedrich Nietzsche, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir…
Gli argomenti
Clicca su un argomento per vederlo passo per passo, con le obiezioni e le risposte.
Il dovere
Un'azione è giusta se rispetta una regola valida per tutti, quali che siano le conseguenze.
6 argomentiL'imperativo categorico: la falsa promessa
Se tutti facessero false promesse, nessuno crederebbe più ad alcuna promessa: la regola distruggerebbe se stessa.
Trattare l'umanità sempre come un fine, mai semplicemente come un mezzo
Ciascuno di noi vede se stesso come un fine in sé, e ogni essere razionale fa lo stesso per la medesima ragione: tutti hanno dunque un valore assoluto.
Nessun diritto di mentire, nemmeno all'assassino
Dire la verità è un dovere senza eccezioni, e mentire, anche a un assassino, fa torto all'umanità intera.
Un atto, due effetti: volere il bene, accettare il male previsto
Un atto si giudica da ciò che si intende, non da ciò che si prevede senza mirarvi: un effetto cattivo non voluto può essere permesso.
Una regola è valida se tutti coloro che ne sono toccati potrebbero accettarla in una libera discussione
Una regola è valida solo se tutti coloro che ne sono toccati possono accettarla, e solo una discussione con loro permette di saperlo.
Più doveri prima facie, e il giudizio per decidere
Abbiamo più doveri distinti, nessuno assoluto né riducibile a un unico principio: in caso di conflitto, dobbiamo giudicare la situazione.
Le conseguenze
Un'azione è giusta se produce il massimo bene, o il minor male, per tutti.
9 argomentiMeglio essere temuti che amati
L'amore si regge sull'obbligo e cede appena l'interesse lo richiede, mentre la paura del castigo non abbandona mai.
Imparare a poter non essere buoni
Chi vuole essere buono in tutto in mezzo a uomini che non lo sono finirà per rovinarsi, e lo Stato con lui.
Comandare alla natura obbedendole
Dove la causa è ignota, l'effetto non può essere prodotto: sapere e potere coincidono, e alla natura si comanda solo obbedendole.
Odio gli indifferenti
L'indifferenza non è neutrale: il male viene meno dai pochi che agiscono che dall'astensione dei molti, che avrebbero potuto agire.
Il principio di utilità: calcolare piaceri e dolori
Solo il piacere e il dolore hanno valore, e possono essere misurati e sommati: l'azione giusta produce la maggiore felicità totale.
Amare tutti gli esseri umani senza distinzione, perché è ciò che giova di più al mondo
Guerre e furti nascono dal fatto che ciascuno ama solo i propri; se si amassero tutti gli altri come se stessi, questi mali scomparirebbero.
Meglio essere un Socrate insoddisfatto: l'utilitarismo di Mill
Tra due piaceri, il migliore è quello che preferiscono quasi tutti coloro che hanno conosciuto entrambi.
Deviare il tram: un morto invece di cinque
Quando tutte le alternative causano un danno, si sceglie quella che ne causa meno: cinque morti sono un male maggiore di uno solo.
Il bambino che sta annegando: aiutare chi è lontano è un dovere
Se possiamo evitare un grave male senza un sacrificio comparabile, dobbiamo farlo: la distanza non cambia nulla.
La virtù
Ciò che conta è il carattere: agire come farebbe una persona giusta e benevola.
11 argomentiLa regola d'oro: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te
Gli esseri umani sono vicini per natura: ciò che è penoso per me lo è anche per gli altri, quindi posso giudicare gli altri a partire da me.
La virtù è un giusto mezzo tra due vizi
Le emozioni possono essere sentite troppo o troppo poco; come ogni buon artigiano, si mira al giusto mezzo, che varia da persona a persona.
Nessuno fa il male volontariamente
Nessuno vuole la propria infelicità né agisce contro ciò che giudica migliore: si fa il male solo per ignoranza del bene.
Meglio subire un'ingiustizia che commetterla
Commettere un'ingiustizia è un male più grave per chi la commette che per chi la subisce.
Ciò che è disonesto non è mai davvero utile
L'onesto è conforme alla natura, e anche l'utile lo è; una stessa azione non può essere al tempo stesso contraria e conforme alla natura.
La favola dei Trogloditi
Un popolo in cui ciascuno pensa solo a sé, senza condivisione, senza giudici né parola mantenuta, si distrugge da sé.
Nessuna virtù nell'obbedienza
Conta solo la virtù che nasce dall'esercizio della propria ragione, e un'educazione fondata sull'obbedienza lo impedisce.
L'ira non è mai utile
L'ira non obbedisce alla ragione e danneggia; tutto ciò che potrebbe apportare, la ragione lo ottiene da sola.
Un dovere senza legislatore non ha più senso: torniamo alle virtù
La parola «dovere» presuppone un legislatore divino; senza di lui perde il suo senso, e si può parlare invece di atti ingiusti o vili.
Un'altra voce morale: l'etica della cura
Le interviste fanno emergere una morale coerente della cura delle persone reali, che la scala di Kohlberg, fondata sui diritti, colloca più in basso.
Il pesce, la zampa d'orso e la giustizia: c'è qualcosa di più prezioso della vita
Se non amassimo nulla più della vita, faremmo di tutto per salvarla; eppure molti rifiutano, perché tengono alla giustizia.
La natura o la coscienza
Il bene è iscritto nella natura umana o nella ragione, non in un comando esterno.
9 argomentiIl dilemma di Eutifrone
Gli dèi amano il pio perché è pio; se fosse il loro amore a renderlo tale, il ragionamento girerebbe in tondo.
La legge naturale
Ciò verso cui la nostra natura ci inclina, la ragione lo coglie come un bene: restare in vita, crescere i figli, conoscere la verità.
La coscienza, istinto divino
Tutti i popoli hanno le stesse nozioni del bene e del male, che né l'educazione né l'interesse spiegano.
Mi rivolto, dunque noi siamo
Ogni atto di rivolta invoca un valore che non è soltanto il proprio, ma quello di tutti: la rivolta fonda la solidarietà.
La ragione è schiava delle passioni: la morale si sente, non si dimostra
La ragione da sola non spinge mai ad agire, mentre la morale ci spinge ad agire: essa viene dunque dal sentimento.
Si può essere buoni senza credere in Dio
Possiamo amare il fare il bene per inclinazione ed educazione, e l'esperienza mostra che l'onestà ci rende più felici in questo mondo.
Il bene è indefinibile: l'argomento della questione aperta
Per qualsiasi definizione del bene, possiamo ancora chiedere «ma è buono?»; la questione dunque non è vuota.
Il senso morale è nato dagli istinti sociali
Un animale molto sociale, non appena la sua intelligenza è sufficientemente sviluppata, si pente di aver ceduto a un impulso passeggero contro il proprio istinto duraturo.
Lo spettatore imparziale: giudicarsi con gli occhi di un terzo
Il nostro mignolo ci commuove più di cento milioni di sconosciuti; ciò che ci rende giusti è lo sguardo di un giudice interiore imparziale.
La volontà di Dio
Il bene viene da Dio: i suoi comandamenti, o la fede, vengono prima di tutto.
5 argomentiAbramo: la fede al di sopra della morale?
Abramo non può giustificarsi davanti a nessuno, e l'essere pronto a uccidere suo figlio equivale a ucciderlo: l'etica non basta a spiegarlo.
Il bene è ciò che Dio comanda
Dio può comandare tutto ciò che non è contraddittorio, e il furto o l'odio verso Dio non lo sono: sono cattivi soltanto perché egli li vieta.
Senza Dio, tutto è permesso
Senza Dio né vita dopo la morte, nulla obbliga davvero: restano soltanto inclinazioni e calcoli, che ciascuno può non avere.
Il male morale è ciò che è contrario ai comandi di un Dio amorevole
Credenti e non credenti condividono un unico concetto del male morale e, se Dio esiste, ciò che lo realizza meglio è ciò che un Dio amorevole proibisce.
La volontà di Dio è la regola suprema della giustizia
Nulla è più alto della volontà di Dio per giudicarla: ciò che egli vuole è dunque giusto perché lo vuole.
La morale in questione
I nostri valori hanno una storia, oppure non si possono esprimere: bisogna metterli in discussione.
10 argomentiL'anello di Gige: saremmo giusti se fossimo invisibili?
Se potessimo commettere ingiustizia senza essere mai puniti, lo faremmo: rispettiamo la giustizia solo per paura della punizione.
«La giustizia non è altro che l'utile del più forte»
Ogni governo fa le leggi nel proprio interesse e chiama «giusto» ciò che lo serve: il giusto è dunque l'utile del più forte.
La genealogia della morale
Per giudicare il valore dei nostri valori, bisogna sapere da dove vengono: la morale del bene è nata dal risentimento dei deboli.
«Siete liberi, dunque scegliete, cioè inventate»
Né una natura umana, né una morale bell'e pronta, né i sentimenti risolvono la questione: solo la scelta stessa decide.
Volere la propria libertà significa volere quella degli altri
La libertà è la fonte di tutti i valori; poiché anche gli altri esseri umani sono libertà, volere la propria significa volere la loro.
L'etica non può essere detta
Le parole possono esprimere soltanto fatti, e nessun fatto contiene un valore assoluto, che è ciò di cui si occupa l'etica.
«Ciascuno chiama barbarie ciò che non fa parte dei propri usi»
La nostra ragione e la nostra coscienza sono formate dall'abitudine; non abbiamo dunque nessun'altra misura per giudicare gli altri popoli.
«Rubare è male» non descrive nulla: è un grido di indignazione
«Rubare è male» non aggiunge alcun fatto a «hai rubato» e non è vero per definizione; queste parole esprimono sentimenti.
Non esistono valori oggettivi: tutti i nostri giudizi morali sono falsi
I valori oggettivi sarebbero cose molto strane, e le nostre morali variano troppo per derivare dalla percezione di tali valori.
La fortuna morale: siamo giudicati anche per ciò che non dipende da noi
Giudichiamo continuamente le persone in base a esiti che sfuggono al loro controllo, e la fortuna plasma anche il loro carattere e le loro circostanze.
Le posizioni degli altri filosofi arriveranno man mano che le schede verranno completate. Nessuna posizione viene presentata come vincente.