«Siete liberi, dunque scegliete, cioè inventate»
L'allievo di Sartre («l'uomo è condannato a essere libero»)
Dunque l'uomo è libero e responsabile, e nessuna morale generale può dirgli ciò che deve fare: deve scegliere, cioè inventare.
Né una natura umana, né una morale bell'e pronta, né i sentimenti risolvono la questione: solo la scelta stessa decide.
««Siete liberi, dunque scegliete, cioè inventate»» è un argomento di Jean-Paul Sartre (L'esistenzialismo è un umanismo (conferenza del 1945, pubblicata nel 1946), 1946) sulla domanda «Che cosa rende giusta un'azione?» (risposta: la morale in questione). La sua tesi: Dunque l'uomo è libero e responsabile, e nessuna morale generale può dirgli ciò che deve fare: deve scegliere, cioè inventare. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Parigi, 1942 o 1943, sotto l'occupazione tedesca. Uno studente va a chiedere consiglio al suo professore, Jean-Paul Sartre. Suo fratello maggiore è stato ucciso nel 1940, suo padre propende per la collaborazione. Vuole raggiungere in Inghilterra le Forze francesi libere. Ma la madre vive sola con lui, e la sua partenza, forse la sua morte, la getterebbe nella disperazione. Che cosa deve fare? Sartre gli risponde: «Siete liberi, dunque scegliete, cioè inventate». Non è una scappatoia. Per Sartre non esistono né Dio né una natura umana che stabilirebbe in anticipo ciò che dobbiamo fare: siamo «condannati a essere liberi». Sartre non dice che tutto vale: dice che nessuna regola bell'e pronta sceglie al nostro posto, e che siamo responsabili di ciò che scegliamo.
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Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un mondo in cui non c'è una natura umana, in cui le morali ricevute e i sentimenti non risolvono la questione, e in cui tuttavia qualcos'altro guida la scelta: ad esempio un giudizio ponderato che soppesa i doveri in gioco, come fanno i medici o i giudici di fronte ai casi difficili.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
I critici cristiani (citati da Sartre) 1945 · attacca la conclusioneSe si eliminano i comandamenti di Dio e i valori eterni, non resta che il capriccio: ciascuno può fare ciò che vuole, e nessuno può più condannare le azioni altrui. «Inventate» equivale a dire: tutto è permesso.
Sartre risponde
Se si eliminano i comandamenti di Dio e i valori eterni, non resta che il capriccio: ciascuno può fare ciò che vuole, e nessuno può più condannare le azioni altrui. «Inventate» equivale a dire: tutto è permesso.
Kant (e i suoi difensori) 1785 · attacca la premessa 3La ragione offre un criterio valido per tutti: agire soltanto secondo una massima che si possa volere che diventi legge universale, e trattare l'umanità, in sé come negli altri, sempre come un fine e mai semplicemente come un mezzo. Lo studente non è privo di bussola: può esaminare le proprie massime.
Sartre risponde
La ragione offre un criterio valido per tutti: agire soltanto secondo una massima che si possa volere che diventi legge universale, e trattare l'umanità, in sé come negli altri, sempre come un fine e mai semplicemente come un mezzo. Lo studente non è privo di bussola: può esaminare le proprie massime.
I critici comunisti (citati da Sartre) 1945 · attacca la premessa 2Una libertà sola di fronte a scelte senza guida conduce al «quietismo della disperazione»: se nessuna soluzione è fondata, l'azione diventa vana, e non resta che una filosofia contemplativa, dunque borghese. L'uomo reale non è una libertà astratta: vive in una classe e in una storia che pesano sulle sue scelte.
Sartre risponde
Una libertà sola di fronte a scelte senza guida conduce al «quietismo della disperazione»: se nessuna soluzione è fondata, l'azione diventa vana, e non resta che una filosofia contemplativa, dunque borghese. L'uomo reale non è una libertà astratta: vive in una classe e in una storia che pesano sulle sue scelte.