Abramo: la fede al di sopra della morale?
Dunque: o Abramo è un assassino, oppure l'etica non è ciò che vi è di più alto (la fede la «sospende»).
Abramo non può giustificarsi davanti a nessuno, e l'essere pronto a uccidere suo figlio equivale a ucciderlo: l'etica non basta a spiegarlo.
«Abramo: la fede al di sopra della morale?» è un argomento di Søren Kierkegaard (Timore e tremore, Problema I (Johannes de silentio)) sulla domanda «Che cosa rende giusta un'azione?» (risposta: la volontà di dio). La sua tesi: Dunque: o Abramo è un assassino, oppure l'etica non è ciò che vi è di più alto (la fede la «sospende»). Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 4 premesse. AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 0 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Johannes de silentio, pseudonimo di Kierkegaard, firma Timore e tremore (1843); Kierkegaard chiese che queste parole fossero attribuite a Johannes, non a lui. Dio chiede ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco, e Abramo si prepara a farlo. Johannes non dimostra che Dio esista e non dice che si debba imitare Abramo: ammette di non comprenderlo. Pone un dilemma a coloro che lo onorano come «padre della fede»: se la morale è ciò che vi è di più alto, Abramo è un assassino. Per salvare Abramo, bisogna ammettere una «sospensione teleologica dell'etico»: una fede al di sopra della morale.
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Obiezioni
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Kant, Il conflitto delle facoltà 1798 · attacca la conclusionePosso essere certo che non devo uccidere il mio figlio innocente. Non posso mai essere certo che la voce che me lo ordina venga da Dio. Abramo avrebbe dunque dovuto rifiutare: di fronte a un ordine contrario alla legge morale, si deve concludere che non è Dio a parlare. Kant sceglie il primo corno del dilemma.
senza risposta
Posso essere certo che non devo uccidere il mio figlio innocente. Non posso mai essere certo che la voce che me lo ordina venga da Dio. Abramo avrebbe dunque dovuto rifiutare: di fronte a un ordine contrario alla legge morale, si deve concludere che non è Dio a parlare. Kant sceglie il primo corno del dilemma.
EEmmanuel Levinas (testi del 1963 e del 1966, raccolti in Nomi propri, 1976) 1963 · attacca la premessa 1L'etica non è l'«universale», una regola anonima che cancella l'individuo. Comincia nell'incontro con il volto di un altro, unico. E il culmine del racconto non è il coltello levato: è il momento in cui Abramo ascolta la voce che lo riporta all'etica e gli vieta il sacrificio umano.
senza risposta
L'etica non è l'«universale», una regola anonima che cancella l'individuo. Comincia nell'incontro con il volto di un altro, unico. E il culmine del racconto non è il coltello levato: è il momento in cui Abramo ascolta la voce che lo riporta all'etica e gli vieta il sacrificio umano.
IIl fanatismo religioso (dibattito dopo l'11 settembre 2001) 2001 · attacca la conclusioneSe la fede può «sospendere» la morale, ogni assassino che dice di obbedire a Dio può richiamarsi ad Abramo. Il ragionamento non offre alcun modo per distinguere un credente da un fanatico.
senza risposta
Se la fede può «sospendere» la morale, ogni assassino che dice di obbedire a Dio può richiamarsi ad Abramo. Il ragionamento non offre alcun modo per distinguere un credente da un fanatico.