FilosofiJean-Paul Sartre

Jean-Paul Sartre

L'esistenza precede l'essenza: siamo condannati a essere liberi.

Esistenzialismo1905 · 1980 FranciaFilosofo della libertàEsistenzialista ateoRomanziere e drammaturgoIntellettuale impegnata
In breve

Jean-Paul Sartre (1905 · 1980, Francia): esistenzialismo. Per Sartre non esistono né un Dio né una natura umana che stabiliscano in anticipo ciò che siamo. L'essere umano esiste prima di tutto, e poi si definisce attraverso le proprie scelte e le proprie azioni: «l'esistenza precede l'essenza». Su AskPhilosophy: 5 argomenti ricostruiti, 6 citazioni verificate parola per parola sui testi originali, e 4 convinzioni comuni esaminate; ogni testo reca un badge di autenticità (scritto dall'autore, postumo, appunti di allievi, tramandato, apocrifo).

In 30 secondiPer Sartre non esistono né un Dio né una natura umana che stabiliscano in anticipo ciò che siamo. L'essere umano esiste prima di tutto, e poi si definisce attraverso le proprie scelte e le proprie azioni: «l'esistenza precede l'essenza». Non ha dunque alcuna scusa. Né il carattere, né la passione, né l'ambiente lo dispensano dal rispondere di ciò che fa. È una libertà che pesa, ma che rende possibili l'azione e l'impegno. Sartre rifiuta di sfuggirle, ciò che chiama malafede.
Perché è importante

Sartre è il volto francese dell'esistenzialismo. Ha scritto opere filosofiche molto impegnative (L'essere e il nulla, 1943), ma anche romanzi, drammi teatrali e articoli per il grande pubblico. La sua formula «l'esistenza precede l'essenza» e la sua idea di malafede sono diventate punti di riferimento per parlare di libertà, di responsabilità e di scelte di vita. Molte persone lo conoscono solo attraverso frasi isolate, spesso fraintese: questa pagina restituisce il contesto.

La sua epoca

Insegna filosofia, viene mobilitato e poi fatto prigioniero durante la Seconda guerra mondiale, e pubblica L'essere e il nulla durante l'occupazione tedesca. Nella conferenza del 1945 ricorda un suo allievo che esitava, sotto l'Occupazione, tra il restare accanto alla madre e il raggiungere le Forze francesi libere. Dopo la guerra diventa una delle voci più conosciute di Parigi, insieme a Simone de Beauvoir. Rifiuta il premio Nobel per la letteratura nel 1964. Muore nel 1980.

Attenzione a ciò che si cita

La conferenza «L'esistenzialismo è un umanismo» è un discorso orale, stenografato e poi pubblicato: non è un trattato scritto. Il nostro testo francese è una trascrizione online non rivista, e il testo inglese è la traduzione di Philip Mairet (1948), allineata automaticamente. Per L'essere e il nulla disponiamo soltanto di estratti, ottenuti da OCR non rivisto. Infine, le battute di A porte chiuse appartengono ai personaggi: «l'inferno sono gli Altri» è pronunciata da Garcin.

Le sue posizioni

clicca su una riga per vedere la prova
Dio esiste?Dio
AteismoTeismo
Affermato esplicitamente

Si definisce un «esistenzialista ateo». Ma non cerca di dimostrare che Dio non esiste: anche se Dio esistesse, dice, non cambierebbe nulla, perché l'uomo deve ritrovare se stesso. Nella conferenza, l'assenza di Dio è un punto di partenza, non una conclusione.

Da dove viene ciò che sappiamo?Fonte della conoscenza
Empirismo (dall'esperienza)Razionalismo (dalla ragione)
Dibattuto tra gli studiosi

Il suo punto di partenza è la verità che la coscienza raggiunge su se stessa, il «penso dunque sono» di Cartesio. Nessuno dei nostri testi affronta la questione empirismo o razionalismo: questa collocazione intermedia è una nostra lettura, non una tesi di Sartre.

Possiamo raggiungere verità certe?Certezza
ScetticismoCertezza possibile
Interpretazione prevalente

Una sola verità assoluta all'inizio: la coscienza che raggiunge se stessa. Al di fuori di questo cogito, dice, tutti gli oggetti sono soltanto probabili.

La mente è qualcosa di diverso dalla materia?Mente e corpo
MaterialismoDualismo
Dibattuto tra gli studiosi

Rifiuta di trattare l'uomo come un oggetto, come fa «ogni materialismo», e sostiene che una coscienza interamente determinata dall'esterno cesserebbe di essere una coscienza. Ma non parla di anima: né dualismo classico, né materialismo. Questa collocazione è discussa.

Siamo davvero liberi?Libertà
Determinismo (nessun libero arbitrio)Libero arbitrio
Affermato esplicitamente

«Non c'è determinismo, l'uomo è libero, l'uomo è libertà.» Per lui, l'uomo è interamente libero oppure non lo è: non può essere libero a momenti. Chi invoca la passione o un qualche determinismo mente a se stesso (malafede).

Il bene e il male esistono oggettivamente?Statuto della morale
Antirealismo (la morale è un prodotto umano)Realismo morale (verità morali oggettive)
Affermato esplicitamente

Non esiste un bene «a priori», scritto da nessuna parte: se Dio non esiste, bisogna pur che qualcuno inventi i valori. Eppure ritiene che ci si possa sbagliare sulla propria libertà (malafede), e ci chiede di volere la libertà degli altri.

La ragione può giudicare tutto, fede compresa?Fede e ragione
Primato della fede / del cuoreSolo la ragione giudica
Dibattuto tra gli studiosi

Nessuna fede: nulla può salvare l'uomo da se stesso, «fosse anche una prova valida dell'esistenza di Dio». Nessuna rivelazione si impone: se una voce dice di essere quella di un angelo, «sarò sempre io a decidere» che lo sia. Ma neppure la ragione giudica tutto: i valori sono scelti, non dimostrati. Questo asse gli si adatta male.

La vita ha un senso dato?Senso della vita
Nessun senso dato (assurdo, da creare)Senso oggettivo (natura, Dio, Bene)
Affermato esplicitamente

«La vita non ha senso, a priori.» Prima che si viva, la vita non è nulla, e spetta a ciascuno darle un senso. Sartre non ne conclude l'assurdo o la disperazione: parla di un senso da creare.

Gli esseri umani sono naturalmente buoni?Natura umana
Fondamentalmente debole o corrottaFondamentalmente buona o perfettibile
Interpretazione prevalente

Non c'è una natura umana, dunque nessuna natura né buona né cattiva in partenza. Si diventa codardi o eroi attraverso i propri atti, e si può sempre smettere di esserlo. Resta una «condizione» comune a tutti: essere nel mondo, al lavoro, tra gli altri, mortali.

Chi viene prima: l'individuo o la comunità?Individuo e società
Comunità, ordine, tradizioneLibertà individuale
Dibattuto tra gli studiosi

Parte dall'individuo libero, che deve impegnarsi e agire. Ma questa libertà è rivolta agli altri: non si può volere la propria libertà senza volere quella degli altri. Le sue posizioni politiche del dopoguerra non sono nel nostro corpus: collocazione provvisoria.

Che cosa rende buona un'azione?Fondamento della morale
Il dovere (deontologia)Le conseguenze (conseguenzialismo)Il carattere (etica delle virtù)Altro (legge divina, relazioni, creazione di valori…)
Dibattuto tra gli studiosi

Né un calcolo delle conseguenze né una semplice regola del dovere: la libertà è il fondamento dei valori, e scegliendo se stessi si sceglie per tutti gli uomini. Alcuni lettori vi vedono un'etica vicina a quella di Kant (la regola generale ritorna), altri un'etica della creazione di valori.