Jean-Paul Sartre
L'esistenza precede l'essenza: siamo condannati a essere liberi.
L'amore è un progetto contraddittorio: non si può possedere una libertà
Dunque il progetto dell'amore è contraddittorio e destinato al fallimento: per essenza, dice Sartre, è un inganno. Le libertà si scontrano fin dall'origine: «il conflitto è il senso originario dell'essere-per-altri».
L'amante vuole una libertà che lo ami liberamente e che resti tuttavia prigioniera; questi due desideri si contraddicono.
Quando amiamo, che cosa vogliamo esattamente? Non un corpo: se l'amore fosse soltanto desiderio di possesso, dice Sartre, sarebbe presto soddisfatto. Nemmeno uno schiavo: un tiranno si accontenta della paura, e un amante che venisse a sapere che l'amato è drogato da un filtro perderebbe interesse. L'amante vuole essere amato, cioè avere per sé la libertà dell'altro, in quanto libertà. Ma vuole anche che quella libertà lo scelga per sempre, che egli sia tutto al mondo per essa, che essa non possa più staccarsene. Sartre vede qui una contraddizione: una libertà catturata non è più una libertà. L'amore sarebbe dunque un progetto che distrugge sé stesso, e più in generale, dice, «il conflitto è il senso originario dell'essere-per-altri». Attenzione: questa è una descrizione dei rapporti tra libertà, non un consiglio di non amare, e Sartre lascia aperta, in una nota, la possibilità di un'altra morale, raggiunta attraverso una conversione radicale.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui l'amante vuole essere amato liberamente e vuole anche che l'amato sia soggiogato, e in cui tuttavia nulla è contraddittorio: per esempio se si potesse scegliere liberamente di vincolarsi per sempre.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Simone de Beauvoir 1949 · attacca la conclusioneNe Il secondo sesso, Beauvoir descrive l'amore della donna che si perde nell'uomo, e dice che questo non è amore ma una rinuncia. Ne conclude che un amore autentico è possibile: dovrebbe fondarsi sul riconoscimento reciproco di due libertà, in cui nessuno dei due amanti rinuncerebbe alla propria trascendenza e both insieme svelerebbero nel mondo valori e fini. Se ciò è possibile, il conflitto non è il senso originario di ogni amore: nasce dal modo in cui si ama.
Sartre risponde
Ne Il secondo sesso, Beauvoir descrive l'amore della donna che si perde nell'uomo, e dice che questo non è amore ma una rinuncia. Ne conclude che un amore autentico è possibile: dovrebbe fondarsi sul riconoscimento reciproco di due libertà, in cui nessuno dei due amanti rinuncerebbe alla propria trascendenza e both insieme svelerebbero nel mondo valori e fini. Se ciò è possibile, il conflitto non è il senso originario di ogni amore: nasce dal modo in cui si ama.
EEmmanuel Levinas 1961 · attacca la premessa 1In Totalità e infinito (1961), Levinas descrive l'altro attraverso il volto: una presenza che resiste a ogni presa e che mi chiama alla responsabilità prima di ogni lotta tra libertà. Se il rapporto con l'altro comincia con questo appello, e non con il desiderio di catturarne la libertà, allora il conflitto non è originario. Riformulazione della sua tesi per questo dibattito: in ciò che abbiamo potuto leggere, egli non discute questo passo di Sartre.
senza risposta
In Totalità e infinito (1961), Levinas descrive l'altro attraverso il volto: una presenza che resiste a ogni presa e che mi chiama alla responsabilità prima di ogni lotta tra libertà. Se il rapporto con l'altro comincia con questo appello, e non con il desiderio di catturarne la libertà, allora il conflitto non è originario. Riformulazione della sua tesi per questo dibattito: in ciò che abbiamo potuto leggere, egli non discute questo passo di Sartre.
Diotima (nel Simposio di Platone) 380 a.C. · attacca la premessa 1Diotima dice che l'amore è il desiderio che il bene sia proprio per sempre, e che la sua opera è generare nel bello, nel corpo e nell'anima. L'amante dunque non cerca innanzitutto di possedere la libertà di un altro, ma il bene e il bello, attraverso di lui. L'amato è una via, non un prigioniero da catturare.
senza risposta
Diotima dice che l'amore è il desiderio che il bene sia proprio per sempre, e che la sua opera è generare nel bello, nel corpo e nell'anima. L'amante dunque non cerca innanzitutto di possedere la libertà di un altro, ma il bene e il bello, attraverso di lui. L'amato è una via, non un prigioniero da catturare.