Imparare a poter non essere buoni
Dunque un principe che vuole mantenersi deve imparare a poter non essere buono, e a usarne o meno secondo la necessità: non allontanarsi dal bene se può, ma saper entrare nel male se vi è costretto.
Chi vuole essere buono in tutto in mezzo a uomini che non lo sono finirà per rovinarsi, e lo Stato con lui.
«Imparare a poter non essere buoni» è un argomento di Niccolò Machiavelli (Il Principe, 15 e 18) sulla domanda «Che cosa rende giusta un'azione?» (risposta: le conseguenze). La sua tesi: Dunque un principe che vuole mantenersi deve imparare a poter non essere buono, e a usarne o meno secondo la necessità: non allontanarsi dal bene se può, ma saper entrare nel male se vi è costretto. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Machiavelli annuncia che si allontanerà dagli autori che lo hanno preceduto: vuole seguire la «verità effettuale» delle cose, non l'immagine che ce ne si fa. La sua tesi non è che il male sia bene. È che un principe che vuole conservare lo Stato deve saper fare il male quando vi è costretto, senza allontanarsi dal bene quando può.
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Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui gli uomini non sono buoni e in cui la bontà in ogni cosa conduce alla rovina, ma in cui il principe non è tenuto a imparare il male: gli basta preferire di restare giusto, anche a costo di perdere il potere.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Obiezione anticipata da Machiavelli attacca la premessa 2Ognuno comprende quanto sia lodevole che un principe mantenga la parola data e viva con integrità, senza astuzia.
Machiavelli risponde
Ognuno comprende quanto sia lodevole che un principe mantenga la parola data e viva con integrità, senza astuzia.
AAgostino 415 · attacca la premessa 3Tolta la giustizia, che cosa sono i regni se non grandi bande di briganti? Uno Stato che si mantiene solo rinunciando alla giustizia non merita di essere mantenuto: si distingue da una banda di pirati soltanto per le dimensioni.
senza risposta
Tolta la giustizia, che cosa sono i regni se non grandi bande di briganti? Uno Stato che si mantiene solo rinunciando alla giustizia non merita di essere mantenuto: si distingue da una banda di pirati soltanto per le dimensioni.
Kant 1795 · attacca la premessa 4In Per la pace perpetua (Appendice I), Kant contrappone il politico morale, che subordina la politica al diritto, al moralista politico, che si fabbrica una morale su misura degli interessi del potere. La «necessità» invocata è per lo più un pretesto: la politica deve piegarsi davanti al diritto, mai il contrario.
senza risposta
In Per la pace perpetua (Appendice I), Kant contrappone il politico morale, che subordina la politica al diritto, al moralista politico, che si fabbrica una morale su misura degli interessi del potere. La «necessità» invocata è per lo più un pretesto: la politica deve piegarsi davanti al diritto, mai il contrario.