Nessuna virtù nell'obbedienza
Dunque una donna educata secondo questo sistema non può essere virtuosa in senso proprio. Come aspettarsi virtù da una schiava? Perché le donne siano virtuose, devono essere libere e obbedire soltanto alla ragione.
Conta solo la virtù che nasce dall'esercizio della propria ragione, e un'educazione fondata sull'obbedienza lo impedisce.
«Nessuna virtù nell'obbedienza» è un argomento di Mary Wollstonecraft (Rivendicazione dei diritti della donna, cap. 2-3) sulla domanda «Che cosa rende giusta un'azione?» (risposta: la virtù). La sua tesi: Dunque una donna educata secondo questo sistema non può essere virtuosa in senso proprio. Come aspettarsi virtù da una schiava? Perché le donne siano virtuose, devono essere libere e obbedire soltanto alla ragione. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 3 premesse. AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Rousseau voleva uomini virtuosi grazie alla propria ragione, e donne miti, docili e obbedienti. Wollstonecraft ne rileva la contraddizione: se la virtù viene dalla ragione, una donna addestrata a obbedire non può essere virtuosa. Può solo sembrare buona, finché qualcuno la sorveglia. «La libertà è la madre della virtù.»
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Obiezioni
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Rousseau (Emilio, libro V) 1762 · attacca la premessa 1La prima qualità di una donna è la dolcezza. Fatta per obbedire a un essere imperfetto come l'uomo, deve imparare presto a soffrire perfino l'ingiustizia e a sopportare senza lamentarsi i torti di un marito. Non per lui, ma per sé: la dolcezza è la sua virtù propria, e l'asprezza non farebbe che aggravare le sue sofferenze.
Wollstonecraft risponde
La prima qualità di una donna è la dolcezza. Fatta per obbedire a un essere imperfetto come l'uomo, deve imparare presto a soffrire perfino l'ingiustizia e a sopportare senza lamentarsi i torti di un marito. Non per lui, ma per sé: la dolcezza è la sua virtù propria, e l'asprezza non farebbe che aggravare le sue sofferenze.
OObiezione: obbedire può essere ragionevole attacca la premessa 2Obbedire non impedisce sempre di ragionare. Un bambino obbedisce ai genitori, un apprendista al maestro, un malato al medico: si giudica ragionevolmente che l'altro sappia meglio. La stessa Wollstonecraft chiedeva ai bambini affidati alle sue cure di seguire i suoi consigli finché la loro ragione non fosse matura.
Wollstonecraft risponde
Obbedire non impedisce sempre di ragionare. Un bambino obbedisce ai genitori, un apprendista al maestro, un malato al medico: si giudica ragionevolmente che l'altro sappia meglio. La stessa Wollstonecraft chiedeva ai bambini affidati alle sue cure di seguire i suoi consigli finché la loro ragione non fosse matura.
L'etica della cura (Carol Gilligan, Con voce di donna) 1982 · attacca la premessa 1Fare della ragione indipendente l'unica fonte della virtù significa adottare un modello maschile di morale. L'attenzione agli altri, la cura e la fedeltà ai legami sono vere virtù, non virtù da schiavi. Disprezzandole come «virtù da donne», si perde metà della morale.
senza risposta
Fare della ragione indipendente l'unica fonte della virtù significa adottare un modello maschile di morale. L'attenzione agli altri, la cura e la fedeltà ai legami sono vere virtù, non virtù da schiavi. Disprezzandole come «virtù da donne», si perde metà della morale.