Volere la propria libertà significa volere quella degli altri
La morale dell'ambiguità
Dunque volere la propria libertà significa volere anche quella degli altri: volgendosi verso la libertà, si scopre un principio d'azione di portata universale.
La libertà è la fonte di tutti i valori; poiché anche gli altri esseri umani sono libertà, volere la propria significa volere la loro.
«Volere la propria libertà significa volere quella degli altri» è un argomento di Simone de Beauvoir (Per una morale dell'ambiguità, I «Ambiguità e libertà» (1947)) sulla domanda «Che cosa rende giusta un'azione?» (risposta: la morale in questione). La sua tesi: Dunque volere la propria libertà significa volere anche quella degli altri: volgendosi verso la libertà, si scopre un principio d'azione di portata universale. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P6). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Molti dicono dell'esistenzialismo: se Dio non esiste e ciascuno inventa i propri valori, tutto è permesso. Beauvoir risponde che è vero il contrario. Nel capitolo I di Per una morale dell'ambiguità parte dall'idea che nessun assoluto esterno garantisca i valori e che sia la libertà a farli nascere. Ma una libertà che vuole se stessa, dice, vuole se stessa in modo universale. Attenzione: nel nostro corpus abbiamo solo questo primo capitolo, in inglese. Vi annuncia e vi fonda l'idea; la dimostrazione completa che volere la propria libertà significa volere quella degli altri è sviluppata più avanti nel libro, che non abbiamo. Abbiamo collocato questo argomento nel campo «La morale in questione» (come quello di Sartre): nessun campo della questione è «la libertà come fonte dei valori».
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Senza la premessa implicita: Senza P6, il computer trova un mondo in cui tutto è vero (la libertà è la fonte dei valori, vuole se stessa in modo universale, gli altri sono soggetti) e in cui tuttavia qualcuno vuole la propria libertà senza curarsi di quella degli altri: per esempio un tiranno che dice di volere «la libertà» come principio, mentre riduce al silenzio i suoi vicini.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Kant (Fondazione della metafisica dei costumi) 1785 · attacca la premessa 1La morale non ha la propria fonte nei progetti di persone concrete, ma nella ragione, che dà una legge valida per tutti: agisci soltanto secondo quella massima che puoi volere che divenga una legge universale. Senza questa legge, «volere la libertà» non dice che cosa è lecito e che cosa è proibito, e si rischia di chiudersi nella propria soggettività.
Beauvoir risponde
La morale non ha la propria fonte nei progetti di persone concrete, ma nella ragione, che dà una legge valida per tutti: agisci soltanto secondo quella massima che puoi volere che divenga una legge universale. Senza questa legge, «volere la libertà» non dice che cosa è lecito e che cosa è proibito, e si rischia di chiudersi nella propria soggettività.
Sartre (L'esistenzialismo è un umanismo) 1945 · attacca la premessa 3L'uomo è «condannato a essere libero»: è libero qualunque cosa faccia, anche quando fugge la propria libertà. Se la libertà è data fin dall'inizio, che cosa può significare «volere essere liberi»? È contraddittorio porla come qualcosa di conquistato se è anzitutto data.
Beauvoir risponde
L'uomo è «condannato a essere libero»: è libero qualunque cosa faccia, anche quando fugge la propria libertà. Se la libertà è data fin dall'inizio, che cosa può significare «volere essere liberi»? È contraddittorio porla come qualcosa di conquistato se è anzitutto data.
Il problema delle coscienze separate (che Beauvoir stessa pone) 1947 · attacca la premessa 6Se ogni libertà sorge dalla propria situazione, singolare e irriducibile, come possono delle libertà separate ricongiungersi? Una libertà che vuole se stessa può benissimo entrare in conflitto con quella degli altri. Volere la libertà «in generale» non obbliga a nulla verso questa persona in particolare.
Beauvoir risponde
Se ogni libertà sorge dalla propria situazione, singolare e irriducibile, come possono delle libertà separate ricongiungersi? Una libertà che vuole se stessa può benissimo entrare in conflitto con quella degli altri. Volere la libertà «in generale» non obbliga a nulla verso questa persona in particolare.