La vita non è breve, siamo noi a sprecarla
Dunque la vita non è breve: siamo noi a renderla breve. Dipende da noi avere una vita abbastanza lunga, e non temere la morte come un'interruzione.
La vita è abbastanza lunga se la si impiega bene, ma la maggior parte delle persone la disperde; una vita ben impiegata è completa.
«La vita non è breve, siamo noi a sprecarla» è un argomento di Seneca (La brevità della vita, 1-3, 7, 11; Lettere a Lucilio 1) sulla domanda «Dobbiamo temere la morte?» (risposta: nulla da temere). La sua tesi: Dunque la vita non è breve: siamo noi a renderla breve. Dipende da noi avere una vita abbastanza lunga, e non temere la morte come un'interruzione. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Quasi tutti si lamentano che la vita è troppo breve: moriamo proprio mentre cominciavamo a vivere. Seneca rovescia il lamento. La natura ci dà abbastanza tempo; siamo noi a lasciarlo scivolare via negli affari, nelle ambizioni, nei piaceri e nelle pretese altrui. Chi si riprende il proprio tempo ha una vita abbastanza lunga, e può veder venire la morte senza esitare.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova qualcuno che vuole impiegare bene il proprio tempo ma non ci riesce (uno schiavo, un malato, qualcuno che lavora dalla mattina alla sera per sopravvivere): la sua vita resta breve, e la conclusione cade.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Aristotele (secondo Seneca) 330 a.C. · attacca la premessa 1La natura è ingiusta con noi: a certi animali concede una durata di vita cinque o dieci volte la nostra, mentre l'uomo, nato per cose così grandi, si ferma molto prima. Ippocrate lo diceva già: «la vita è breve, l'arte è lunga».
Seneca risponde
La natura è ingiusta con noi: a certi animali concede una durata di vita cinque o dieci volte la nostra, mentre l'uomo, nato per cose così grandi, si ferma molto prima. Ippocrate lo diceva già: «la vita è breve, l'arte è lunga».
Aristotele (Politica, libro VII) 330 a.C. · attacca la premessa 4Per diventare virtuosi occorre il tempo libero. Per questo gli artigiani, i mercanti e i contadini non possono essere cittadini a pieno titolo: il loro lavoro occupa tutto il loro tempo. Impiegare bene la propria vita non è dunque una scelta aperta a tutti: bisogna che altri lavorino per te.
Seneca risponde
Per diventare virtuosi occorre il tempo libero. Per questo gli artigiani, i mercanti e i contadini non possono essere cittadini a pieno titolo: il loro lavoro occupa tutto il loro tempo. Impiegare bene la propria vita non è dunque una scelta aperta a tutti: bisogna che altri lavorino per te.
Bernard Williams («Il caso Makropulos», 1973) 1973 · attacca la premessa 3Abbiamo progetti che ci danno ragioni di vivere: un figlio da crescere, un'opera da terminare, persone da amare. Una morte che li interrompe è un vero male, anche per chi ha impiegato bene il proprio tempo. Williams prende di mira soprattutto Epicuro e Lucrezio; applicato a Seneca, il suo argomento dà questo risultato: una vita a cui «nulla può essere tolto» sarebbe una vita che non si attacca più a niente.
Seneca risponde
Abbiamo progetti che ci danno ragioni di vivere: un figlio da crescere, un'opera da terminare, persone da amare. Una morte che li interrompe è un vero male, anche per chi ha impiegato bene il proprio tempo. Williams prende di mira soprattutto Epicuro e Lucrezio; applicato a Seneca, il suo argomento dà questo risultato: una vita a cui «nulla può essere tolto» sarebbe una vita che non si attacca più a niente.