Aristotele
Osservare, classificare, ragionare: la felicità attraverso la virtù.
Aristotele (384 a.C. · 322 a.C., Macedonia · Atene): aristotelismo. Allievo di Platone, Aristotele riporta le Idee nelle cose: la forma di un essere è in esso, e la si conosce osservando. Tutto tende a un fine; quello dell'uomo è la felicità, che consiste nell'esercitare bene ciò che gli è proprio, la ragione, secondo virtù. Su AskPhilosophy: 8 argomenti ricostruiti, 3 citazioni verificate parola per parola sui testi originali, e 2 convinzioni comuni esaminate; ogni testo reca un badge di autenticità (scritto dall'autore, postumo, appunti di allievi, tramandato, apocrifo).
Perché è importante
Inventa la logica formale, classifica gli esseri viventi, fonda l'etica delle virtù e la scienza politica. Per quasi duemila anni, per i pensatori musulmani, ebrei e cristiani, è «il Filosofo».
La sua epoca
Vent'anni all'Accademia di Platone, poi precettore del giovane Alessandro Magno. Fonda ad Atene la propria scuola, il Liceo. Le opere che ci sono pervenute sono soprattutto appunti di lezione, editi tre secoli dopo la sua morte.
Le sue posizioni
clicca su una riga per vedere la provaEsiste un primo motore immobile, eterno, pensiero puro che pensa se stesso. Non è un dio personale: non crea il mondo e non se ne occupa.
Tutti gli uomini desiderano sapere, e la conoscenza comincia dai sensi. Ma poi la ragione trae l'universale dal particolare.
La scienza dimostrativa è possibile a partire da princìpi primi; ma ogni ambito ha il proprio grado di precisione (l'etica meno della matematica).
L'anima è la forma del corpo vivente: né una cosa separata (contro Platone), né semplice materia. La questione dell'intelletto separato resta dibattuta.
Siamo responsabili delle nostre azioni volontarie e, in parte, del nostro carattere, formato dalle nostre abitudini.
Il bene umano è oggettivo, fondato sulla natura umana, ma si giudica con saggezza pratica a seconda delle situazioni.
Un pensiero interamente razionale: anche il primo motore viene raggiunto per via di argomentazione, non per rivelazione.
Tutto tende a un fine, e il fine della vita umana è la felicità: l'attività dell'anima conforme alla virtù.
L'uomo è un animale razionale e politico: si realizza pienamente solo nella città.
La città è naturale e precede l'individuo; egli preferisce un regime misto e moderato.
Il fondatore dell'etica delle virtù: la virtù è una disposizione acquisita, un giusto mezzo tra due vizi.