Cicerone
La vera legge è la retta ragione, conforme alla natura.
Felici anche sotto tortura?
Dunque la virtù basta alla felicità: il saggio è sempre felice, anche nei tormenti.
La felicità richiede un bene che non si può perdere, e solo la virtù lo è, perché non dipende che da noi.
La virtù basta per essere felici? Si può essere felici in prigione, malati, in esilio, e perfino sotto tortura? Cicerone scrive questo libro poco dopo la morte della figlia, allontanato dal potere da Cesare. Difende la risposta più dura, quella degli stoici: sì, il saggio è sempre felice. Ma egli stesso riconosce che tutto dipende da una tesi: che il dolore e le sventure non siano veri mali.
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Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un saggio virtuoso, la cui virtù è stabile, per il quale solo l'onesto è un bene, e che tuttavia subisce un vero male sulla ruota: non è felice.
Obiezioni
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LL'ascoltatore (nel dialogo) attacca la premessa 4Si può restare giusti, coraggiosi e dignitosi in mezzo ai tormenti: si vive allora bene, ma non felicemente. Le vostre virtù che marciano insieme verso il cavalletto fanno un bel quadro. Ma la prudenza stessa vede che non tutte le persone buone sono felici: ricordiamo Attilio Regolo, torturato a morte dai Cartaginesi.
Cicerone risponde
Si può restare giusti, coraggiosi e dignitosi in mezzo ai tormenti: si vive allora bene, ma non felicemente. Le vostre virtù che marciano insieme verso il cavalletto fanno un bel quadro. Ma la prudenza stessa vede che non tutte le persone buone sono felici: ricordiamo Attilio Regolo, torturato a morte dai Cartaginesi.
Aristotele (Etica Nicomachea) 330 a.C. · attacca la premessa 3Anche la felicità ha bisogno dei beni esterni: è difficile agire bene senza mezzi, senza amici, senza salute. Quelli che dicono che l'uomo sulla ruota, o colpito da grandi sventure, è felice se è buono, parlano a vuoto, lo vogliano o no.
Cicerone risponde
Anche la felicità ha bisogno dei beni esterni: è difficile agire bene senza mezzi, senza amici, senza salute. Quelli che dicono che l'uomo sulla ruota, o colpito da grandi sventure, è felice se è buono, parlano a vuoto, lo vogliano o no.
Martha Nussbaum (La fragilità del bene) 1986 · attacca la premessa 2La virtù stessa non è al riparo dalla sorte. Sventure estreme possono spezzare il carattere di una persona buona, come Ecuba nella tragedia di Euripide, diventata crudele dopo la morte dei suoi figli. Far finta che la virtù dipenda solo da noi significa rifiutarsi di vedere la nostra vulnerabilità, che è anche ciò che dà valore ai nostri legami.
senza risposta
La virtù stessa non è al riparo dalla sorte. Sventure estreme possono spezzare il carattere di una persona buona, come Ecuba nella tragedia di Euripide, diventata crudele dopo la morte dei suoi figli. Far finta che la virtù dipenda solo da noi significa rifiutarsi di vedere la nostra vulnerabilità, che è anche ciò che dà valore ai nostri legami.