FilosofiCicerone

Cicerone

La vera legge è la retta ragione, conforme alla natura.

Nuova Accademia (scetticismo accademico) · Stoicismo106 a.C. · 43 a.C. ItaliaAccademico (Nuova Accademia)Oratore e uomo di StatoColui che ha portato la filosofia greca in latinoPensatore della legge naturale
In breve

Cicerone (106 a.C. · 43 a.C., Roma (Repubblica romana)): nuova accademia (scetticismo accademico) e stoicismo. Cicerone cerca ciò che è più probabile, non una certezza assoluta: fa parlare ogni scuola, poi giudica. In morale, conclude che il giusto e l'onesto derivano dalla natura e dalla ragione comune a tutti gli uomini, non dai voti né dalle consuetudini. Su AskPhilosophy: 4 argomenti ricostruiti, 5 citazioni verificate parola per parola sui testi originali, e 4 convinzioni comuni esaminate; ogni testo reca un badge di autenticità (scritto dall'autore, postumo, appunti di allievi, tramandato, apocrifo).

In 30 secondiCicerone cerca ciò che è più probabile, non una certezza assoluta: fa parlare ogni scuola, poi giudica. In morale, conclude che il giusto e l'onesto derivano dalla natura e dalla ragione comune a tutti gli uomini, non dai voti né dalle consuetudini. Da qui una sola legge per tutti i popoli, e una regola di vita: ciò che è disonesto non è mai veramente utile.
Perché è importante

Ha fatto parlare in latino la filosofia greca, e ha inventato una parte delle parole necessarie per farlo: molti termini filosofici europei passano per lui. Per secoli la morale e la politica si sono imparate nei suoi libri. La sua definizione di legge naturale, una stessa legge per tutti i popoli, ha alimentato Tommaso d'Aquino, Grozio, Locke e l'idea moderna di diritti universali.

La sua epoca

Celebre avvocato, console nel 63 a.C. (sventò la congiura di Catilina), visse la fine della Repubblica romana. Allontanato dal potere da Cesare, scrisse quasi tutti i suoi trattati filosofici in due anni (45-44), dopo la morte della figlia Tullia. Dopo l'assassinio di Cesare, attaccò Marco Antonio nei suoi discorsi: fu ucciso per ordine di quest'ultimo nel dicembre del 43.

Come leggerlo

Molti dei suoi libri sono dialoghi. Quando Balbo difende gli stoici o Cotta li attacca, non si tratta necessariamente delle idee di Cicerone: indichiamo sempre chi parla. Nei Doveri e nelle Tusculane, invece, parla lui in prima persona.

Le sue posizioni

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Dio esiste?Dio
AteismoTeismo
Dibattuto tra gli studiosi

Nelle Leggi parla a proprio nome di un «Dio supremo» che ha generato l'uomo. Nella Natura degli dèi fa attaccare tutte le prove da Cotta, poi conclude che la posizione dello stoico Balbo gli sembra «più vicina alla verosimiglianza». Credente nel probabile piuttosto che nel certo: gli studiosi discutono ancora sulla sincerità di questa conclusione.

Da dove viene ciò che sappiamo?Fonte della conoscenza
Empirismo (dall'esperienza)Razionalismo (dalla ragione)
Dibattuto tra gli studiosi

Non elabora una teoria sull'origine delle idee. Si fida dei sensi e di nozioni «abbozzate» in tutte le menti, ma il suo metodo consiste nel soppesare gli argomenti dei due lati per trovare il più probabile.

Possiamo raggiungere verità certe?Certezza
ScetticismoCertezza possibile
Affermato esplicitamente

Accademico: non si può afferrare nulla con certezza assoluta, ma si può seguire ciò che è probabile. Ne fa una libertà: non essendo legato ad alcun sistema, dice ogni giorno ciò che gli sembra più probabile.

La mente è qualcosa di diverso dalla materia?Mente e corpo
MaterialismoDualismo
Interpretazione prevalente

Nel Sogno di Scipione, «ciascuno è la propria mente, non questa figura che si può indicare col dito». Nelle Tusculane, filosofare significa imparare a staccare l'anima dal corpo. Ma esamina anche l'ipotesi in cui la morte estingue tutto, senza decidere.

Siamo davvero liberi?Libertà
Determinismo (nessun libero arbitrio)Libero arbitrio
Affermato esplicitamente

Nel Sul destino risponde a Crisippo a proprio nome: la natura fissa i nostri talenti e le nostre inclinazioni, non le nostre volontà; «se fosse così, nulla sarebbe in nostro potere». Correggere un vizio non dipende dalla natura, ma dalla volontà, dall'impegno, dalla disciplina. Da buon accademico, presenta questa tesi come la più probabile, con Carneade, contro il destino stoico.

Il bene e il male esistono oggettivamente?Statuto della morale
Antirealismo (la morale è un prodotto umano)Realismo morale (verità morali oggettive)
Affermato esplicitamente

Il giusto e l'onesto esistono per natura, non per opinione: se un voto bastasse a fare il diritto, basterebbe un voto per rendere giusto il furto.

La ragione può giudicare tutto, fede compresa?Fede e ragione
Primato della fede / del cuoreSolo la ragione giudica
Dibattuto tra gli studiosi

In filosofia vuole delle ragioni, ma difende anche la religione degli avi come istituzione di Roma. Il suo personaggio Cotta riassume questo duplice atteggiamento: come pontefice, crede alla tradizione senza prove; come filosofo, esige ragioni.

La vita ha un senso dato?Senso della vita
Nessun senso dato (assurdo, da creare)Senso oggettivo (natura, Dio, Bene)
Interpretazione prevalente

Non siamo nati per noi soli: la patria e gli amici hanno diritto a una parte della nostra vita. Nel Sogno di Scipione, coloro che hanno ben servito la patria hanno un posto in cielo.

Gli esseri umani sono naturalmente buoni?Natura umana
Fondamentalmente debole o corrottaFondamentalmente buona o perfettibile
Affermato esplicitamente

La natura ha posto in noi «scintille» di virtù, che le cattive abitudini soffocano. Ogni uomo, di qualunque popolo, può giungere alla virtù se prende la natura come guida.

Chi viene prima: l'individuo o la comunità?Individuo e società
Comunità, ordine, tradizioneLibertà individuale
Interpretazione prevalente

La patria viene prima dell'individuo, ed egli difende l'ordine della Repubblica e il Senato. Ma sostiene anche che le città furono fondate in primo luogo perché ciascuno conservasse i propri beni, e si oppone alla divisione egualitaria delle terre.

Che cosa rende buona un'azione?Fondamento della morale
Il dovere (deontologia)Le conseguenze (conseguenzialismo)Il carattere (etica delle virtù)Altro (legge divina, relazioni, creazione di valori…)
Interpretazione prevalente

Il suo libro s'intitola I doveri, ma tutto vi poggia sull'onesto, cioè sulle quattro virtù (saggezza, giustizia, fortezza, temperanza). Ciò che è onesto è l'unico bene, o il più grande.