FilosofiCicerone

Cicerone

La vera legge è la retta ragione, conforme alla natura.

Nuova Accademia (scetticismo accademico) · Stoicismo106 a.C. · 43 a.C. ItaliaAccademico (Nuova Accademia)Oratore e uomo di StatoColui che ha portato la filosofia greca in latinoPensatore della legge naturale
54 – 51 av.
Sulla repubblica essenziale

Dialogo in 6 libri sulla migliore costituzione, ambientato nel 129 a.C. Perduto nel Medioevo: circa un terzo fu ritrovato nel 1819 sotto un commento di Agostino (un palinsesto vaticano). Il libro VI, il Sogno di Scipione, è sopravvissuto separatamente, con il commento di Macrobio (verso il 430). La definizione della vera legge (III, 33) ci è nota solo attraverso una citazione di Lattanzio.

Trasmesso da altri
vers 52 av. (inachevé)
Sulle leggi essenziale

Dialogo tra Cicerone (Marco), suo fratello Quinto e Attico. Libro I: il diritto viene dalla natura. Incompiuto (3 libri conservati, almeno 5 previsti) e probabilmente pubblicato dopo la sua morte. Il nostro corpus contiene il libro I.

Scritto dall'autore, pubblicato postumo
45 av.
Tusculane essenziale

Cinque giorni di discussione nella sua villa di Tuscolo, scritti dopo la morte della figlia. Libro I: la morte non è un male; libro V: la virtù basta alla felicità. Parla Cicerone («M.») a un ascoltatore anonimo («A.»). Il nostro corpus contiene i libri I e V.

Scritto e pubblicato dall'autore
45 av.
Sulla natura degli dèi essenziale

Dialogo in 3 libri: l'epicureo Velleio, lo stoico Balbo (esistenza degli dèi, ordine del mondo, Provvidenza), l'accademico Cotta (che confuta Balbo). Il giovane Cicerone ascolta. Sono personaggi: alla fine Cicerone dice soltanto che Balbo gli sembra più vicino al probabile. Il nostro corpus contiene i libri II e III.

Parole di un personaggio
44 av.
I doveri (De officiis) essenziale

Lettera-trattato in 3 libri al figlio Marco, scritta nell'autunno del 44, in piena lotta contro Marco Antonio. Libro I: l'onesto; II: l'utile; III: i conflitti apparenti tra i due (l'anello di Gige). Segue lo stoico Panezio, ma «non da semplice traduttore». Non poté rileggerlo prima di morire.

Scritto e pubblicato dall'autore
44 av.
Lelio, ovvero Sull'amicizia

Dialogo dedicato ad Attico. Lelio, amico di Scipione morto da poco, parla dell'amicizia; la prefazione dice che esprime le idee di Cicerone.

Scritto e pubblicato dall'autore
45 av.
Dei termini estremi del bene e del male; Academica

La felicità secondo gli epicurei, gli stoici e i peripatetici; la conoscenza secondo l'Accademia. Non ancora nel nostro corpus.

Scritto e pubblicato dall'autore
44 av.
Della divinazione; Del fato

Una critica della divinazione e una difesa della libertà contro il fato degli stoici. Non ancora nel nostro corpus.

Scritto e pubblicato dall'autore
68 – 43 av.
Lettere (ad Attico, ai familiari…)

Più di 900 lettere, pubblicate dopo la sua morte: una testimonianza unica sulla fine della Repubblica. Non ancora nel nostro corpus.

Scritto dall'autore, pubblicato postumo