FilosofiAntonio Gramsci

Antonio Gramsci

Il potere si fonda sull'egemonia culturale, non soltanto sulla forza.

Marxismo1891 · 1937 ItaliaFilosofo marxistaTeorico politicoGiornalistaCofondatore del Partito Comunista d'Italia
Tutti gli uomini sono intellettuali, si potrebbe dire perciò; ma non tutti gli uomini hanno nella società la funzione di intellettuali
Tutti gli uomini sono intellettuali, si potrebbe dire perciò; ma non tutti gli uomini hanno nella società la funzione di intellettuali.
Verificata parola per parola
Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita
Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. (1917)
Verificata parola per parola
sono pessimista con l'intelligenza, ma ottimista per la volontà
Sono pessimista con l'intelligenza, ma ottimista per la volontà. (lettera al fratello Carlo, 19 dicembre 1929)
Verificata parola per parola
Stato = società politica + società civile, cioè egemonia corazzata di coercizione
Stato = società politica + società civile, cioè egemonia corazzata di coercizione.
Verificata parola per parola
Lo Stato era solo una trincea avanzata, dietro cui stava una robusta catena di fortezze e di casematte
Lo Stato era solo una trincea avanzata, dietro cui stava una robusta catena di fortezze e di casematte.
Verificata parola per parola

Idee sbagliate comuni

Da sfumare
«Pessimismo dell'intelligenza, ottimismo della volontà» è una formula di Romain Rolland, che Gramsci ha soltanto ripreso.

Nei nostri testi la formula è di Gramsci stesso. In una lettera al fratello Carlo (19 dicembre 1929) scrive «sono pessimista con l'intelligenza, ma ottimista per la volontà», e definisce pessimismo e ottimismo «stati d'animo volgari e banali» che il suo stato d'animo riunisce e supera. Ritorna come massima nei Quaderni (Q 1, §63, poi Q 9 e Q 28), dove conclude una nota sulla sobrietà di spirito: formare persone che non disperano davanti ai peggiori orrori e non si esaltano per ogni sciocchezza. La letteratura secondaria dice che altrove egli la cita come proveniente da Romain Rolland (L'Ordine Nuovo, 3 aprile 1920): non abbiamo potuto verificarlo, perché quel passo non è nel nostro corpus.

Da sfumare
Gramsci scrisse: «Il vecchio mondo sta morendo, il nuovo tarda ad apparire; ora è il tempo dei mostri.»

La frase circola in questa forma, ma non è il testo italiano dei nostri Quaderni (Q 3, §34). Lì Gramsci scrive: «La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati». Non c'è né «chiaroscuro» né «mostri». E la nota ha un significato preciso: una «crisi di autorità», in cui la classe dominante ha perso il consenso e non è più «dirigente», solo «dominante».

Falso
Per Gramsci basta vincere la battaglia culturale: l'economia passa in secondo piano.

Scrive l'opposto: «la riforma intellettuale e morale è sempre legata ad un programma di riforma economica, anzi il programma di riforma economica è il modo concreto con cui si presenta ogni riforma intellettuale e morale» (Q 8, §21). Per lui la parola egemonia non sostituisce l'economia: spiega perché la forza e l'economia non bastano.

Falso
Gramsci scrisse «Odio gli indifferenti» in carcere, contro il fascismo.

Il testo risale all'11 febbraio 1917, quando Gramsci aveva 25 anni: apparve ne La città futura, giornale di un solo numero della Federazione giovanile socialista piemontese. Il fascismo non esiste ancora e Gramsci è libero. Vi cita una frase del poeta Friedrich Hebbel: «vivere vuol dire essere partigiani». La versione inglese che circola è spesso abbreviata (4 paragrafi su 6).