FilosofiThomas Hobbes

Thomas Hobbes

Senza uno Stato, la vita sarebbe solitaria, brutale e breve.

Contratto sociale · Materialismo1588 · 1679 Regno UnitoFilosofo politicoTeorico del contratto socialeMaterialistaTraduttore di Tucidide e di Omero
Terze obiezioni (1641) e Leviatano, capp. 1 e 34

Ciò che pensa è un corpo

Che cosa sostiene

Dunque la cosa che pensa è un corpo: la mente non è altro che movimento in certe parti del corpo.

Perché

Pensare è un atto, che richiede un soggetto; quel soggetto è una sostanza, e sostanza e corpo sono la stessa cosa.

Valido

Nel 1641 Cartesio fece circolare le sue Meditazioni: penso, dunque sono una cosa che pensa, una mente distinta dal corpo. Hobbes, allora a Parigi, accettò il «penso, dunque sono» ma rifiutò il resto. Un pensiero ha bisogno di un soggetto che pensa, e nulla dice che quel soggetto non sia un corpo. Dieci anni dopo, nel Leviatano, si spinse oltre: una «sostanza incorporea» è una contraddizione in termini.

P1Pensare è un atto, e nessun atto può essere concepito senza un soggetto che lo compie: nessun pensiero senza una cosa che pensa, come nessuna passeggiata senza qualcuno che passeggia.
P2Il soggetto di un atto, ciò che rimane lo stesso sotto i suoi cambiamenti, è una sostanza.
P3«Sostanza» e «corpo» significano la stessa cosa: una sostanza incorporea è una contraddizione, come un quadrato rotondo. Tutto ciò che esiste nell'universo è corpo.
Dunque la cosa che pensa è un corpo: la mente non è altro che movimento in certe parti del corpo.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
L'argomento è valido senza alcuna premessa nascosta, e tutte e tre le premesse sono essenziali. Cartesio accetta P1 e P2: dice egli stesso che ogni pensiero presuppone una sostanza che pensa. Dunque tutto il disaccordo riguarda P3. Per Hobbes «sostanza» significa «corpo»; per Cartesio esistono due tipi di sostanza, l'una estesa, l'altra pensante. La domanda diventa: P3 è una scoperta sul mondo, o una semplice definizione che risolve in anticipo il dibattito?
Analogia. Hobbes paragona il cuore a una molla, i nervi a dei fili e le articolazioni a delle ruote. Un orologio «fa» l'ora senza che ci sia un'anima nell'orologio: sono pezzi in movimento. Per lui lo stesso vale per le nostre sensazioni e i nostri pensieri, solo con pezzi molto più fini.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

C
Cartesio 1641 · attacca la premessa 3

Il soggetto del pensiero è davvero una sostanza, una «materia metafisica» se si vuole, ma non per questo un corpo. Quasi tutti distinguono sostanze spirituali e sostanze corporee. E gli atti di pensiero (comprendere, volere, immaginare, sentire) non hanno alcuna affinità con gli atti del corpo (grandezza, figura, movimento): il pensiero differisce totalmente dall'estensione.

Hobbes risponde
Hobbes Risposta di Hobbes nel Leviatano (1651), senza nominare Cartesio
Una «sostanza incorporea» è come un «corpo incorporeo»: due parole i cui significati si contraddicono e che insieme non vogliono dire nulla, come un quadrilatero rotondo.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Cartesio risponderebbe che Hobbes non dimostra nulla: decide che «sostanza» significa «corpo», poi constata che una sostanza non corporea è contraddittoria. Il cartesiano, invece, parte da ciò che conosce: concepisce chiaramente il pensiero senza l'estensione (si veda l'argomento di Cartesio sulla distinzione tra anima e corpo).
Leibniz 1714 · attacca la premessa 3

Immagina una macchina che pensa, ingrandita al punto che vi si possa entrare come in un mulino. Vi si troverebbero solo pezzi che si spingono l'un l'altro, e mai nulla che spieghi una percezione. Dei corpi in movimento non spiegano che si provi qualcosa.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1714, dopo la morte dell'autore (1679).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Un materialista risponderebbe che l'argomento prova soltanto la nostra ignoranza: visitando un mulino, non si vede nemmeno la farina «nell'atto di essere» farina. Ma la domanda di Leibniz è rimasta viva: oggi si chiama «problema difficile della coscienza».
Obiezione anticipata da Hobbes attacca la conclusione

Se tutto è corpo, allora Dio e gli angeli, che la religione chiama spiriti, non sono nulla.

Hobbes risponde
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Hobbes
Non ne consegue che gli spiriti non siano nulla: hanno delle dimensioni, sono dunque realmente dei corpi, semplicemente invisibili. Il nome «incorporeo» è un titolo d'onore che si dà a Dio per pietà, non una descrizione della sua natura, che è incomprensibile.
Il dibattito continua (nostra sintesi) I suoi avversari dell'epoca vi videro un ateismo mascherato: un Dio corporeo non è più il Dio dei teologi. Hobbes sosteneva che fosse una lettura fedele della Scrittura.