FilosofiFriedrich Nietzsche

Friedrich Nietzsche

Dio è morto: occorre creare nuovi valori.

Filosofia nietzscheana (prospettivismo)1844 · 1900 GermaniaCritico della moraleProspettivistaAteoFilologo
Crepuscolo degli idoli, 1888, «Scorribande di un inattuale», § 19-20

Niente è bello, solo l'uomo è bello

Che cosa sostiene

Dunque niente è bello in sé: solo l'uomo è bello, e tutta l'estetica poggia su questa ingenuità, che ne è la prima verità.

Perché

L'uomo considera bello tutto ciò che gli rimanda la propria immagine: il giudizio «bello» parla di lui, non delle cose.

Valido con una premessa implicita

Quando diciamo di un paesaggio, di un volto o di un dipinto «è bello», crediamo di parlare del mondo. Nietzsche pensa che parliamo di noi stessi. L'uomo si pone al centro: considera bello tutto ciò che gli rimanda la propria immagine, e brutto tutto ciò che gli ricorda la malattia, la stanchezza e la morte. La bellezza dunque non viene dalle cose: l'uomo ve l'ha messa, poi l'ha dimenticato. Di qui la formula: «Niente è bello, solo l'uomo è bello».

P1Il «bello in sé» non è che una parola, nemmeno un concetto: il nostro senso del bello è quanto di più limitato vi sia, e non lo si può pensare separato dal piacere che l'uomo prova per l'uomo.
P2L'uomo si rispecchia nelle cose: considera bello tutto ciò che gli rimanda la sua immagine. Il giudizio «bello» è la vanità della sua specie.
P3Anche il giudizio «brutto» viene dal corpo: tutto ciò che è brutto indebolisce e rattrista l'uomo, gli ricorda la decomposizione, il pericolo e l'impotenza. Giudichiamo brutto ciò che fa pensare alla degenerazione.
P4 · premessa implicitaSe il giudizio «bello» non fa che riflettere l'uomo e i suoi istinti, e se il «bello in sé» non è un concetto, allora la bellezza non è nelle cose.
Dunque niente è bello in sé: solo l'uomo è bello, e tutta l'estetica poggia su questa ingenuità, che ne è la prima verità.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui il giudizio «bello» riflette l'uomo e i suoi istinti, e in cui tuttavia la bellezza sarebbe nelle cose: per esempio se i nostri istinti si fossero formati per individuare una qualità reale (come l'occhio si è formato per individuare la luce). Nietzsche esclude questo caso dicendo che il «bello in sé» non è nemmeno un concetto.
Con P4 l'argomento è valido: il bello in sé non è un concetto (P1), il giudizio «bello» riflette l'uomo (P2) e viene dai suoi istinti (P3); dunque, in base a P4, la bellezza non è nelle cose.
Analogia. Un bambino disegna un sole con un volto sorridente. Il sole non ha volto: ce l'ha messo il bambino. Nietzsche dice lo stesso della bellezza del mondo: vi abbiamo messo la nostra, poi abbiamo dimenticato di avercela messa.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Immanuel Kant 1790 · attacca la premessa 2

Il gusto è la facoltà di giudicare un oggetto mediante una soddisfazione priva di qualsiasi interesse. Se consideriamo bello ciò che lusinga l'immagine che abbiamo di noi stessi, o ciò che è buono per noi, abbiamo un interesse: siamo nel piacevole, non nel bello. Il giudizio di gusto puro esige dunque di mettere da parte ciò che vogliamo.

Nietzsche risponde
vedi l'argomento
Nietzsche 1887 · Risposta di Nietzsche (Genealogia della morale, III, 6)
Nietzsche cita la definizione di Kant («il bello è ciò che piace senza interesse»), poi la contrappone a quella di Stendhal, che parla da vero spettatore e artista: il bello è «una promessa di felicità». Scrive che alla definizione di Kant manca una fine esperienza personale, e che Kant ha pensato il bello soltanto da spettatore.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Nietzsche risponde alla definizione di Kant, non a questa precisa obiezione. I kantiani replicano che un giudizio può nascere da un desiderio senza trovare in esso la propria prova: riconoscere la bellezza di una cosa è diverso dal desiderarla. Nietzsche pensa invece che questa separazione sia un'illusione da spettatore.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Questione aperta. Disaccordo di fondo: il piacere estetico può essere separato da ogni interesse (Kant), o è sempre legato al desiderio e alla vita (Stendhal, Nietzsche)?
Platone 380 a.C. · attacca la premessa 1

Esiste un Bello in sé, eterno e sempre identico: non è bello sotto un aspetto e brutto sotto un altro, né bello per gli uni e brutto per gli altri. Le cose belle di questo mondo ne sono soltanto riflessi. L'uomo si eleva, di bel corpo in bel corpo, fino alla visione di questo Bello.

Nietzsche risponde
vedi l'argomento
Nietzsche 1888 · Risposta di Nietzsche (anticipata, sul «bello in sé»)
Nietzsche scrive che l'uomo si figura che il mondo stesso sia colmo di bellezza, ma dimentica di essere lui la causa di quella bellezza: è lui solo ad averlo ricolmato di essa.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Nietzsche non cita Platone in questo passo. I platonici rispondono che l'origine del nostro gusto (l'istinto della specie) non dice se quel gusto sia giusto, così come il modo in cui abbiamo imparato la matematica non dice nulla della sua verità.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Questione aperta. Sapere da dove viene la nostra idea del bello (Nietzsche) non risolve la questione se essa corrisponda a qualcosa (Platone).
R
Ronald Hepburn 1966 · attacca la conclusione

Davanti a un paesaggio, a un temporale o a un cielo stellato, che nessuno ha fatto né composto, proviamo bellezza senza ritrovarvi la nostra immagine. L'estetica, incentrata sull'arte, ha trascurato questa bellezza naturale: essa non si spiega come uno specchio tenuto davanti all'uomo.

Nietzsche risponde
Nietzsche 1888 · Risposta di Nietzsche (il mondo «umanizzato»)
Nietzsche si chiede se il mondo sia davvero abbellito per il fatto che l'uomo lo trova bello. L'uomo lo ha soltanto reso umano: nulla prova che l'uomo sia il modello della bellezza. Chi sa che effetto farebbe agli occhi di un giudice di gusto superiore?
Il dibattito continua (nostra sintesi) Nietzsche mira all'idea che il mondo sia bello «in sé»; Hepburn non è tenuto a difenderla. Hepburn sostiene soltanto che l'esperienza della natura non si riduce all'amore di sé. Il dibattito verte su questo punto: possiamo provare la bellezza di un paesaggio in cui l'uomo non ha posto senza avercelo messo con l'immaginazione?
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Questione aperta. Nessuna risposta largamente accettata: l'estetica della natura resta un ambito in cui i filosofi sono divisi.