Parménide
Ciò che è, è; ciò che non è non può né essere pensato né essere detto: l'essere non ha né nascita né fine.
La sua vita
Parmenide di Elea (ca. 515-450 a.C.) fu un filosofo greco dell'Italia meridionale. Scrisse un poema, Sulla natura, di cui sopravvivono frammenti: una dea distingue la via della verità, che afferma che l'essere è e non può né nascere né perire, dalla via delle opinioni dei mortali. Il suo appello alla sola ragione contro i sensi influenzò Platone e la metafisica successiva, e il suo seguace Zenone lo difese con dei paradossi.
Le sue opere
La Via della verità sostiene che l'essere è uno, senza nascita né fine, e che ciò che non è non può essere pensato.
Cosa ha scritto
« Infatti pensare ed essere sono la stessa cosa. »
τὸ γὰρ αὐτὸ νοεῖν ἐστίν τε καὶ εἶναι.
« Bisogna dire e pensare che ciò che è, è: infatti l'essere è, e il nulla non è. »
Χρὴ τὸ λέγειν τε νοεῖν τ΄ ἐὸν ἔμμεναι· ἔστι γὰρ εἶναι, μηδὲν δ΄ οὐκ ἔστιν
« Non fu mai né sarà, poiché è ora, tutto insieme, uno, continuo. »
οὐδέ ποτ΄ ἦν οὐδ΄ ἔσται, ἐπεὶ νῦν ἔστιν ὁμοῦ πᾶν, ἕν, συνεχές
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaSolo il ragionamento raggiunge ciò che veramente è; i sensi danno una semplice opinione su un mondo di mutamento.
Parménide, Poème (Voie de la vérité, v. 475 av. J.-C.)
La Via della verità pretende di raggiungere una verità necessaria sull'essere: ciò che è non può non essere.
Parménide, Poème (Voie de la vérité, v. 475 av. J.-C.)