DomandeLa mente è il cervello?L'uovo: la materia può pensare
La mente è il cervello?La mente viene dalla materia

L'uovo: la materia può pensare

Denis Diderot 1713 · 1784Raccogliere tutto il sapere umano nell'Encyclopédie.
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Che cosa sostiene

Dunque la sensibilità e il pensiero provengono dalla materia organizzata: non c'è che una sostanza, nell'universo come nell'uomo.

Perché

Nell'uovo, la materia inerte diventa un essere che sente e pensa; spiegarlo con un elemento nascosto non materiale non spiega nulla.

In breve

«L'uovo: la materia può pensare» è un argomento di Denis Diderot (Il sogno di d'Alembert, 1769) sulla domanda «La mente è il cervello?» (risposta: la mente viene dalla materia). La sua tesi: Dunque la sensibilità e il pensiero provengono dalla materia organizzata: non c'è che una sostanza, nell'universo come nell'uomo. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 4 premesse. AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Il sogno di d'Alembert, 1769
Valido

Guarda un uovo. All'inizio, una massa che non sente nulla. Con un po' di calore, ne esce un pulcino che vede, grida, soffre, desidera. Per Diderot non c'è bisogno di immaginare un'anima che sarebbe entrata nell'uovo: la materia organizzata basta a produrre la sensibilità, poi il pensiero. Lo dice a proprio nome, ma in un dialogo che non ha mai pubblicato.

P1Nell'uovo, la materia inerte, con il solo calore e il movimento, diventa un essere che sente, ricorda, desidera e pensa.
P2Per evitarlo, bisognerebbe supporre un elemento non materiale nascosto nell'uovo, di cui non si può dire né dove fosse, né come sia arrivato, né se occupi spazio.
P3Quando si vede prodursi un effetto, bisogna ammetterlo anche senza comprendere il nesso; e non sostituirlo con una causa inconcepibile che crea più difficoltà di quante ne risolva.
P4Ci sono solo due partiti: un elemento nascosto non materiale, o una sensibilità che appartiene alla materia stessa, una volta organizzata.
Dunque la sensibilità e il pensiero provengono dalla materia organizzata: non c'è che una sostanza, nell'universo come nell'uomo.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
L'argomento è valido e ogni premessa è indispensabile. Non contiene premesse nascoste, ma la sua forza poggia su P3: una regola di metodo, che dice di preferire la causa che si vede agire, anche se non si comprende come agisca. I dualisti attaccano questa regola (Leibniz) o P4 (Cartesio: lo spirito non può appartenere a una cosa divisibile).
Analogia. Un impasto crudo diventa una torta nel forno. Nessuno pensa che uno «spirito della torta» sia entrato nel forno: il calore ha riorganizzato la materia. Diderot dice la stessa cosa dell'uovo che diventa pulcino, poi del bambino che diventa uno studioso.

Obiezioni

4

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

D
D'Alembert (nel dialogo) attacca la premessa 4

Se la sensibilità è una proprietà generale della materia, allora la pietra deve sentire. È difficile da credere.

Diderot risponde
Diderot Nel dialogo
La pietra ha solo una sensibilità «inerte», come una forza che non si muove ancora. Diventa attiva quando la materia è assimilata e organizzata: mangiando, trasformate un alimento in carne sensibile; si potrebbe fare lo stesso con del marmo ridotto in terra.
C
Cartesio 1641 · attacca la premessa 4

Il corpo è sempre divisibile, la mente no: non esiste mezzo pensiero. Una cosa indivisibile non può essere una proprietà di una cosa divisibile; la mente, dunque, non è materia.

Diderot risponde
Diderot Nel Sogno, contro d'Alembert, che riprende questo argomento
Tutte le qualità della materia sono indivisibili. Esiste la metà di un corpo rotondo, ma non la metà della rotondità. Dunque l'indivisibilità del pensiero non prova che esso appartenga a qualcosa di diverso dalla materia.
Leibniz (il mulino) 1714 · attacca la premessa 3

Ingrandite una macchina che pensa fino a poterci entrare come in un mulino: vi vedrete soltanto pezzi che si spingono l'un l'altro, mai una percezione. Se la materia producesse il pensiero, dovremmo poter capire come. Ammettere un effetto privo di un legame concepibile non significa spiegarlo.

Diderot risponde
Diderot Nel Sogno (risposta a d'Alembert; Leibniz non è nominato)
Come fate a sapere che la sensibilità è incompatibile con la materia? Non conoscete l'essenza né della materia né della sensibilità. Non comprendiamo meglio come il movimento passi da un corpo all'altro, eppure lo ammettiamo.
Il «problema difficile» della coscienza (Chalmers) 1995 · attacca la premessa 1

L'uovo mostra che il pensiero compare con una materia organizzata, non che la materia lo spieghi. Possiamo descrivere tutto ciò che fa un cervello senza spiegare perché ci sia qualcosa che si prova a essere. La correlazione non è produzione.

senza risposta
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1995, dopo la morte dell'autore (1784).