DomandeLa scienza può spiegare tutto?Contro il metodo: nessuna regola ha fatto progredire la scienza
La scienza può spiegare tutto?Una costruzione umana

Contro il metodo: nessuna regola ha fatto progredire la scienza

«Anything goes» («tutto va bene»): l'anarchismo teorico di Feyerabend

Paul Feyerabend 1924 · 1994Il linguaggio degli stati mentali è una teoria, che la scienza può correggere o sostituire.
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Che cosa sostiene

Dunque nessuna regola fissa di metodo deve essere imposta alla scienza: l'unico principio che non ostacola il progresso è «anything goes», e la scienza ha molta meno autorità teorica di quanto si dica.

Perché

Ogni regola del metodo è stata violata a un certo punto, e quelle violazioni sono state necessarie al progresso della scienza.

La stessa idea attraverso la storia
John Stuart Mill1859Feyerabend si appoggia a Sulla libertà di Mill: perché la conoscenza progredisca, bisogna lasciar vivere opinioni rivali, anche quelle che sembrano false. Applica questa idea al metodo scientifico e se ne serve per difendere la proliferazione delle teorie.
Galileo Galilei1632Galileo è l'esempio centrale di Feyerabend. Per far accettare che la Terra si muove, un'idea contraria all'esperienza del suo tempo, Galileo non si limitò ad argomentare: secondo Feyerabend, fece ricorso anche alla propaganda e a espedienti stilistici, ed è questo che lo fece vincere.
Paul Feyerabend1975Contro il metodo (1975, ed. riviste 1988 e 1993) avanza una tesi storica (ogni regola è stata violata da grandi scoperte) e uno slogan, «anything goes». Feyerabend stesso dice che lo slogan è un'ironia (si veda la prefazione del 1993 più sotto).
In breve

«Contro il metodo: nessuna regola ha fatto progredire la scienza» è un argomento di Paul Feyerabend (Contro il metodo (Against Method), 1975, 3ª ed. 1993, 1975) sulla domanda «La scienza può spiegare tutto?» (risposta: una costruzione umana). La sua tesi: Dunque nessuna regola fissa di metodo deve essere imposta alla scienza: l'unico principio che non ostacola il progresso è «anything goes», e la scienza ha molta meno autorità teorica di quanto si dica. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 3 premesse. AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Contro il metodo (Against Method), 1975, 3ª ed. 1993
Valido

Si dice spesso che la scienza avanzi grazie a un metodo: osservare, formulare ipotesi, metterle alla prova, abbandonare quelle che l'esperienza contraddice. Paul Feyerabend, filosofo austriaco, ha esaminato da vicino la storia delle scoperte. Vi trova che non esiste alcuna regola di metodo che non sia stata violata, a un certo punto, dai grandi scienziati, e che queste deviazioni sono state talvolta necessarie al progresso. Galileo, per esempio, difese una Terra in movimento quando l'esperienza quotidiana sembrava dire il contrario, e vi riuscì con mezzi che non erano tutti argomenti. Feyerabend ne conclude che nessuna regola fissa dovrebbe essere imposta alla scienza, e che la scienza non ha l'autorità teorica che le si attribuisce. Riassume tutto questo nella formula «anything goes» («qualsiasi cosa va bene»), che egli stesso dice essere un'ironia, non un principio che difenderebbe. Collochiamo l'argomento sotto «Una costruzione umana» perché fa delle scelte e delle circostanze umane il motore della scienza. Molti filosofi ritengono che la conclusione vada troppo oltre rispetto a ciò che la storia mostra.

P1Non esiste alcuna regola di metodo, per quanto plausibile e per quanto ben fondata appaia, che non sia stata violata prima o poi nella storia della scienza.
P2Queste violazioni non sono incidenti né errori di distrazione: sono state necessarie al progresso (così Galileo, che difese un'idea contraria all'esperienza comune con mezzi che non erano tutti argomenti).
P3 · premessa implicitaUna regola fissa che vieta ciò che è stato necessario al progresso ostacola il progresso; solo un principio che non vieta nulla in anticipo, «anything goes», non lo ostacola mai.
P4Credere in un insieme unico di regole che avrebbe sempre condotto al successo è una chimera; senza di ciò, l'autorità teorica della scienza è molto più piccola di quanto si supponga.
Dunque nessuna regola fissa di metodo deve essere imposta alla scienza: l'unico principio che non ostacola il progresso è «anything goes», e la scienza ha molta meno autorità teorica di quanto si dica.

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Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P3, si potrebbero accettare P1 e P2 e dire che il metodo è una regola d'uso e non una legge, che si può seguire in generale e violare consapevolmente, come un codice della strada. Non se ne concluderebbe che «anything goes».
L'argomento è valido. P1 e P2 forniscono la tesi storica: le regole sono state violate, e a ragione. P3 ne ricava che le regole fisse ostacolano il progresso. P4 collega questo all'autorità della scienza. Il dibattito riguarda P1 (la tesi storica è vera per ogni regola, e non solo per alcune regole troppo semplici come la confutazione immediata?) e P3: da «le regole semplici hanno fallito» si può passare a «nessuna regola vale qualcosa», oppure serve un metodo più raffinato?
Analogia. Un allenatore dà alla sua squadra delle regole di gioco. La storia del calcio mostra che i più bei gol sono stati spesso segnati infrangendole. Feyerabend ne trae che il miglior consiglio è non fissare alcuna regola; i suoi avversari direbbero che ciò mostra soltanto che le regole devono essere consigli intelligenti.

Obiezioni

4

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

I
Imre Lakatos 1970 · attacca la premessa 3

Lakatos ammette che il falsificazionismo ingenuo («un esperimento contrario confuta la teoria») non regge, ma propone un metodo più raffinato: si giudicano interi «programmi di ricerca». Un programma è progressivo se predice fatti nuovi, ed è degenerativo se si limita ad aggiustamenti a posteriori. La storia può così essere ricostruita in modo razionale, senza che «qualsiasi cosa vada bene».

Feyerabend risponde
Feyerabend Feyerabend (Contro il metodo, 3ª ed., nota al cap. 15)
Feyerabend risponde che il metodo di Lakatos non vieta quasi nulla: vieta soltanto di presentare come progressivo un programma che degenera, ma non di utilizzarlo. I suoi criteri permettono a un criminale di commettere tutti i crimini che vuole, purché non menta mai a loro riguardo.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Lakatos morì nel 1974, prima della pubblicazione del libro, quindi la risposta non ha replica da parte sua. I seguaci di Lakatos rispondono che i criteri di un programma progressivo non sono vuoti, poiché permettono di confrontare i programmi nel tempo.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Nostra sintesi: un disaccordo di fondo su che cosa sia una regola di metodo. Per Lakatos, criteri flessibili bastano a mantenere la razionalità della scienza; per Feyerabend, un criterio che non vieta nulla in anticipo non è più una regola.
Karl Popper 1963 · attacca la premessa 3

Per Popper, ciò che fa la scienza è l'esigenza di critica: ogni test serio di una teoria è un tentativo di confutarla. Questa esigenza è la regola di metodo che Feyerabend attacca per prima.

Feyerabend risponde
vedi l'argomento
Feyerabend Feyerabend (Contro il metodo, 3ª ed., cap. 15)
Feyerabend scrive che un rigoroso principio di falsificazione cancellerebbe la scienza così come la conosciamo e non le avrebbe mai permesso di cominciare. Spiega che le nuove teorie sono dapprima limitate a un piccolo dominio di fatti e si estendono solo lentamente.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Questo confronto è una nostra messa a confronto di due testi: Feyerabend scrive anche contro Popper in questo libro, ma non abbiamo trovato alcuna risposta diretta di Popper a questo argomento.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Nostra sintesi: l'obiezione di Feyerabend riguarda soprattutto la versione semplice della confutazione. I popperiani sostengono che una versione più raffinata della confutazione le sfugga; Feyerabend ritiene che allora si perda la regola.
A
Alan Sokal e Jean Bricmont 1997 · attacca la conclusione

Sokal e Bricmont ritengono che Feyerabend mescoli osservazioni corrette sui limiti di regole troppo semplici con conclusioni molto più forti, relativiste, che la storia non autorizza. Per loro si può riconoscere che la scienza non ha un unico metodo meccanico, pur sostenendo che i suoi risultati hanno un valore superiore a quelli di altre tradizioni, perché l'esperienza li controlla.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1997, dopo la morte dell'autore (1994).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Nostra sintesi: Feyerabend è morto nel 1994, prima della pubblicazione del libro di Sokal e Bricmont. Da parte sua scrive che la scienza è «solo uno dei molti strumenti» (3ª ed.), ma anche che non è contro una scienza ben compresa. Il dibattito sul valore della scienza rispetto alle altre tradizioni resta aperto.
Paul Feyerabend (prefazione del 1993) 1993 · attacca la conclusione

Feyerabend stesso precisa la portata della formula: «anything goes» non è un principio che egli sostiene (pensa che i principi non possano essere usati al di fuori della concreta situazione di ricerca), ma l'esclamazione terrorizzata di un razionalista che guarda più da vicino la storia. Spiega che il suo amico Lakatos amava l'ironia e che anch'egli ha talvolta scritto in questo tono.

senza risposta
Feyerabend non ha mai risposto a questa obiezione.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Questa precisazione cambia la lettura del libro: il «principio» è la conclusione di un razionalista che constata che le sue regole non bastano, non la tesi di Feyerabend. Resta da chiedersi se la tesi di fondo, secondo cui nessuna regola fissa è valida, sia giusta; è l'argomento delle altre obiezioni.