Contro il metodo: nessuna regola ha fatto progredire la scienza
«Anything goes» («tutto va bene»): l'anarchismo teorico di Feyerabend
Dunque nessuna regola fissa di metodo deve essere imposta alla scienza: l'unico principio che non ostacola il progresso è «anything goes», e la scienza ha molta meno autorità teorica di quanto si dica.
Ogni regola del metodo è stata violata a un certo punto, e quelle violazioni sono state necessarie al progresso della scienza.
«Contro il metodo: nessuna regola ha fatto progredire la scienza» è un argomento di Paul Feyerabend (Contro il metodo (Against Method), 1975, 3ª ed. 1993, 1975) sulla domanda «La scienza può spiegare tutto?» (risposta: una costruzione umana). La sua tesi: Dunque nessuna regola fissa di metodo deve essere imposta alla scienza: l'unico principio che non ostacola il progresso è «anything goes», e la scienza ha molta meno autorità teorica di quanto si dica. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 3 premesse. AskPhilosophy presenta 4 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Si dice spesso che la scienza avanzi grazie a un metodo: osservare, formulare ipotesi, metterle alla prova, abbandonare quelle che l'esperienza contraddice. Paul Feyerabend, filosofo austriaco, ha esaminato da vicino la storia delle scoperte. Vi trova che non esiste alcuna regola di metodo che non sia stata violata, a un certo punto, dai grandi scienziati, e che queste deviazioni sono state talvolta necessarie al progresso. Galileo, per esempio, difese una Terra in movimento quando l'esperienza quotidiana sembrava dire il contrario, e vi riuscì con mezzi che non erano tutti argomenti. Feyerabend ne conclude che nessuna regola fissa dovrebbe essere imposta alla scienza, e che la scienza non ha l'autorità teorica che le si attribuisce. Riassume tutto questo nella formula «anything goes» («qualsiasi cosa va bene»), che egli stesso dice essere un'ironia, non un principio che difenderebbe. Collochiamo l'argomento sotto «Una costruzione umana» perché fa delle scelte e delle circostanze umane il motore della scienza. Molti filosofi ritengono che la conclusione vada troppo oltre rispetto a ciò che la storia mostra.
clicca su una premessa per rifiutarla
Senza la premessa implicita: Senza P3, si potrebbero accettare P1 e P2 e dire che il metodo è una regola d'uso e non una legge, che si può seguire in generale e violare consapevolmente, come un codice della strada. Non se ne concluderebbe che «anything goes».
Obiezioni
4Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
IImre Lakatos 1970 · attacca la premessa 3Lakatos ammette che il falsificazionismo ingenuo («un esperimento contrario confuta la teoria») non regge, ma propone un metodo più raffinato: si giudicano interi «programmi di ricerca». Un programma è progressivo se predice fatti nuovi, ed è degenerativo se si limita ad aggiustamenti a posteriori. La storia può così essere ricostruita in modo razionale, senza che «qualsiasi cosa vada bene».
Feyerabend risponde
Lakatos ammette che il falsificazionismo ingenuo («un esperimento contrario confuta la teoria») non regge, ma propone un metodo più raffinato: si giudicano interi «programmi di ricerca». Un programma è progressivo se predice fatti nuovi, ed è degenerativo se si limita ad aggiustamenti a posteriori. La storia può così essere ricostruita in modo razionale, senza che «qualsiasi cosa vada bene».
Karl Popper 1963 · attacca la premessa 3Per Popper, ciò che fa la scienza è l'esigenza di critica: ogni test serio di una teoria è un tentativo di confutarla. Questa esigenza è la regola di metodo che Feyerabend attacca per prima.
Feyerabend risponde
Per Popper, ciò che fa la scienza è l'esigenza di critica: ogni test serio di una teoria è un tentativo di confutarla. Questa esigenza è la regola di metodo che Feyerabend attacca per prima.
AAlan Sokal e Jean Bricmont 1997 · attacca la conclusioneSokal e Bricmont ritengono che Feyerabend mescoli osservazioni corrette sui limiti di regole troppo semplici con conclusioni molto più forti, relativiste, che la storia non autorizza. Per loro si può riconoscere che la scienza non ha un unico metodo meccanico, pur sostenendo che i suoi risultati hanno un valore superiore a quelli di altre tradizioni, perché l'esperienza li controlla.
senza risposta
Sokal e Bricmont ritengono che Feyerabend mescoli osservazioni corrette sui limiti di regole troppo semplici con conclusioni molto più forti, relativiste, che la storia non autorizza. Per loro si può riconoscere che la scienza non ha un unico metodo meccanico, pur sostenendo che i suoi risultati hanno un valore superiore a quelli di altre tradizioni, perché l'esperienza li controlla.
Paul Feyerabend (prefazione del 1993) 1993 · attacca la conclusioneFeyerabend stesso precisa la portata della formula: «anything goes» non è un principio che egli sostiene (pensa che i principi non possano essere usati al di fuori della concreta situazione di ricerca), ma l'esclamazione terrorizzata di un razionalista che guarda più da vicino la storia. Spiega che il suo amico Lakatos amava l'ironia e che anch'egli ha talvolta scritto in questo tono.
senza risposta
Feyerabend stesso precisa la portata della formula: «anything goes» non è un principio che egli sostiene (pensa che i principi non possano essere usati al di fuori della concreta situazione di ricerca), ma l'esclamazione terrorizzata di un razionalista che guarda più da vicino la storia. Spiega che il suo amico Lakatos amava l'ironia e che anch'egli ha talvolta scritto in questo tono.