DomandeL'essere umano è buono per natura?Il salice e l'acqua che turbina: una natura neutra, che viene plasmata
L'essere umano è buono per natura?Né buono né cattivo

Il salice e l'acqua che turbina: una natura neutra, che viene plasmata

Il salice e le coppe; l'acqua che turbina; «la natura non è né buona né cattiva»

Gaozi ca. 420 a.C. · ca. 350 a.C.La natura umana non è né buona né cattiva: assume la forma che le viene data, come il salice o l'acqua.
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Che cosa sostiene

Dunque la natura umana non è né buona né cattiva: ciò che gli uomini diventano dipende dalla direzione che viene loro data.

Perché

La natura è ciò che viene con la vita, come l'acqua che scorre a est o a ovest: la bontà è una forma che le viene data.

La stessa idea attraverso la storia
Confucio500 a.C.Confucio dice che gli uomini sono vicini per natura e che è la pratica a separarli, senza dire se il fondo comune sia buono o cattivo. Gaozi colma questo silenzio con una risposta netta: né l'uno né l'altro.
Gaozi320 a.C.Gaozi (IV secolo a.C.), contemporaneo di Mencio, non ha lasciato alcuno scritto. Le sue idee ci sono note solo attraverso il libro di Mencio, suo avversario: vanno quindi lette con questa cautela.
John Dewey1922Ventitré secoli dopo, John Dewey sostiene un'idea affine: la nostra natura originaria fornisce materiali grezzi, e sono le consuetudini a dar loro forma.
In breve

«Il salice e l'acqua che turbina: una natura neutra, che viene plasmata» è un argomento di Gaozi (Mencio 6A.1-4 e 6A.6 (parole di Gaozi, IV secolo a.C.), 320 a.C.) sulla domanda «L'essere umano è buono per natura?» (risposta: né buono né cattivo). La sua tesi: Dunque la natura umana non è né buona né cattiva: ciò che gli uomini diventano dipende dalla direzione che viene loro data. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 5 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Mencio 6A.1-4 e 6A.6 (parole di Gaozi, IV secolo a.C.)
Valido con una premessa implicita

E se la domanda fosse mal posta? Gaozi, nel libro di Mencio, rifiuta tanto «buona» quanto «cattiva»: la natura umana è una materia prima, come il salice con cui si intrecciano le coppe, o l'acqua che turbina e scorre a est o a ovest a seconda del passaggio che le si apre. Ciò che rende gli uomini buoni o cattivi è dunque la forma che viene loro data: l'educazione, l'esempio, il governo. Gaozi non ci ha lasciato alcuno scritto: tutto il suo pensiero ci viene dal libro 6A di Mencio, che lo confuta. La forma da P1 a P4 è una nostra ricostruzione a partire da questi passi (6A.1-6A.4 e 6A.6).

P1La natura è ciò che viene con la vita: gli appetiti per il cibo e il piacere. Ciò che è in noi fin dalla nascita non è, in sé, né virtuoso né vizioso.
P2Questa natura è come l'acqua che turbina: aprile un passaggio a est, e scorre a est; a ovest, e scorre a ovest. Non distingue da sé il bene dal male, come l'acqua non distingue l'est dall'ovest.
P3La benevolenza e la giustizia sono una forma data a questa materia, come la coppa è fatta con il salice: si aggiungono alla natura, non ne escono da sole.
P4 · premessa implicitaUna materia che può ricevere indifferentemente l'una o l'altra forma non è in sé né buona né cattiva, e ciò che se ne fa dipende da ciò che le si fa.
Dunque la natura umana non è né buona né cattiva: ciò che gli uomini diventano dipende dalla direzione che viene loro data.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un caso in cui la natura è paragonata all'acqua, la bontà è una forma data dall'esterno, ma la materia ha una pendenza naturale verso il bene: la natura allora non è neutra.
Con le sue quattro premesse, la conclusione segue. Il punto debole è P4: una materia che assume più forme può comunque avere dei pendii, come un legno che si piega più facilmente da un lato che dall'altro. Mencio attacca proprio lì: l'acqua, dice, non sceglie tra est e ovest, ma sceglie tra l'alto e il basso. E anche P1 è contestabile: definire la natura da ciò che viene con la vita mette sullo stesso piano l'uomo, il cane e il bue, cosa che Mencio gli rimprovera in 6A.3.
Analogia. L'argilla: un vasaio può farne tanto una ciotola quanto un'arma. L'argilla non è né ciotola né arma, e nessuno la dice «buona» o «cattiva». Gaozi vuole che l'uomo alla nascita sia argilla; Mencio risponde che l'argilla umana ha una pendenza.

Obiezioni

5

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

M
Mencio 320 a.C. · attacca la premessa 3

Per fare una coppa bisogna tagliare e rovinare il salice. Se la bontà si fabbricasse allo stesso modo, bisognerebbe fare violenza all'uomo per renderlo buono. Una simile dottrina spingerebbe tutti gli uomini a vedere nella benevolenza e nella giustizia delle calamità.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Gaozi nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il testo non conserva alcuna risposta di Gaozi. Si potrebbe rispondere che plasmare non è sempre fare violenza, e che formare un bambino non è spezzarlo. Xunzi riprenderà più tardi le immagini del legno che si raddrizza e dell'argilla che il vasaio lavora, dando loro un senso opposto a quello di Mencio: per lui, il fatto che la bontà richieda un lavoro non prova che faccia violenza alla natura, ma che non ne proviene (si veda l'argomento sulla sua teoria).
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Ciascuno risponde a un'immagine con un'altra immagine, e un paragone illustra una tesi senza provarla. Il disaccordo di fondo: imparare la virtù è sviluppare ciò che già si possiede (Mencio), o acquisire ciò che non si ha (Gaozi, e Xunzi in un altro senso)?
M
Mencio 320 a.C. · attacca la premessa 2

L'acqua non distingue l'est dall'ovest, ma distingue l'alto dal basso: scorre sempre verso il basso. La natura dell'uomo tende al bene come l'acqua tende verso il basso. Se si colpisce l'acqua, essa schizza più in alto della fronte; se la si sbarra e la si respinge, resta sulla montagna: è la forza che la fa agire, non la sua natura. Quando un uomo fa il male, la sua natura subisce la stessa violenza.

un difensore risponde
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Gaozi nei suoi testi.
John Dewey difensore dell'argomento · 1922
Riassunto: Dewey scrive che la natura umana originaria fornisce le materie prime, e che sono le consuetudini a fornire il macchinario e i disegni. La guerra, per esempio, non sarebbe possibile senza ira, rivalità o desiderio di mettersi in mostra, ma credere che queste tendenze debbano condurre alla guerra è come se un selvaggio pensasse che, poiché le fibre che intreccia per fare i cesti hanno proprietà naturali fisse, anche i modelli immemorabili della sua tribù fossero necessità naturali. Le tendenze possono essere orientate in molti modi.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Entrambe le posizioni ammettono tendenze naturali; divergono sul loro orientamento. Mencio vi vede una pendenza verso il bene, Dewey le vede prive di un proprio orientamento morale, orientate dalle consuetudini. Per Dewey, neppure l'uomo originario è «vuoto e passivo»: su questo punto critica Helvétius.
M
Mencio 320 a.C. · attacca la premessa 1

Se «natura» significa soltanto «ciò che viene con la vita», allora il bianco di una piuma bianca sarebbe quello della neve, e quello della neve quello della giada, e allo stesso modo la natura del cane sarebbe quella del bue, e la natura del bue quella dell'uomo. Gaozi deve accettare che non vi sia una natura propria dell'uomo.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Gaozi nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Il testo (6A.3) si ferma sulla domanda di Mencio, senza risposta di Gaozi. Si potrebbe accettare la conclusione: tutti i viventi condividono gli appetiti, ed è il modo in cui l'uomo viene educato a distinguerlo. Ma allora bisogna spiegare perché solo l'uomo si lasci plasmare in virtù, il che rimanda al punto di Mencio.
M
Mencio 320 a.C. · attacca la conclusione

Le bocche degli uomini concordano sugli stessi sapori, le loro orecchie sugli stessi suoni, i loro occhi sulla stessa bellezza. Solo i loro cuori non avrebbero nulla in comune? Ciò che i loro cuori approvano insieme sono i principi della nostra natura e le esigenze della giustizia, ed essi piacciono al cuore come la carne piace alla bocca. Se il cuore ha un gusto comune, la natura umana non è neutra.

senza risposta
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Gaozi nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Gaozi non risponde nel testo. Si potrebbe replicare che i gusti comuni sono quelli di una cultura comune: l'accordo dei cuori si constata all'interno di una stessa società, e non prova un'inclinazione anteriore a ogni società. Mencio qui offre soltanto analogie (bocca, orecchio, occhio), non una prova diretta.
Kant 1793 · attacca la conclusione

Riassunto: Kant scrive che per la morale è molto importante non ammettere alcun intermedio morale, né nelle azioni né nei caratteri, finché è possibile, perché in questa ambiguità tutte le massime rischiano di perdere precisione e fermezza. Egli annovera coloro che dicono che l'uomo per natura non è né buono né cattivo tra i «latitudinari della neutralità». In una nota aggiunge che, essendo la legge morale in noi un movente, la mancanza di accordo con essa può derivare soltanto da un'opposizione reale.

senza risposta
vedi l'argomento
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1793, dopo la morte dell'autore (-350).
Il dibattito continua (nostra sintesi) L'obiezione di Kant presuppone che la legge morale sia già nell'uomo come movente: è proprio ciò che Gaozi non riconosce. Per Gaozi nulla di morale è dato all'inizio, e allora l'argomento di Kant gira in tondo. Kant ne dà tuttavia una ragione: non troveremmo questo movente per mezzo del ragionamento se non lo avessimo, poiché la legge morale ci rivela la nostra libertà.