Vedere con i propri occhi: la Terra si muove
Dunque la Terra si muove, e se ne può essere certi quanto di qualunque altra cosa che si ritiene certa, «non per autoritate ma per vivo senso e raggione».
In filosofia della natura l'autorità non prova nulla: bisogna giudicare con i propri occhi, per mezzo dei sensi e della ragione.
«Vedere con i propri occhi: la Terra si muove» è un argomento di Giordano Bruno (La cena delle Ceneri, dial. I, III, IV e V (1584)) sulla domanda «Si può essere certi di qualcosa?» (risposta: sì, attraverso la ragione). La sua tesi: Dunque la Terra si muove, e se ne può essere certi quanto di qualunque altra cosa che si ritiene certa, «non per autoritate ma per vivo senso e raggione». Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 2 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Nel 1584 quasi tutti i dotti ritengono la Terra immobile al centro del mondo, come Aristotele e Tolomeo. Copernico aveva proposto il contrario nel 1543, ma una prefazione anonima presentava il suo libro come una semplice ipotesi di calcolo. Ne La cena delle Ceneri, Bruno racconta (rimaneggiandola) una cena a Londra in cui discute con due dottori di Oxford. La sua tesi: non si giudica la natura dall'autorità, nemmeno da quella di Copernico, né dalla Scrittura, ma dai sensi correttamente interpretati e dalla ragione. E così, dice, si può essere certi del moto della Terra come di qualunque altra cosa. È Teofilo a riferire le parole del «Nolano», cioè di Bruno.
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Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un caso in cui l'autorità non prova nulla, la Scrittura non decide, le apparenze si spiegano in entrambi i modi e vi sono motivi a favore del moto della Terra, ma la certezza non è raggiunta: si resta nel probabile.
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
Aristotele (ripreso da Tolomeo e dai dottori di Oxford) 350 a.C. · attacca la premessa 3Se la Terra girasse molto velocemente, una pietra lanciata dritta in aria non potrebbe ricadere nel punto di partenza: la Terra si sarebbe spostata sotto di essa, e la pietra cadrebbe lontano verso ovest. Eppure ricade in verticale. Dunque la Terra è immobile (Sul cielo, libro II; argomento riassunto da Smitho nel dialogo).
Bruno risponde
Se la Terra girasse molto velocemente, una pietra lanciata dritta in aria non potrebbe ricadere nel punto di partenza: la Terra si sarebbe spostata sotto di essa, e la pietra cadrebbe lontano verso ovest. Eppure ricade in verticale. Dunque la Terra è immobile (Sul cielo, libro II; argomento riassunto da Smitho nel dialogo).
AAndreas Osiander (prefazione anonima al libro di Copernico) 1543 · attacca la premessa 4Le ipotesi dell'astronomo non devono essere vere, e nemmeno verosimili: basta che permettano calcoli conformi alle osservazioni. Il moto della Terra è uno strumento di calcolo, non un'affermazione sulla realtà. È la prefazione «Al lettore» posta senza firma all'inizio del libro di Copernico (testo non raccolto).
Bruno risponde
Le ipotesi dell'astronomo non devono essere vere, e nemmeno verosimili: basta che permettano calcoli conformi alle osservazioni. Il moto della Terra è uno strumento di calcolo, non un'affermazione sulla realtà. È la prefazione «Al lettore» posta senza firma all'inizio del libro di Copernico (testo non raccolto).
RRoberto Bellarmino 1615 · attacca la premessa 5Se esistesse una vera dimostrazione che il Sole è al centro e che la Terra si muove, bisognerebbe reinterpretare con cura i passi della Scrittura che sembrano dire il contrario. Ma non si deve credere che una tale dimostrazione esista finché non è stata mostrata; nel frattempo bisogna attenersi al senso ricevuto (lettera a Foscarini, 1615; testo non raccolto). Bellarmino aveva preso parte al processo di Bruno.
senza risposta
Se esistesse una vera dimostrazione che il Sole è al centro e che la Terra si muove, bisognerebbe reinterpretare con cura i passi della Scrittura che sembrano dire il contrario. Ma non si deve credere che una tale dimostrazione esista finché non è stata mostrata; nel frattempo bisogna attenersi al senso ricevuto (lettera a Foscarini, 1615; testo non raccolto). Bellarmino aveva preso parte al processo di Bruno.