DomandeSiamo liberi?Libero eppure determinato, come l'acqua del fiume
Siamo liberi?Liberi senza libero arbitrio assoluto

Libero eppure determinato, come l'acqua del fiume

Thomas Hobbes 1588 · 1679Senza uno Stato, la vita sarebbe solitaria, brutale e breve.
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Che cosa sostiene

Dunque una stessa azione può essere al tempo stesso libera e necessaria: libertà e necessità sono compatibili.

Perché

Essere liberi significa non essere impediti di fare ciò che si vuole; che il volere stesso abbia delle cause non cambia nulla.

In breve

«Libero eppure determinato, come l'acqua del fiume» è un argomento di Thomas Hobbes (Leviatano, cap. 21) sulla domanda «Siamo liberi?» (risposta: liberi senza libero arbitrio assoluto). La sua tesi: Dunque una stessa azione può essere al tempo stesso libera e necessaria: libertà e necessità sono compatibili. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 3 premesse. AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Leviatano, cap. 21
Valido

Se tutto ciò che voglio ha una causa, sono ancora libero? Hobbes risponde di sì, senza esitare. Essere liberi non vuol dire sfuggire alle cause: vuol dire non essere impediti di fare ciò che si vuole. L'acqua che scende lungo il letto del fiume è al tempo stesso libera e spinta dalla necessità.

P1Essere liberi significa non incontrare alcun ostacolo esterno: è libero l'uomo che non è impedito di fare ciò che ha la volontà di fare.
P2Ogni atto della volontà, ogni desiderio, ogni inclinazione ha una causa, che a sua volta ha una causa, in una catena continua: le nostre volizioni sono necessarie.
P3Esistono azioni volute che nulla di esterno impedisce: l'uomo che getta in mare i suoi beni per paura di affondare lo fa volontariamente, e potrebbe rifiutarsi se lo volesse.
Dunque una stessa azione può essere al tempo stesso libera e necessaria: libertà e necessità sono compatibili.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
L'argomento è valido, senza premesse nascoste, e ciascuna delle tre premesse è indispensabile. Tutto si gioca quindi su P1, la definizione di libertà. Se essere liberi significa soltanto «non essere impediti», la conclusione è quasi ovvia. I suoi avversari dicono appunto che questa definizione è troppo povera: la vera questione non è se io possa fare ciò che voglio, ma se avrei potuto volere altro. Hobbes risponde in anticipo che parlare di «volontà libera» è un abuso di linguaggio: solo un uomo, un corpo che si muove, può essere libero o impedito, non una volontà.
Analogia. Un fiume scende lungo la valle. Nulla lo trattiene: è libero di scorrere. Eppure non può scorrere altrove che verso il basso: segue la pendenza per necessità. Per Hobbes, le nostre azioni volontarie sono esattamente come quell'acqua.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

J
John Bramhall, vescovo inglese 1645 · attacca la premessa 1

La vera libertà non è l'assenza di impedimenti esterni, che anche gli animali e perfino l'acqua possiedono: è il potere di scegliere tra due possibilità. Se tutto è necessario, le leggi, i consigli, le lodi, i rimproveri, le ricompense e le punizioni diventano vani.

senza risposta
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Hobbes ha risposto, ma quel testo non è ancora presente nel nostro corpus.
Il dibattito continua (nostra sintesi) I due uomini ne discussero a Parigi nel 1645, poi per iscritto fino al 1658. Hobbes rispose in Of Liberty and Necessity (scritto intorno al 1646, pubblicato nel 1654 senza il suo consenso) e nelle Questions concerning Liberty, Necessity, and Chance (Questioni sulla libertà, la necessità e il caso, 1656), non ancora presenti nel nostro corpus. La sua idea generale: le leggi, le lodi e le punizioni non diventano vane, poiché sono esse stesse cause che formano le volontà. Bramhall sostiene che punire un uomo per un atto che non poteva evitare resti ingiusto.
Kant 1788 · attacca la premessa 1

Una libertà che consiste soltanto nell'agire senza costrizione esterna, mentre tutto è determinato in anticipo, vale ben poco più di quella di uno girarrosto che, una volta caricato, esegue da sé i propri movimenti. Senza una libertà indipendente dalle cause naturali, non resta più alcuna responsabilità morale.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1788, dopo la morte dell'autore (1679).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Un compatibilista risponde che la libertà «forte» di Kant è impossibile da osservare e perfino da concepire con chiarezza, e che la responsabilità richiede soltanto che l'atto provenga dalla nostra volontà. È la posizione di Hume e, in altra forma, di Spinoza; Schopenhauer dà ragione a Hobbes riguardo agli atti, ma colloca la libertà nel carattere.
Obiezione anticipata da Hobbes attacca la premessa 3

Chi getta in mare i suoi beni per paura, o paga il proprio debito per timore della prigione, non agisce liberamente: è costretto.

Hobbes risponde
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Hobbes
Timore e libertà sono compatibili. Egli lo fa molto volentieri e potrebbe rifiutarsi, se volesse: è dunque l'azione di una persona libera. Allo stesso modo, tutto ciò che gli uomini fanno per timore della legge, erano liberi di non farlo.