DomandeLa vita ha un senso?O la Provvidenza o gli atomi
La vita ha un senso?Un senso dato

O la Provvidenza o gli atomi

Marco Aurelio 121 · 180Ciò che non dipende da te non deve turbarti.
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Che cosa sostiene

Dunque, in entrambi i casi, non c'è ragione di turbarsi: la serenità non dipende dalla risposta alla grande domanda.

Perché

Con la Provvidenza, ciò che accade serve al tutto; con gli atomi, accade comunque: in entrambi i casi, nessuna ragione di turbarsi.

In breve

«O la Provvidenza o gli atomi» è un argomento di Marco Aurelio (Pensieri IV, 3; VI, 10; IX, 39; X, 6; XII, 14) sulla domanda «La vita ha un senso?» (risposta: un senso dato). La sua tesi: Dunque, in entrambi i casi, non c'è ragione di turbarsi: la serenità non dipende dalla risposta alla grande domanda. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P5). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Pensieri IV, 3; VI, 10; IX, 39; X, 6; XII, 14
Valido con una premessa implicita

Il mondo ha un ordine e uno scopo, o è solo un miscuglio casuale di atomi? Marco Aurelio crede nella Provvidenza, ma non fa dipendere la sua serenità da questa credenza. Esamina entrambe le ipotesi e mostra che, in ogni caso, non c'è ragione di turbarsi.

P1Una delle due: o il mondo è governato da una Provvidenza, un'unica intelligenza; oppure esistono solo atomi che si mescolano e si disperdono.
P2Se c'è una Provvidenza, ciò che accade avviene per il bene del tutto, come in un unico corpo.
P3Ciò che è utile al tutto non può nuocere alla parte: la parte non ha dunque motivo di lamentarsi.
P4Se esistono solo atomi, la dispersione dei miei elementi avverrà qualunque cosa io faccia.
P5 · premessa implicitaÈ inutile turbarsi per ciò che accadrà comunque, qualunque cosa si faccia.
Dunque, in entrambi i casi, non c'è ragione di turbarsi: la serenità non dipende dalla risposta alla grande domanda.

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Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P5, il computer trova un mondo fatto solo di atomi, in cui la morte verrà qualunque cosa si faccia, e in cui si ha tuttavia ragione di esserne turbati.
È un dilemma: si esaminano le sole due possibilità (P1) e si mostra che ciascuna porta alla stessa conclusione. Il ramo della «Provvidenza» è completo con P2 e P3. Il ramo degli «atomi» richiede P5: dal fatto che la morte verrà qualunque cosa io faccia, non segue da sé che sia inutile turbarsene. Marco Aurelio lo sottintende con una domanda («perché mi turbo?»). Nota: l'argomento non prova che la vita abbia un dato senso, né che Dio esista. Mostra soltanto che si può vivere serenamente senza aver deciso, anche se Marco Aurelio stesso propende chiaramente per la Provvidenza.
Analogia. Stai aspettando i risultati di un esame già corretto. O il tuo compito è buono o non lo è; in ogni caso, il tuo voto è già scritto. Angosciarti stasera non cambia nulla: tanto vale dormire bene. (L'analogia ha dei limiti: per Marco Aurelio la Provvidenza non rende la vita assurda, le dà uno scopo.)

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

U
Un'obiezione tratta dai suoi stessi appunti attacca la premessa 5

Nel ramo degli «atomi», Marco Aurelio stesso non trova la serenità: si chiede perché dovrebbe voler restare in «un tale disordine». Se tutto è caso, la conclusione naturale sembra essere il disgusto della vita, non la pace.

Aurelio risponde
Aurelio Ciò che scrive altrove sulla stessa ipotesi (XII, 14)
Se il mondo è una confusione senza governo, accontentati: in una tale tempesta hai in te un'intelligenza che ti guida, e la piena non la travolgerà.
Nietzsche 1886 · attacca la premessa 2

La natura è prodiga, indifferente, senza intenzione, senza pietà né giustizia. Gli stoici non leggono una Provvidenza nella natura: vi proiettano la propria morale, poi pretendono di scoprirla lì.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1886, dopo la morte dell'autore (180).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Uno stoico potrebbe rispondere che l'argomento è stato costruito proprio per questo caso: anche se la natura è indifferente (il ramo degli «atomi»), Marco Aurelio sostiene che il turbamento resta inutile. Nietzsche prenderebbe allora di mira soprattutto P5: voler restare impassibili davanti all'indifferenza della natura è già, per lui, una «tirannia su di sé».
D
Dostoevskij (Ivan Karamazov) 1880 · attacca la premessa 3

Anche se la sofferenza di un bambino servisse all'armonia del tutto, quell'armonia non varrebbe le sue lacrime. Che la parte soffra «per il bene del tutto» non è una consolazione, ma uno scandalo.

senza risposta
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1880, dopo la morte dell'autore (180).