Come si può essere persiani?
Dunque, finché non ci guardiamo dall'esterno, i nostri giudizi su ciò che è normale o strano non valgono nulla: i nostri peggiori pregiudizi sono quelli «che fanno sì che si ignori se stessi».
Giudichiamo tutto con un ritorno su noi stessi: ciò che ci sembra normale o strano non dice altro che ciò che siamo.
«Come si può essere persiani?» è un argomento di Montesquieu (Lettere persiane, 30 e 59 (Rica)) sulla domanda «Si può essere certi di qualcosa?» (risposta: dobbiamo dubitare). La sua tesi: Dunque, finché non ci guardiamo dall'esterno, i nostri giudizi su ciò che è normale o strano non valgono nulla: i nostri peggiori pregiudizi sono quelli «che fanno sì che si ignori se stessi». Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P3). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Rica, un persiano, arriva a Parigi. Con l'abito persiano, tutti lo guardano. Con l'abito europeo, nessuno lo nota più. Ma appena si viene a sapere che è persiano: «Ma come si può essere persiani?» I parigini trovano naturale ciò che somiglia a loro, e strano tutto il resto. Il romanzo rovescia lo specchio: sono dei persiani a trovare strani i francesi. Sono dei personaggi a parlare, ma il procedimento è quello di tutto Montesquieu: guardarsi con occhi da straniero.
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Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui giudichiamo tutto in base alle nostre abitudini e in cui i nostri giudizi dicono tuttavia il vero valore delle cose: basterebbe che le nostre abitudini fossero, per caso, quelle giuste.
Obiezioni
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OObiezione classica: l'argomento si ritorce contro se stesso attacca la premessa 1Se non giudichiamo mai se non con un ritorno su noi stessi, allora anche questo giudizio non è che un ritorno su di sé. E se tutto dipende dal punto di vista, nulla è più vero né giusto: ci sono solo costumi, e non abbiamo più il diritto di criticare quelli degli altri.
Montesquieu risponde
Se non giudichiamo mai se non con un ritorno su noi stessi, allora anche questo giudizio non è che un ritorno su di sé. E se tutto dipende dal punto di vista, nulla è più vero né giusto: ci sono solo costumi, e non abbiamo più il diritto di criticare quelli degli altri.
EEdward Said 1978 · attacca la conclusioneLo «sguardo straniero» delle Lettere persiane non è quello di veri persiani: è un Oriente immaginato da un europeo, con il suo serraglio, i suoi eunuchi e le sue donne rinchiuse, tratto dai racconti dei viaggiatori. Non si esce da sé travestendosi da persiano: si proiettano sull'altro i propri fantasmi (Orientalismo, 1978).
senza risposta
Lo «sguardo straniero» delle Lettere persiane non è quello di veri persiani: è un Oriente immaginato da un europeo, con il suo serraglio, i suoi eunuchi e le sue donne rinchiuse, tratto dai racconti dei viaggiatori. Non si esce da sé travestendosi da persiano: si proiettano sull'altro i propri fantasmi (Orientalismo, 1978).