Sapere è avere un'opinione vera ed essere in grado di renderne ragione
La definizione della conoscenza come credenza vera giustificata; il Teeteto
Dunque la conoscenza è opinione vera accompagnata da ragione (logos): ciò di cui si può rendere ragione è oggetto di conoscenza, il resto no.
Né la sensazione né l'opinione vera bastano: un giudice può giudicare rettamente, persuaso dai testimoni, senza conoscere i fatti.
«Sapere è avere un'opinione vera ed essere in grado di renderne ragione» è un argomento di Platone (Platone, Teeteto, 201c-d (ca. 369 a.C.), 385 a.C.) sulla domanda «Si può essere certi di qualcosa?» (risposta: sì, attraverso la ragione). La sua tesi: Dunque la conoscenza è opinione vera accompagnata da ragione (logos): ciò di cui si può rendere ragione è oggetto di conoscenza, il resto no. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), la conclusione segue effettivamente dalle sue 2 premesse. AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 3 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.
Che cos'è sapere? Nel Teeteto, il giovane Teeteto propone a Socrate tre risposte. Prima: sapere è sentire, percepire (è anche la tesi di Protagora, «l'uomo è misura di tutte le cose»). Socrate la confuta. Poi: sapere è avere un'opinione vera, ma un tribunale può giudicare rettamente essendo semplicemente persuaso, senza sapere. Resta la terza: sapere è avere un'opinione vera accompagnata da ragione (logos), cioè saper spiegare perché è vera. È la più famosa definizione della conoscenza, ed è rimasta classica per più di duemila anni. Ma Platone non dice che sia quella giusta: il dialogo si conclude senza una conclusione. Presentiamo qui l'argomento che conduce a questa definizione, così come lo fa emergere il dialogo, e ne indichiamo anche le difficoltà.
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Senza la premessa implicita: Senza P3, il computer trova un caso in cui il sapere non è né la sensazione né l'opinione vera, senza per questo essere l'opinione vera accompagnata da ragione (per esempio un quarto candidato che nessuno ha ancora proposto).
Obiezioni
3Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.
TTeeteto e Protagora 369 a.C. · attacca la premessa 1Sapere è sentire: chi sa una cosa percepisce ciò che sa. E se, come dice Protagora, l'uomo è misura di tutte le cose, ogni cosa è per me come mi appare, per te come ti appare: non c'è nulla di più da sapere di ciò che si percepisce.
Platone risponde
Sapere è sentire: chi sa una cosa percepisce ciò che sa. E se, come dice Protagora, l'uomo è misura di tutte le cose, ogni cosa è per me come mi appare, per te come ti appare: non c'è nulla di più da sapere di ciò che si percepisce.
Socrate (in Platone) 369 a.C. · attacca la conclusioneSe ci si chiede che cos'è il sapere, rispondere che è un'opinione vera accompagnata dalla conoscenza di ciò che la distingue da tutto il resto è una risposta sciocca: si usa la parola «conoscenza» per definire la conoscenza. Più in generale, Socrate esamina tre sensi di «logos» (esprimere il proprio pensiero, enumerare gli elementi, indicare il segno distintivo) e nessuno regge.
Platone risponde
Se ci si chiede che cos'è il sapere, rispondere che è un'opinione vera accompagnata dalla conoscenza di ciò che la distingue da tutto il resto è una risposta sciocca: si usa la parola «conoscenza» per definire la conoscenza. Più in generale, Socrate esamina tre sensi di «logos» (esprimere il proprio pensiero, enumerare gli elementi, indicare il segno distintivo) e nessuno regge.
EEdmund Gettier 1963 · attacca la conclusioneSi può avere un'opinione vera, essere giustificati nel sostenerla, e tuttavia non sapere. Esempio (caso I): Smith ha buone ragioni per credere che Jones otterrà il posto e che Jones abbia dieci monete in tasca. Ne deduce: «l'uomo che otterrà il posto ha dieci monete in tasca». Ma è Smith a ottenere il posto, e si dà il caso che abbia dieci monete in tasca, senza saperlo. La sua credenza è vera e giustificata, ma non si dirà che sa. Le tre condizioni (vero, creduto, giustificato) non bastano dunque.
Platone risponde
Si può avere un'opinione vera, essere giustificati nel sostenerla, e tuttavia non sapere. Esempio (caso I): Smith ha buone ragioni per credere che Jones otterrà il posto e che Jones abbia dieci monete in tasca. Ne deduce: «l'uomo che otterrà il posto ha dieci monete in tasca». Ma è Smith a ottenere il posto, e si dà il caso che abbia dieci monete in tasca, senza saperlo. La sua credenza è vera e giustificata, ma non si dirà che sa. Le tre condizioni (vero, creduto, giustificato) non bastano dunque.