DomandeIl tempo esiste davvero?«Grazie al cielo è finita!»: il nostro sollievo prova che il presente avanza
Il tempo esiste davvero?Il tempo passa davvero

«Grazie al cielo è finita!»: il nostro sollievo prova che il presente avanza

L'argomento del sollievo (Prior)

Arthur Prior 1914 · 1969Logico che sostiene che il tempo passa davvero e che ha fondato la logica temporale.
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Che cosa sostiene

Dunque esistono fatti temporali che le semplici date non bastano a esprimere: è vero adesso che l'esame è passato, e non lo era prima. Il presente avanza.

Perché

Siamo sollevati che l'esame sia ormai passato, non che abbia luogo in una certa data: una semplice data, vera in ogni tempo, non può esprimere questo.

La stessa idea attraverso la storia
Arthur Prior1959Prior parte da un'esperienza comune, il sollievo dopo una prova, per sostenere che esistono fatti che cambiano con il tempo, e non soltanto date.
In breve

««Grazie al cielo è finita!»: il nostro sollievo prova che il presente avanza» è un argomento di Arthur Prior («Thank Goodness That's Over», Philosophy, 1959, 1959) sulla domanda «Il tempo esiste davvero?» (risposta: il tempo passa davvero). La sua tesi: Dunque esistono fatti temporali che le semplici date non bastano a esprimere: è vero adesso che l'esame è passato, e non lo era prima. Il presente avanza. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 3 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

«Thank Goodness That's Over», Philosophy, 1959
Valido con una premessa implicita

Hai appena sostenuto un esame molto penoso. Uscendo, dici: «Grazie al cielo è finita!». Di che cosa sei sollevato? Non solo del fatto che l'esame ha avuto luogo in una certa data: questo lo sapevi già il giorno prima, e non ti sollevava. Sei sollevato che l'esame sia ormai passato. Per Prior, questo piccolo fatto della vita quotidiana mostra che esistono fatti temporali reali: «è finita» è vero adesso e non lo era prima. Il presente avanza, e non è un'illusione.

P1Il mio sollievo dopo l'esame è appropriato adesso, e non lo sarebbe stato il giorno prima.
P2Se «è finita» significasse soltanto che l'esame ha luogo in una data anteriore a questa frase, sarebbe una semplice relazione tra due date. Un fatto del genere è vero allo stesso modo in ogni momento, il giorno prima come il giorno dopo.
P3Un fatto che è vero allo stesso modo in ogni momento non può spiegare perché il mio sollievo sia appropriato in un momento e non in un altro.
P4 · premessa implicitaSe il mio sollievo è appropriato, qualcosa lo giustifica: o una relazione tra date, o un fatto temporale (l'esame è ormai passato).
Dunque esistono fatti temporali che le semplici date non bastano a esprimere: è vero adesso che l'esame è passato, e non lo era prima. Il presente avanza.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, si potrebbe accettare tutto e dire comunque: il sollievo non ha bisogno di essere giustificato da un fatto. È una reazione del corpo e della mente, come la paura, che non dice nulla sul mondo. È una delle linee di risposta di Mellor e di MacBeath.
L'argomento è valido. P1 dice che il sollievo è appropriato adesso e non prima. P2 e P3 mostrano che una semplice relazione tra date non può spiegarlo, poiché è vera in ogni momento. P4 dice che ci deve pur essere una giustificazione, che è dunque un fatto temporale.
Analogia. Su una mappa, una croce segna il punto in cui vi trovate. «Voi siete qui» non è nella mappa: è qualcuno che si trova in un punto preciso. Per Prior, «è finita» è come quel «voi siete qui» per il tempo: un fatto che cambia a seconda del punto in cui ci si trova nel tempo, e che una mappa di date non contiene.

Obiezioni

3

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

D
David Hugh Mellor 1981 · attacca la premessa 2

Mellor sostiene che una frase al presente come «è finita» è vera quando l'esame è anteriore a quella stessa frase, considerata come un evento datato. Questa relazione tra date non esiste il giorno prima, dato che la frase non è ancora stata pronunciata. Il nostro sollievo si spiega allora senza un fatto temporale: si può credere che «è finita» ed essere sollevati solo dopo l'esame.

un difensore risponde
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1981, dopo la morte dell'autore (1969).
O
Olley Pearson difensore dell'argomento · 2017
Pearson contesta che Mellor e MacBeath abbiano risolto la questione. Sostiene che una teoria plausibile di quando un'emozione è appropriata, unita all'argomento di Prior, conduca ancora a fatti temporali.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Molti filosofi ritengono che Mellor e MacBeath abbiano mostrato che le nostre emozioni non ci obbligano ad ammettere fatti temporali. Alcuni, come Pearson, contestano ancora questo verdetto. Il disaccordo di fondo riguarda ciò che rende un'emozione «appropriata»: una credenza vera, o un fatto del mondo.
M
Murray MacBeath 1983 · attacca la premessa 4

MacBeath riprende la risposta di Mellor e la rafforza: le nostre emozioni verso il passato e il futuro non ci obbligano a supporre fatti temporali. Un sollievo può essere spiegato da una credenza il cui contenuto è una relazione tra date, senza che il mondo contenga un presente che avanza.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1983, dopo la morte dell'autore (1969).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Prior morì nel 1969 e non poté rispondere. I difensori del suo argomento, come Pearson, riprendono la questione nel 2017 (si veda la discussione con Mellor qui sopra).
Albert Einstein 1905 · attacca la conclusione

Nella relatività, due eventi simultanei per un osservatore non lo sono per un altro che si muove. Non esiste dunque un «adesso» comune a tutto l'universo, e a quanto pare nemmeno un unico presente che avanzi per tutti. Molti filosofi ne concludono che passato, presente e futuro esistano tutti allo stesso modo: è l'universo a blocco.

senza risposta
vedi l'argomento
Non abbiamo ancora individuato una risposta diretta di Prior nei suoi testi.
Il dibattito continua (nostra sintesi) Non abbiamo trovato una risposta di Prior su questo punto preciso. I difensori di un presente che avanza dicono in genere che esso è compatibile con la relatività se si ammette un sistema di riferimento privilegiato, che la fisica non rileva. I sostenitori dell'universo-blocco giudicano questo prezzo troppo alto.