DomandeLa vita ha un senso?Sisifo e la pietra che ha voglia di rotolare
La vita ha un senso?Un senso da creare

Sisifo e la pietra che ha voglia di rotolare

Il Sisifo di Taylor, il senso viene dall'interno

Richard Taylor 1919 · 2003Sisifo troverebbe un senso nel suo compito se gli fosse dato il desiderio di far rotolare il suo masso.
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Che cosa sostiene

Dunque il senso della vita viene dall'interno, dalla volontà di fare ciò che si fa; non è concesso dall'alto.

Perché

Se Sisifo amasse rotolare la sua pietra, la sua vita avrebbe senso per lui, e un senso percepito da chi vive è un vero senso.

La stessa idea attraverso la storia
Albert Camus1942Stesso mito, altra strada: Camus conserva la lucidità di Sisifo, Taylor gli dà un desiderio.
Richard Taylor1970Il senso di una vita dipende dalla volontà di chi la vive.
In breve

«Sisifo e la pietra che ha voglia di rotolare» è un argomento di Richard Taylor (Good and Evil, 1970, cap. 18 «The Meaning of Life», 1970) sulla domanda «La vita ha un senso?» (risposta: un senso da creare). La sua tesi: Dunque il senso della vita viene dall'interno, dalla volontà di fare ciò che si fa; non è concesso dall'alto. Secondo la verifica logica di AskPhilosophy (solutore Z3), l'argomento è valido solo se si ammette una premessa che l'autore non formula (P4). AskPhilosophy presenta 2 obiezioni, 1 delle quali con una risposta documentata, e il testo originale di ciascuna premessa, verificato parola per parola.

Good and Evil, 1970, cap. 18 «The Meaning of Life»
Valido con una premessa implicita

Sisifo rotola in eterno il suo masso in cima a una collina, e il masso ricade. Per Taylor questa è l'immagine perfetta di una vita priva di senso: uno sforzo senza fine che non porta a nulla. E le nostre vite, viste da lontano, le assomigliano. Ma immaginiamo che gli dèi diano inoltre a Sisifo un impulso irresistibile a rotolare pietre. Nulla cambia nel mondo: il masso ricade sempre. Eppure la sua vita ha ora un senso per lui. Taylor ne conclude che il senso non viene dall'esterno: viene dalla volontà di fare ciò che si fa. Molti trovano questa conclusione troppo facile, e si chiedono se un desiderio basti.

P1Una vita è priva di senso quando è uno sforzo senza fine che non approda a nulla di duraturo. Il mito di Sisifo ne è l'immagine perfetta. Un senso esterno sarebbe, al contrario, un compimento: per esempio se le pietre di Sisifo finissero per formare un bel tempio duraturo.
P2Ora, le nostre vite, viste da lontano, assomigliano a quella di Sisifo: ogni vita è una salita con il masso, ogni giorno un passo, e i nostri successi svaniscono lasciando spazio a nuovi sforzi dello stesso genere. Dunque nessun senso esterno ci è dato.
P3Se gli dèi danno a Sisifo il desiderio di rotolare pietre, nulla cambia in ciò che fa, ma la sua vita si riempie di senso per lui: ciò che vuole, lo ottiene senza fine.
P4 · premessa implicitaUn senso che esiste solo per chi vive la vita (perché lo vuole) è un vero senso, non una finzione.
Dunque il senso della vita viene dall'interno, dalla volontà di fare ciò che si fa; non è concesso dall'alto.

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Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui Sisifo vuole le sue pietre, e quindi la sua vita ha un senso per lui, ma in cui questo «senso» è solo un effetto della droga: in fondo la sua vita resta priva di senso, e nessuno ha ragione di invidiarlo.
Valido con P4. P1 e P2 mostrano che le nostre vite non hanno un senso esterno. P3 dice che il desiderio dà un senso per chi desidera. P4 dice che questo senso è un vero senso, ed è ciò che permette di concludere. Senza P4, si può concedere tutto e dire che il senso di Sisifo è solo un'illusione prodotta da una droga. Lo avverte lo stesso Taylor: ammette che questo senso sarebbe «irrazionale». Ma aggiunge che l'altra via, quella in cui si raggiunge finalmente uno scopo, conduce a una noia infinita.
Analogia. Un collezionista passa le sue serate a classificare francobolli. Per la maggior parte di noi non porta a nulla. Per lui, queste serate sono piene. Taylor dice che è lui ad avere ragione sulla propria vita: nessun altro può decidere ciò che la riempie. La domanda di Wolf è: e se il collezionista stesse solo riempiendo il tempo con qualcosa che non vale nulla?

Obiezioni

2

Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Susan Wolf 2010 · attacca la premessa 4

Susan Wolf riprende il caso di Taylor, che chiama «Sisifo appagato». Ricorda che il suo compito resta vano: non c'è alcun valore nei suoi sforzi, e nulla ne risulta. Scrive che alla sua vita sembra mancare qualcosa di desiderabile nonostante la sua esperienza di appagamento. Per lei, il senso richiede anche un valore reale in ciò che si fa: il senso nasce quando l'attrazione soggettiva incontra l'attrattiva oggettiva. Il desiderio da solo non basta.

senza risposta
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 2010, dopo la morte dell'autore (2003).
Il dibattito continua (nostra sintesi) Taylor è morto nel 2003 e non può rispondere a Wolf. Il suo testo del 1970 contiene tuttavia degli elementi di risposta: scrive che la vita in cui si raggiunge un obiettivo senza più nulla da fare è «l'inferno della sua eterna assenza», e che il senso viene da ciò che le persone vogliono profondamente fare. Wolf risponde a sua volta che il desiderio di Sisifo, prodotto da una sostanza, rischia di essere un'illusione, o il segno di un'intelligenza diminuita. Entrambe le posizioni sono ancora difese. Il lavoro di Wolf su questo sito è in preparazione.
Albert Camus, Il mito di Sisifo 1942 · attacca la premessa 3

Camus aveva raccontato lo stesso mito trent'anni prima di Taylor, ma per lui ciò che rende grande Sisifo è la sua lucidità: «Se questo mito è tragico, è perché il suo eroe è cosciente.» Il suo Sisifo è felice perché conosce tutta l'estensione della propria condizione, non perché gli è stato dato un desiderio. Una felicità ottenuta per mezzo di una sostanza nelle vene non è la sua.

Taylor risponde
Taylor Taylor (1970), sul carattere irrazionale di questo senso
Taylor non risponde a Camus, che non nomina in questo capitolo. Ma sul punto in questione ammette che il senso del suo Sisifo sarebbe irrazionale, poiché il suo desiderio sarebbe solo il prodotto di una sostanza nelle sue vene e non qualcosa che la ragione possa scoprire; è comunque, dice, un senso a tutti gli effetti.
Il dibattito continua (nostra sintesi) I due Sisifo sono diversi. In Camus, Sisifo vede tutto e sceglie la sua rivolta; in Taylor, è riconciliato con il proprio destino «da nulla di più razionale della potenza di una nuova sostanza nelle sue vene» (è Taylor a dirlo). Camus direbbe che è una scappatoia. Taylor risponderebbe forse che la lucidità non è necessaria perché una vita sia piena. Il testo di Taylor non lo dice, e il disaccordo resta aperto. Vedi l'argomento «Vivere senza appello» (camus-absurde-refus-suicide).