FilosofiGeorg Wilhelm Friedrich Hegel

Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Il reale è razionale: lo Spirito si realizza nella storia.

Idealismo tedesco1770 · 1831 GermaniaIdealista tedescoPensatore della dialetticaFilosofo della storiaFilosofo dello Stato e del diritto
Enciclopedia, § 51 Osservazione e § 193 Osservazione (1830)

Dio non è cento talleri: Hegel difende la prova ontologica contro Kant

Che cosa sostiene

Dunque la critica di Kant non confuta la prova ontologica: il passaggio dal pensiero di Dio alla certezza che egli esiste resta legittimo.

Perché

Pensare cento talleri non li fa esistere, ma Dio non è una cosa finita: il suo concetto unisce pensiero ed essere.

Valido con una premessa implicita

Kant aveva confutato la prova ontologica (Anselmo, Cartesio) con un esempio diventato celebre: cento talleri reali non contengono nulla di più di cento talleri pensati. Hegel, uno dei pochi grandi filosofi a difendere ancora la prova dopo Kant, risponde: l'esempio vale per le cose finite, non per Dio. Classificazione onesta: il Dio di Hegel non è esattamente il creatore personale del teismo classico (molti vi vedono un panteismo), ma l'argomento qui difeso è la prova classica dell'esistenza di Dio, e Hegel si diceva cristiano.

P1Ciò che definisce ogni cosa finita è che la sua esistenza è distinta dal suo concetto: pensare cento talleri non li fa esistere. Su questo punto Kant ha ragione.
P2Ma Dio non è una cosa finita: è «un oggetto di un'altra specie» rispetto a cento talleri.
P3Il concetto di Dio è appunto l'unità di concetto ed essere: Dio è ciò che può essere pensato solo come esistente. E l'essere è la determinazione più povera: sarebbe strano che la totalità concreta che è Dio non la contenesse.
P4 · premessa implicitaLa critica di Kant confuta la prova solo se si applica a Dio, cioè se Dio fosse una cosa finita, o se il suo concetto non includesse l'essere.
Dunque la critica di Kant non confuta la prova ontologica: il passaggio dal pensiero di Dio alla certezza che egli esiste resta legittimo.

clicca su una premessa per rifiutarla

Se accetti tutte le premesse, la logica ti obbliga ad accettare la conclusione. Il dibattito riguarda dunque le premesse.
Verificato da un solutore logico: è impossibile che tutte le premesse siano vere e la conclusione falsa.
Senza la premessa implicita: Senza P4, il computer trova un mondo in cui Dio non è finito, il suo concetto include l'essere, e tuttavia la critica di Kant confuta comunque la prova: per esempio perché nessun concetto, nemmeno quello, può garantire che una cosa esista fuori dal pensiero.
Valido con P4. Ma P4 è esattamente ciò che Kant contesta: per lui l'obiezione non dipende dalla differenza tra finito e infinito. «Essere» non è il predicato reale di alcun concetto, nemmeno di quello di Dio. P1 non serve alla logica, mostra soltanto ciò che Hegel concede a Kant. Hegel riconosce del resto lui stesso un difetto nella prova di Anselmo: essa presuppone l'unità di pensiero ed essere invece di mostrarla. Per lui, solo la sua intera Logica la mostra.
Analogia. Non si prova che un tesoro esiste disegnandolo su una mappa: Kant ha ragione per i tesori. Hegel risponde: Dio non è un tesoro tra gli altri, è ciò che rende reale tutto il resto. Chiedergli di «provare che esiste» come un tesoro significa confonderlo con una cosa.

Obiezioni

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Ogni obiezione è una conversazione: clicca per vedere chi risponde e a che punto è il dibattito.

Kant, Critica della ragion pura (testo precedente) 1781 · attacca la premessa 4

L'esistenza non è il predicato reale di alcun concetto: cento talleri reali non contengono nulla di più di cento talleri possibili. Questo vale per ogni concetto, compreso quello di Dio. Se nego che Dio esista, tolgo il soggetto con tutti i suoi predicati, senza alcuna contraddizione.

Hegel risponde
Hegel
Hegel risponde direttamente a Kant: chiamare «concetto» cose come cento talleri è una barbarie. Tutti sanno che pensare una cosa finita non la fa esistere. Ma quando si parla di Dio, si ha a che fare con un oggetto di un'altra specie rispetto a cento talleri, il cui concetto include l'essere.
Il dibattito continua (nostra sintesi) I kantiani rispondono che Hegel presuppone ciò che è in questione: dire che il concetto di Dio «include l'essere» non mostra che un tale Dio esista fuori dal nostro pensiero.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Hegel rifiuta di applicare a Dio l'esempio dei cento talleri, valido per le cose finite. I kantiani rispondono che dire che il concetto di Dio include l'essere presuppone ciò che è in questione. Il disaccordo di fondo: può l'essere far parte di un concetto senza che si presupponga già l'esistenza di ciò che esso designa?
Una difficoltà che Hegel stesso riconosce (Enciclopedia, § 193) attacca la premessa 3

Nella prova di Anselmo (e in Cartesio e Spinoza), l'unità di pensiero ed essere non è dimostrata: è solo presupposta. Le si può sempre opporre la loro differenza, come è stato fatto fin dall'epoca di Anselmo.

Hegel risponde
Hegel
Hegel risponde che questa obiezione si supera solo mostrando che il finito, separato dall'infinito, non è vero, e che pensiero ed essere, presi separatamente, sono astrazioni che passano l'una nell'altra. In altre parole: la prova regge solo insieme a tutto il suo sistema della Logica.
Il dibattito continua (nostra sintesi) È questo il prezzo da pagare: per accettare questa difesa bisogna accettare l'intera Logica di Hegel, che oggi pochi filosofi accettano per intero.
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)Hegel riconosce che la prova di Anselmo presuppone l'unità di pensiero ed essere senza mostrarla, e afferma che solo l'insieme della sua Logica la mostra. Il dibattito riguarda quindi il valore dell'intero sistema piuttosto che quello della prova isolata.
Frege e Russell: l'esistenza non è una proprietà delle cose 1884 · attacca la premessa 3

La logica moderna precisa l'idea di Kant: dire «Dio esiste» significa dire che un concetto si applica ad almeno una cosa. L'esistenza non può dunque far parte di alcun concetto, e nessuna definizione, nemmeno quella di Dio, può garantire che si applichi a qualcosa.

Hegel risponde
sintesi: il suo testo non è ancora nel nostro corpus
Nessuna risposta possibile: obiezione formulata nel 1884, dopo la morte dell'autore (1831).
Alvin Plantinga 1974
Plantinga non riprende la difesa di Hegel: propone un'altra versione, modale, della prova. Essa non parte dall'esistenza ordinaria ma dall'idea di un essere massimamente grande, che esisterebbe in tutti i mondi possibili. Il dibattito si sposta allora sulla questione se un tale essere sia possibile. Per il seguito, si veda l'argomento modale.
vedi l'argomento
A che punto è il dibattito (nostra sintesi)La logica moderna (Frege, Russell) colloca l'esistenza dal lato dell'applicazione di un concetto, non del suo contenuto. I difensori attuali della prova non passano più per Hegel ma per la versione modale, in cui la discussione riguarda la possibilità di un essere massimamente grande.