FilosofiJohn Locke

John Locke

La mente nasce come una tabula rasa; il potere deriva dal consenso.

Empirismo · Liberalismo · Contratto sociale1632 · 1704 Regno UnitoEmpiristaPensatore del liberalismo politicoDifensore della tolleranzaMedico
In breve

John Locke (1632 · 1704, Inghilterra): empirismo, liberalismo e contratto sociale. Nasciamo senza idee belle e pronte: tutto ciò che sappiamo viene dall'esperienza. La stessa esigenza vale in politica: nessuno nasce suddito di un re. Su AskPhilosophy: 6 argomenti ricostruiti, 4 citazioni verificate parola per parola sui testi originali, e 5 convinzioni comuni esaminate; ogni testo reca un badge di autenticità (scritto dall'autore, postumo, appunti di allievi, tramandato, apocrifo).

In 30 secondiNasciamo senza idee belle e pronte: tutto ciò che sappiamo viene dall'esperienza. La stessa esigenza vale in politica: nessuno nasce suddito di un re. Gli uomini sono liberi e uguali per natura, il potere deriva solo dal loro consenso e serve a proteggere la loro vita, la loro libertà e i loro beni. Se li minaccia, il popolo può riprenderselo.
Perché è importante

Diede il suo programma all'empirismo (Berkeley, Hume) e la sua grammatica al liberalismo politico: diritti naturali, governo per consenso, diritto di resistenza. Se ne sente l'eco nella Dichiarazione d'indipendenza americana. La sua teoria dell'identità personale fondata sulla coscienza resta il punto di partenza dei dibattiti odierni sul sé.

La sua epoca

Medico e segretario del conte di Shaftesbury, oppositore del re Carlo II, si esiliò in Olanda (1683-1689). Tornò dopo la Gloriosa Rivoluzione e pubblicò quasi tutto in una volta, nel 1689-1690: la Lettera sulla tolleranza e i Due trattati in forma anonima, il Saggio con il proprio nome.

Le sue posizioni

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Dio esiste?Dio
AteismoTeismo
Affermato esplicitamente

Egli ritiene che l'esistenza di Dio possa essere dimostrata a partire dalla nostra stessa esistenza, con una certezza «pari alla certezza matematica». Ma rifiuta l'idea innata di Dio: vi si giunge per ragionamento.

Da dove viene ciò che sappiamo?Fonte della conoscenza
Empirismo (dall'esperienza)Razionalismo (dalla ragione)
Affermato esplicitamente

Tutti i materiali del pensiero provengono dall'esperienza: sensazione (il mondo esterno) e riflessione (la mente che osserva se stessa). Precisazione: una volta acquisite le idee, la ragione può trarne dimostrazioni certe, in matematica e forse in morale.

Possiamo raggiungere verità certe?Certezza
ScetticismoCertezza possibile
Interpretazione prevalente

La nostra conoscenza è limitata ma sufficiente: la «candela» della mente fa luce abbastanza per vivere. Certezza per poche verità (la nostra esistenza, Dio, la matematica), semplice probabilità per la maggior parte delle cose. Né dogmatico né scettico.

La mente è qualcosa di diverso dalla materia?Mente e corpo
MaterialismoDualismo
Affermato esplicitamente

Propende per un'anima immateriale, ma ammette che non si può provare che Dio non abbia dato alla materia la capacità di pensare. Questa prudenza fece scandalo ai suoi tempi.

Siamo davvero liberi?Libertà
Determinismo (nessun libero arbitrio)Libero arbitrio
Dibattuto tra gli studiosi

Chiedersi se la volontà sia libera non ha senso: la libertà appartiene alla persona, è il potere di agire o non agire secondo ciò che la mente sceglie. Egli aggiunge un potere di sospendere i propri desideri per esaminarli: i lettori discutono se ciò vada oltre il compatibilismo.

Il bene e il male esistono oggettivamente?Statuto della morale
Antirealismo (la morale è un prodotto umano)Realismo morale (verità morali oggettive)
Dibattuto tra gli studiosi

Esiste una legge di natura, conosciuta dalla ragione, e Locke pensa che la morale possa essere dimostrata come la matematica. Ma definisce il bene morale in rapporto a una legge e alle sue sanzioni: un realismo morale fondato su Dio. I lettori discutono se, per lui, il bene derivi dalla volontà di Dio o dalla ragione.

La ragione può giudicare tutto, fede compresa?Fede e ragione
Primato della fede / del cuoreSolo la ragione giudica
Affermato esplicitamente

Ciò che Dio rivela è vero, ma spetta alla ragione giudicare se una rivelazione venga davvero da Dio. Nulla di contrario alla chiara evidenza della ragione può essere creduto in nome della fede. La fede resta possibile per ciò che è al di sopra della ragione.

La vita ha un senso dato?Senso della vita
Nessun senso dato (assurdo, da creare)Senso oggettivo (natura, Dio, Bene)
Interpretazione prevalente

La più alta perfezione di un essere intelligente è la ricerca della felicità vera e solida, che per lui include la vita futura. Il senso è dato (da Dio), ma bisogna saperlo distinguere dai piaceri immaginari.

Gli esseri umani sono naturalmente buoni?Natura umana
Fondamentalmente debole o corrottaFondamentalmente buona o perfettibile
Interpretazione prevalente

Più ottimista di Hobbes: lo stato di natura ha già una legge, la ragione, che vieta di nuocere ad altri. Ma gli uomini sono parziali nella propria causa: da qui il bisogno di un governo.

Chi viene prima: l'individuo o la comunità?Individuo e società
Comunità, ordine, tradizioneLibertà individuale
Affermato esplicitamente

Gli uomini nascono liberi, uguali e indipendenti; nessuno è sottomesso a un potere politico senza il proprio consenso. Il governo esiste per proteggere i diritti, e il popolo può riprendersi il potere se esso lo tradisce.

Che cosa rende buona un'azione?Fondamento della morale
Il dovere (deontologia)Le conseguenze (conseguenzialismo)Il carattere (etica delle virtù)Altro (legge divina, relazioni, creazione di valori…)
Affermato esplicitamente

La legge divina, conosciuta attraverso la ragione (legge di natura) o attraverso la rivelazione, è «la sola vera pietra di paragone» del bene e del male morale.