FilosofiNiccolò Machiavelli

Niccolò Machiavelli

Il potere si giudica dai suoi effetti, non dalle buone intenzioni.

Realismo politico · Umanesimo1469 · 1527 ItaliaPensatore politico realistaRepubblicanoDiplomatico e alto funzionarioStorico
è molto più sicuro essere temuto che amato, quando si abbia a mancare dell'uno de' dua
È molto più sicuro essere temuto che amato, quando si abbia a mancare dell'uno de' dua.
Verificata parola per parola
andare drieto alla verità effettuale della cosa, che alla immaginazione di essa
Andare drieto alla verità effettuale della cosa, che alla immaginazione di essa.
Verificata parola per parola
non il bene particulare, ma il bene comune è quello che fa grandi le città
Non il bene particulare, ma il bene comune è quello che fa grandi le città.
Verificata parola per parola
mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch’io nacqui per lui
Mi pasco di quel cibo che solum è mio e ch'io nacqui per lui. Parla delle sue serate passate a leggere gli Antichi.
Verificata parola per parola

Idee sbagliate comuni

Falso
Machiavelli scrisse: «Il fine giustifica i mezzi».

La formula non compare in nessuno dei suoi scritti. Il Principe (18) dice altro: quando non c'è un tribunale a cui ricorrere per giudicare i principi, gli uomini guardano al risultato, e la folla trova onorevoli i mezzi di un principe che riesce. È una descrizione di come giudica la folla, in un capitolo sulle apparenze. Il passo più vicino si trova nei Discorsi (I, 9): Romolo uccise il fratello per fondare Roma; «accusandolo il fatto, lo effetto lo scusi». Ma Machiavelli limita questa scusante alla violenza che fonda o riforma un ordine libero, mai a quella che distrugge. Attenzione: la traduzione inglese di Thomson (1883) aggiunge la parola «means» (mezzi), assente nell'italiano.

Falso
Machiavelli era un sostenitore della tirannide.

Il Principe dà consigli duri a un principe nuovo. Ma i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio biasimano i fondatori di tirannidi tanto quanto lodano i fondatori di repubbliche, rifiutano di ammirare Cesare e sostengono che un popolo è più prudente e più costante di un principe. Rousseau arrivò a leggere il Principe come «il libro dei repubblicani»: lezioni date ai popoli fingendo di istruire i re.

Da sfumare
Machiavelli consiglia di essere crudeli e bugiardi.

Consiglia di saperlo essere quando la necessità lo impone, e di apparire buoni. Ma scrive anche che ogni principe deve desiderare di essere considerato clemente e non crudele, e che non deve allontanarsi dal bene quando può. E rifiuta di chiamare «virtù» l'uccidere i propri concittadini o il tradire gli amici: ciò può dare il potere, non la gloria.