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FilosofiBertrand Russell

Bertrand Russell

Chiarire il pensiero con la logica, dubitare dei dogmi.

Filosofia analitica · Empirismo1872 · 1970 Regno UnitoLogicoFilosofo analiticoCritico della religioneAttivista pacifista
In breve

Bertrand Russell (1872 · 1970, Regno Unito): filosofia analitica e empirismo. Pensare con chiarezza significa anzitutto credere solo ciò per cui abbiamo ragioni di credere. Russell applica questa regola ovunque: in logica, dove cerca di fondare la matematica; nella conoscenza, dove mostra che anche le nostre aspettative più sicure poggiano su un principio che l'esperienza non può provare; e in religione, dove ritiene che l'onere della prova spetti a chi afferma. Su AskPhilosophy: 6 argomenti ricostruiti, 5 citazioni verificate parola per parola sui testi originali, e 4 convinzioni comuni esaminate; ogni testo reca un badge di autenticità (scritto dall'autore, postumo, appunti di allievi, tramandato, apocrifo).

In 30 secondiPensare con chiarezza significa anzitutto credere solo ciò per cui abbiamo ragioni di credere. Russell applica questa regola ovunque: in logica, dove cerca di fondare la matematica; nella conoscenza, dove mostra che anche le nostre aspettative più sicure poggiano su un principio che l'esperienza non può provare; e in religione, dove ritiene che l'onere della prova spetti a chi afferma. In assenza di un disegno nell'universo, spetta a noi dare un senso alla vita.
Perché è importante

Con Frege e Wittgenstein fonda la filosofia analitica: affrontare i problemi attraverso l'analisi logica del linguaggio. I suoi Principia Mathematica (con Whitehead) hanno segnato la logica moderna. Per il grande pubblico resta la voce più chiara del dubbio ragionato nei confronti della religione: la teiera celeste, il pollo induttivista, il dibattito con padre Copleston.

La sua epoca

Nipote di un primo ministro, rimasto orfano molto presto, fu cresciuto da una nonna profondamente devota. Pacifista, nel 1918 trascorse sei mesi in prigione per un articolo contro la guerra. Nel 1940 un tribunale di New York gli vietò di insegnare a causa delle sue idee sulla morale e sulla religione. Premio Nobel per la letteratura nel 1950, fino a 97 anni si batté contro le armi nucleari.

Le sue posizioni

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Dio esiste?Dio
AteismoTeismo
Affermato esplicitamente

Di fronte a Copleston si dichiara agnostico: non si può provare che Dio non esista. Ma non vede «alcuna ragione» di credere ai dogmi della teologia. Agnostico in teoria, ateo in pratica: è quanto dirà lui stesso in un opuscolo del 1947, non ancora nel nostro corpus.

Da dove viene ciò che sappiamo?Fonte della conoscenza
Empirismo (dall'esperienza)Razionalismo (dalla ragione)
Affermato esplicitamente

Divide in due il vecchio dibattito: i razionalisti avevano ragione sui princìpi logici, conosciuti senza l'esperienza; gli empiristi avevano ragione sull'esistenza, che solo l'esperienza può far conoscere.

Possiamo raggiungere verità certe?Certezza
ScetticismoCertezza possibile
Interpretazione prevalente

Né scettico né dogmatico: tutte le nostre credenze possono essere false e dovrebbero conservare «un lieve elemento di dubbio», ma una credenza può essere respinta solo in nome di un'altra. Per quanto riguarda il futuro, la probabilità è tutto ciò che si può cercare.

La mente è qualcosa di diverso dalla materia?Mente e corpo
MaterialismoDualismo
Dibattuto tra gli studiosi

Nel 1903 ritiene «quasi certo» che i nostri pensieri e i nostri amori non siano che il risultato di disposizioni di atomi, e che nessuna vita sopravviva alla tomba. Più tardi difenderà un «monismo neutro» (né spirito né materia in fondo alle cose), non ancora nel nostro corpus.

Siamo davvero liberi?Libertà
Determinismo (nessun libero arbitrio)Non ha preso posizioneLibero arbitrio
Dibattuto tra gli studiosi

I nostri testi non trattano del libero arbitrio. Il culto dell'uomo libero parla di una libertà del pensiero di fronte a un universo che ci schiaccia, non di una tesi sul determinismo.

Il bene e il male esistono oggettivamente?Statuto della morale
Antirealismo (la morale è un prodotto umano)Realismo morale (verità morali oggettive)
Affermato esplicitamente

Nel 1948 distingue il bene dal male «attraverso i miei sentimenti», come si distingue il blu dal giallo, e rifiuta qualsiasi valore «assoluto». Nel 1903 credeva ancora all'oggettività del bene; nel 1917 scrive di esserne meno convinto.

La ragione può giudicare tutto, fede compresa?Fede e ragione
Primato della fede / del cuoreSolo la ragione giudica
Affermato esplicitamente

La libertà di pensiero e l'abitudine di soppesare le prove contano più di qualsiasi dogma. Una credenza utile o consolante non è per questo vera.

La vita ha un senso dato?Senso della vita
Nessun senso dato (assurdo, da creare)Senso oggettivo (natura, Dio, Bene)
Affermato esplicitamente

L'universo non mostra alcun disegno. Ma l'uomo è libero di giudicare, di conoscere e di creare: il senso viene dagli ideali che sceglie di servire e dall'aiuto che offre ai suoi compagni.

Gli esseri umani sono naturalmente buoni?Natura umana
Fondamentalmente debole o corrottaFondamentalmente buona o perfettibile
Dibattuto tra gli studiosi

La paura è la fonte della crudeltà e della religione, ma gli esseri umani possono vincerla con la conoscenza: un mondo buono richiede sapere, gentilezza e coraggio. Un ottimismo prudente, fondato sull'educazione.

Chi viene prima: l'individuo o la comunità?Individuo e società
Comunità, ordine, tradizioneLibertà individuale
Affermato esplicitamente

Lo Stato è «la più grave minaccia per la libertà», e la società può solo lasciare che ciascuno cresca liberamente, non costringerlo a seguire il modello di un altro. Ma non è un liberale puro: socialista, vuole estendere diverse funzioni dello Stato (la terra alla collettività) e lasciare il resto ad associazioni libere (Princìpi di ricostruzione sociale, 1916).

Che cosa rende buona un'azione?Fondamento della morale
Il dovere (deontologia)Le conseguenze (conseguenzialismo)Il carattere (etica delle virtù)Altro (legge divina, relazioni, creazione di valori…)
Affermato esplicitamente

L'azione giusta è quella che probabilmente produrrà il maggior bene fra tutte le azioni possibili: bisogna giudicare in base agli effetti.