Vasubandhu
Tutto ciò che percepiamo non è che rappresentazione: vediamo cose senza alcun oggetto esterno, come in un sogno.
La sua vita
Vasubandhu fu un monaco e pensatore buddhista indiano, nato a Puruṣapura (Peshawar) nel Gandhāra intorno al IV o V secolo (le date sono discusse). Scrisse dapprima un importante trattato di Abhidharma, poi divenne una figura di primo piano della scuola Yogācāra. Nelle sue Venti strofe sostiene che ciò che percepiamo è soltanto rappresentazione, senza alcun oggetto esterno, come in un sogno.
Le sue opere
Un'importante esposizione sistematica della dottrina buddhista (composta intorno al V secolo).
Venti strofe che sostengono che tutto è sola rappresentazione, con risposte alle obiezioni (intorno al V secolo).
Trenta strofe che espongono la teoria della coscienza dello Yogācāra (intorno al V secolo).
Posizioni
clicca su una riga per vedere la provaDa buddhista rifiuta un Dio creatore, sostenendo che la diversità del mondo non possa derivare da un'unica causa permanente.
Vasubandhu, Abhidharmakośabhāṣya II.64 (c. 4th-5th c.)
Sostiene che le cose percepite siano soltanto rappresentazioni della coscienza, senza alcun oggetto esterno, come le cose viste in sogno: una forma di idealismo.
Vasubandhu, Viṃśatikā (Twenty Verses on Representation-Only) (c. 4th-5th c.)
La morale poggia sul karma, la legge causale per cui intenzioni e atti plasmano la propria esperienza futura, senza alcun intervento divino.
Vasubandhu, Abhidharmakośabhāṣya IV, sur le karma (IVe-Ve s.)